Allo studio sviluppo di metodologie innovative per verificare la qualità, l’autenticità e l’origine di alimenti simbolo del Made in Italy, quali grano, olio extra vergine di oliva, mozzarelle di bufala e riso.
Il settore agroalimentare rappresenta uno degli asset strategici fondamentali per l'economia italiana, con un fatturato che raggiunge i 660 miliardi di euro. In questo contesto, la ricerca scientifica gioca un ruolo cruciale nell'offrire strumenti e servizi capaci di rafforzare la competitività delle imprese e valorizzare i territori. È quanto ha dimostrato Metrofood-it, il progetto PNRR a coordinamento ENEA, che ha recentemente concluso il suo percorso quadriennale presentandone i risultati a Roma. All'evento hanno partecipato figure chiave come la presidente di ENEA, Francesca Mariotti, e la coordinatrice del progetto, Claudia Zoani, insieme ai rappresentanti del team di ricerca che include l'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM) e diverse università italiane (Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, Aldo Moro di Bari, Parma, Siena e Molise).
Grazie a un finanziamento PNRR di 17,8 milioni di euro, Metrofood-it ha potenziato le dotazioni strumentali dei partner con tecnologie all'avanguardia. Queste nuove risorse sono state integrate con sistemi digitali avanzati basati su Internet of Things (IoT), intelligenza artificiale e blockchain, permettendo analisi di laboratorio con una precisione senza precedenti. Questo salto tecnologico ha reso possibile lo sviluppo di metodologie innovative per verificare la qualità, l’autenticità e l’origine di alimenti simbolo del Made in Italy, quali grano, olio extra vergine di oliva, mozzarelle di bufala e riso. L'attenzione si è estesa anche a prodotti a marchio DOP e IGP, come il pomodorino del piennolo del Vesuvio, la mela annurca campana e il limone di Sorrento. Oltre alla tracciabilità e alla qualità dei prodotti, i ricercatori hanno lavorato intensamente su soluzioni per il packaging sostenibile e lo smart farming.
La Presidente ENEA, Francesca Mariotti, ha sottolineato come il rafforzamento della capacità di innovazione nel comparto agroalimentare sia una priorità strategica per l’Italia, specialmente di fronte alle sfide dei mercati internazionali, dei cambiamenti climatici e delle rapide trasformazioni tecnologiche. Il finanziamento PNRR ha permesso a Metrofood-it di consolidare non solo le strumentazioni, ma anche il capitale umano e la capacità di erogare servizi a supporto delle imprese.
Un altro pilastro del progetto è stata la creazione di una rete di living lab diffusi sul territorio nazionale. In questi spazi, gli stakeholder del mondo agroalimentare hanno potuto testare direttamente le nuove soluzioni tecnologiche e partecipare alla co-creazione di attività innovative. Sono state inoltre lanciate open call per l'erogazione di servizi, permettendo a università, centri di ricerca e aziende di utilizzare le facility di Metrofood-it per condurre i propri esperimenti e studi. Parallelamente, i ricercatori sono stati impegnati in attività di formazione e divulgazione su tematiche di sicurezza e qualità alimentare rivolte anche ai consumatori. Concludendo l'esperienza di Metrofood-it, la coordinatrice Claudia Zoani ha evidenziato come il progetto sia riuscito a definire e testare processi per sistemi agroalimentari sostenibili, accelerandone la digitalizzazione. Il percorso, però, non si ferma qui: l'eredità del progetto proseguirà nell'ambito dell'infrastruttura di ricerca europea Metrofood-ri, di cui Metrofood-it costituisce il nodo nazionale.
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