▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

Plastiche nei compost. I ricercatori individuano con precisione la presenza di inquinanti persistenti come plastiche e le microplastiche

Un’innovativa metodologia messa a punto congiuntamente da Cnr-Isafom e Università degli Studi di Milano permette di individuare con precisione la presenza di inquinanti persistenti – come plastiche e microplastiche - nel compost, distinguendoli da altre sostanze biodegradabili come le plastiche compostabili. Il protocollo di analisi, descritto sulla rivista ACS Sustainable Chemistry & Engineering, favorirà una maggiore sicurezza alimentare e sostenibilità delle catene di approvvigionamento.

AgriFoodTech Transizione Energetica / Sostenibilità

Finalemte un nuovo e importante passo in avanti contro la contaminazione da plastiche del suolo. Un team congiunto dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Consiglio nazionale delle ricerche di Perugia (Cnr-Isafom) e dell’Università degli studi di Milano ha messo a punto un innovativo protocollo di analisi che permette di individuare con precisione la presenza di inquinanti persistenti nel compost – come plastiche e microplastiche - distinguendoli da altre sostanze biodegradabili come le plastiche compostabili.

L'innovativo metodo è descritto sulla rivista scientifica ACS Sustainable Chemistry & Engineering: la novità consiste nello sviluppo di una procedura di idrolisi termo-alcalina selettiva che agisce come uno spartiacque analitico. Sottoponendo, infatti, campioni di materiali recuperati dal compost a una soluzione specifica di idrossido di sodio a 80°C, il protocollo riesce a dissolvere completamente i polimeri compostabili (come PLA e materiali a base di amido), lasciando invece inalterate le plastiche convenzionali (quali PE, PP, PET, PVC, PS). che resistono all'attacco chimico.

“Il suolo è diventato un bacino di accumulo di inquinanti persistenti, a causa della produzione di plastica in costante crescita a livello mondiale, di incorrette pratiche di smaltimento del rifiuto in plastica, della sua dispersione accidentale e, in minor misura, di pratiche agronomiche, quali la pacciamatura e l’utilizzo di compost da rifiuti urbani, che possono presentare tracce di plastica  (ammesse nella misura massima dello 0,3% in peso dalla normativa vigente). La determinazione delle tracce di plastica nel compost, ad oggi, non permetteva di distinguere tra plastiche tradizionali e compostabili, con queste ultime che rappresentano un costituente legittimo della frazione organica dei rifiuti urbani. In questo contesto, la capacità di distinguere accuratamente tra polimeri fossili recalcitranti e plastiche compostabili nel compost non è più solo una questione tecnica, ma un prerequisito fondamentale per la sicurezza alimentare e la sostenibilità delle catene di  approvvigionamento globali”, spiega Mirko Cucina, ricercatore del Cnr-Isafom autore dello studio insieme a Fabrizio Adani dell’Università degli Studi di Milano, che aggiunge: “Questa tecnologia permette di superare i limiti dei metodi attuali, spesso troppo costosi o imprecisi per un'applicazione  su larga scala, garantendo un tasso di recupero del 98% e una precisione validata tramite  spettroscopia infrarossa”. 

L'innovazione rappresenta un importante strumento anche per l’implementazione di strategie di  bioeconomia circolare: “Il nostro metodo permette di evitare che i materiali biodegradabili vengano erroneamente classificati come inquinanti, incentivando così l'adozione di alternative compostabili sicure” aggiungono i ricercatori. “A livello tecnico, questo studio offre agli impianti di trattamento dei rifiuti organici una metodologia a basso costo e alta efficacia per certificare la qualità del compost e monitorare la degradazione dei nuovi materiali polimerici”.

La ricerca, inolte, offre una risposta concreta alla necessità di proteggere i terreni agricoli dall'accumulo di microplastiche, promuovendo al contempo l'uso di bioplastiche che possono effettivamente ritornare alla terra sotto forma di nutrienti: “Si tratta di un passo avanti decisivo per armonizzare le necessità della produzione industriale con la tutela della biodiversità del suolo, garantendo che il riciclo organico diventi un pilastro affidabile e trasparente della transizione ecologica globale”, concludono i ricercatori.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato

Related news

Ultime Notizie

Sofidel America attiva un nuovo impianto fotovoltaico nello stabilimento di Circleville in Ohio

Il parco solare da 4,65 MW, composto da oltre ottomila pannelli, alimenta uno dei principali siti produttivi nordamericani del Gruppo, contribuendo in modo concreto alla riduzione delle emissioni di CO₂.

26-08-2026

Al via la prima edizione del Master UPO in "One Health: agricoltura e ambiente"

Aperte le iscrizioni al percorso di II livello promosso dal DISIT in collaborazione con Agrion e Confagricoltura Alessandria, focalizzato su sostenibilità, sicurezza alimentare e transizione ecologica.

26-08-2026

EDP supera 1,1 GW di capacità rinnovabile in Italia grazie a due nuovi parchi eolici in Basilicata

L'entrata in esercizio degli impianti La Regina e Rosamarina consolida la presenza della multinazionale nel Paese, portando nuova energia pulita e contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione.

26-08-2026

Burgo Energia si aggiudica il bando GSE: via libera all'approvvigionamento di biometano

L'azienda si è aggiudicata la fornitura di un massimo di 100 milioni di metri cubi di biometano certificato, accelerando la decarbonizzazione dei processi produttivi e l'evoluzione energetica nel settore cartario.

25-08-2026

Notizie più lette

1 Record storico per i consumi elettrici a luglio in Italia: +8,3% spinto dalle ondate di calore

Secondo i dati diffusi da Terna, la domanda mensile ha raggiunto quota 32,5 TWh a causa delle temperature eccezionalmente elevate. Crescono anche la produzione industriale e il fotovoltaico, che porta le rinnovabili a coprire il 41,5% del fabbisogno.

2 OpenAI espande Daybreak e lancia GPT-5.6-Cyber per la sicurezza informatica avanzata

La nuova piattaforma introduce livelli di accesso governati, prestazioni record nella ricerca delle vulnerabilità e una vasta rete di partner strategici per proteggere le organizzazioni dalle minacce digitali.

3 Al via "Operation Blue Skies": l'intelligenza artificiale per ridurre l'impatto climatico dell'aviazione

Google UK e il governo britannico lanciano il primo test su scala di un intero spazio aereo oceanico per eliminare le scie di condensazione nel Nord Atlantico.

4 Nvidia e OpenAI siglano accordo per la creazione di un mega data center in Ohio

Un investimento multimiliardario trasformerà il campus PORTS-Pike in un polo globale dell'intelligenza artificiale, con una capacità iniziale di 4,25 gigawatt interamente basata su hardware Nvidia e destinata a OpenAI.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.5.7 - 4.6.4