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Mappati in un database centralizzato 84 elementi chiave per l'autonomia strategica dell'Europa.
Consolidare la rete europea di esperti dedicata alle materie prime critiche e migliorare attraverso un database centralizzato qualità e accessibilità dei dati sulle risorse naturali essenziali per la transizione verde e digitale, ma ad alto rischio di approvvigionamento. È questo l’obiettivo del progetto europeo SCRREEN3 da circa 3 milioni di euro, che coinvolge 16 partner tra enti di ricerca, università e associazioni industriali, tra cui ENEA.
SCRREEN3 rappresenta la terza generazione del progetto SCRREEN, partito nel 2016 per supportare la Commissione Europea nella definizione di una strategia di settore e nell’adozione dei regolamenti volti a garantire in Europa un approvvigionamento sicuro, sostenibile e diversificato di materie prime critiche.
“Queste materie sono fondamentali per la transizione ecologica, energetica e digitale e, nello specifico, per una vasta gamma di applicazioni commerciali come batterie, mobilità elettrica, tecnologie energetiche rinnovabili, elettronica, difesa e aerospazio”, spiega Rovena Preka, ricercatrice ENEA del Dipartimento Sostenibilità. “È fondamentale ampliare la base di conoscenze su queste materie – prosegue - non solo perché la domanda è in costante crescita, ma anche per la forte dipendenza dell’UE da una catena di approvvigionamento legata a Paesi terzi e sempre più condizionata da tensioni geopolitiche”.
Grazie al progetto sono stati messi insieme circa 300 esperti provenienti da industria e ricerca per fornire consulenza specialistica a supporto dei processi decisionali UE, coprendo le materie prime critiche e strategiche e le loro catene del valore. Sono stati inoltre analizzati 84 elementi fondamentali per la transizione, tra materie prime, materie prime critiche e strategiche, tracciandone provenienza, tecniche di estrazione, strategie di approvvigionamento, prezzi e settori d’impiego.
Per ogni elemento è stata finalizzata una scheda tecnica, una sorta di carta d’identità, accessibile attraverso un portale pubblico, pensato come strumento di supporto alle istituzioni UE, sia per l’analisi delle criticità e delle prospettive del settore sia, soprattutto, per l’aggiornamento periodico dell’elenco delle materie prime critiche che la Commissione deve effettuare ogni tre anni.
ENEA sta seguendo nello specifico lo sviluppo delle schede relative a 8 elementi (selenio, renio, indio, bismuto, alluminio e bauxite, samario, gadolinio e borato) che spaziano tra metalli non ferrosi, di transizione, terre rare, tutti elementi fondamentali per applicazioni per l’industri energetica, aerospaziale e farmaceutica.
“Lavorando in stretto contatto con la Direzione Generale per il Mercato Interno della Commissione Europea puntiamo a completare la digitalizzazione delle schede e l’automazione dei flussi di dati, in modo da rendere le informazioni più accessibili e facilmente aggiornabili. Inoltre, miriamo a rafforzare l’integrazione dei nostri studi con le analisi di previsione della domanda condotte dal Joint Research Centre della Commissione, per consolidare il ruolo del network come infrastruttura di conoscenza sulle materie prime critiche”, conclude la ricercatrice ENEA.
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