Attraverso il progetto SALTOpower, ENEA promuove sistemi di accumulo termico innovativi per superare la dipendenza dal litio e garantire la stabilità delle reti rinnovabili.
L'Europa si trova oggi di fronte a una sfida cruciale per la propria transizione ecologica: trovare soluzioni efficaci alla crescente richiesta di stoccaggio di energia derivante dalla diffusione di fonti rinnovabili discontinue. In questo scenario si inserisce il progetto europeo SALTOpower, che vede la partecipazione attiva di ENEA attraverso il suo Laboratorio Energia e accumulo termico. L'iniziativa punta a promuovere l'utilizzo dei sistemi di accumulo termico a sali fusi, una tecnologia strategica che mira a garantire l'autonomia industriale del continente. Attualmente, infatti, il mercato è dominato dalle batterie agli ioni di litio, la cui catena di approvvigionamento è fortemente concentrata in Cina, rappresentando un rischio per la sovranità energetica europea.
La ricerca condotta nell'ambito di SALTOpower si focalizza sull'integrazione di questi sistemi in hub energetici multifunzionali, capaci di combinare vettori elettrici, termici e chimici. L'impiego di miscele di sali nitrati, comunemente utilizzati come fertilizzanti, offre vantaggi straordinari grazie alla loro alta stabilità, ottima capacità termica e ampi intervalli di temperatura operativa. Come sottolineato dal ricercatore Marco D’Auria, queste caratteristiche rendono i sali fusi uno standard già consolidato nel solare termodinamico e una soluzione ideale per i processi industriali ad alte temperature.
La vera forza di questa tecnologia risiede nella sua capacità di trasformare l'energia in eccesso in calore, per poi rilasciarla sotto forma di elettricità durante i picchi di domanda, garantendo così una fornitura di energia affidabile e dispacciabile. Oltre a contribuire alla resilienza della rete, l'adozione dei sali fusi assicura una maggiore indipendenza nelle materie prime, poiché si basa su materiali abbondanti in Europa, come l’acciaio, o facilmente reperibili. Grazie a una spiccata scalabilità e a un design modulare, questi sistemi risultano perfetti anche per portare energia in località remote. Con l’Unione Europea che stima un fabbisogno di stoccaggio fino a 400 GWh entro il 2030, e nell'ordine dei TWh per il 2050, l'innovazione dei sali fusi appare come il tassello mancante per raggiungere la completa decarbonizzazione.
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