Ulteriore rialzo rispetto alla previsione diffusa lo scorso 30 aprile 2026 (Pil Italia: +0,2% la crescita congiunturale, +0,7% quella tendenziale). Ora la variazione acquisita per il 2026 è pari a 0,6%. Rispetto al trimestre precedente, risultano in aumento tutte le principali componenti della domanda interna.
Secondo gli ultimi dati rilasciati dall'Istat, nel primo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del primo trimestre del 2025.
L'acquisizione di informazioni più complete sul trimestre ha comportato una revisione al rialzo della stima preliminare del Pil diffusa lo scorso 30 aprile 2026 (+0,2% la crescita congiunturale, +0,7% quella tendenziale). Ora la variazione acquisita per il 2026 è pari a 0,6%. Il primo trimestre del 2026 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al primo trimestre del 2025.
Rispetto al trimestre precedente, risultano in aumento tutte le principali componenti della domanda interna, con una crescita dello 0,4% dei consumi finali nazionali e dello 0,7% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono diminuite dello 0,7% mentre le esportazioni sono aumentate del 2,2%.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente per 0,4 punti percentuali alla crescita congiunturale del Pil: +0,3 punti percentuali i consumi finali delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private ISP e +0,1 gli investimenti fissi lordi, mentre è stato nullo il contributo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP). Per contro, la variazione delle scorte ha contribuito alla variazione del Pil per -1,1 punti percentuali, non del tutto compensata dal contributo positivo della domanda estera netta risultato pari a +0,9 punti percentuali. Per quanto riguarda il lato dell'offerta, si registra una dinamica congiunturale negativa nell'agricoltura (-0,5%), stazionaria nell'industria e positiva nei servizi (+0,4%).
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