▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista

Gli italiani e l’intelligenza artificiale: solo il 33% si sente competente ad usarla. L'indagine di Altroconsumo

La nuova indagine di Altroconsumo evidenzia come l'intelligenza artificiale sia sempre più presente e utilizzata nella vita quotidiana, ma competenze e fiducia restano ancora limitate: solo il 33% degli italiani si sente in grado di utilizzare in modo adeguato questi strumenti, contro una media europea del 40 percento.

Intelligenza Artificiale

L'intelligenza artificiale (definita anche AI) è ormai entrata a pieno nelle nostre vite: non è più riservata solo agli esperti o all’interno dei dispositivi senza che neanche ce ne accorgiamo, ma è a portata di tutti, possiamo usarla attivamente sui nostri computer e smartphone, nelle attività private e lavorative. Il 2025 è stato l’anno che ne ha certificato l’impatto per la società e i cittadini, tant’è che la rivista statunitense Time ha dedicato proprio all’intelligenza artificiale e ai suoi “architetti” la tradizionale copertina di “Persona dell’anno”, per l’influenza che sta avendo sulle nostre vite “nel bene e nel male”.

A confermare questa avanzata, tra luci e ombre, c'è l'indagine di Altroconsumo. "Ci siamo chiesti quanto è percepita l’AI nei vari aspetti della propria vita, cosa è cambiato rispetto al passato e quanto viene usata oggi; ai 2mila italiani che hanno risposto abbiamo chiesto inoltre quale impatto sta avendo l’intelligenza artificiale sulla loro vita, quanta fiducia nutrono nel modo in cui viene usata e nelle conseguenze future (indagine svolta a settembre 2025 tramite questionario online inviato a un campione rappresentativo degli utenti internet di 18-74 anni; è stata condotta anche in altri nove Paesi europei nell’ambito del progetto CEP, un’iniziativa lanciata da Euroconsumers e Google per aiutare i consumatori a comprendere meglio i propri diritti e a fare scelte consapevoli nel mondo digitale)" sottolinea una nota di Altroconsumo.

Ne emerge una relazione che cresce, sia nel percepito che negli utilizzi, con picchi di entusiasmo (talvolta in calo), ma pure difficoltà e diffidenze; e con un evidente divario di competenze tra i cittadini.

Quanto si percepisce la presenza dell'intelligenza artificiale

L’AI può essere utilizzata in vari ambiti, dai più ampi e meno visibili ai nostri occhi - industriale, medico, scientifico, finanziario ecc. - a quelli più palesi e vicini a noi: in poco tempo può dare risposte sintetiche alla ricerca di informazioni anche complesse, può aiutare a creare un testo, un’immagine, un video, aiutare a costruire un itinerario di viaggio oppure a studiare, simulando l’interrogazione di un professore ecc.

In tutti questi ambiti quotidiani - si nota dai grafici più avanti - cresce la percezione della presenza dell’intelligenza artificiale rispetto al 2024, in primis nel mondo dell’informazione e dei media: tre persone su quattro (75%) ritengono che sia abbastanza o molto presente, il 6% in più del 2024. Non soprende, data la diffusione di strumenti come AI overview, ChatGpt, Gemini e simili usati proprio per la ricerca di informazioni e la produzione di contenuti come testi, immagini e video. Ma gli ambiti in cui questa presenza si sente forte sono anche altri: dagli acquisti dei prodotti, alla cultura e intrattenimento, fino alla formazione e istruzione che - insieme a salute, benessere, sport e comunicazione - hanno visto il balzo maggiore rispetto al 2024 nel percepito, cioè +7%.

Le competenze che mancano

Benché sia tanta e in aumento la consapevolezza rispetto alla presenza dell’IA, d’altro canto mancano ancora competenze: solo il 33% degli italiani (contro il 40% della media dei 10 Paesi europei dell’indagine) si sente qualificato e in grado di usare gran parte di questi servizi, un dato basso, anche se un po’ in crescita (+5%) rispetto al 2024. meno attrezzati sono gli over 60 non professionalmente attivi: il divario si registra soprattutto tra loro (solo il 19% si sente di avere le capacità necessarie) e gli under 27 (con il 56% dei 18-26enni che si sente sufficientemente qualificato).

Quanto si usa l'intelligenza artificiale generativa: + 20% in un anno

L’intelligenza artificiale generativa è quella che permette di generare nuovi contenuti (testi, immagini, video, audio) in base alla richiesta dell’utente: per intenderci, è quella utilizzata da ChatGpt, Gemini, Claude, Perplexity ecc. Il 48% degli italiani la usa (ben il 20% in più rispetto al 2024), nel 14% dei casi spesso o ogni giorno.

Ma se l’utilizzo aumenta, si riduce invece la soddisfazione rispetto ai risultati: solo il 55% se ne dice contento, il 3% in meno del 2024. Probabilmente perché nel frattempo, superati i grandi e facili entusiasmi e le inconsapevolezze iniziali, ci si è resi conto che quello che può dare l’intelligenza artificiale non è “oro colato”; è importante sempre mantenere spirito critico e verificare le informazioni, usarla come supporto e facendo le richieste giuste, non come unica fonte di verità o di creatività. L’intelligenza artificiale può infatti avere “allucinazioni”, cioè dare risposte sbagliate e imprecise, accondiscendenti più che fondate.

Impatti positivi o negativi sulla vita quotidiana?

Altroconsumo ha anche chiesto agli italiani che impatto ha avuto l’intelligenza artificiale sulla loro vita: in generale vince ancora la risposta “nessuno” (53%), mentre solo il 34% vede benefici (il 6% in meno rispetto agli altri Paesi), come può essere ad esempio il risparmio di tempo.

L’impatto sulla qualità dell’informazione è il dato che più polarizza gli italiani, con una larga fetta (43%) che pensa che l’AI abbia un effetto positivo, ma un buon 26% che invece lo ritiene negativo, tra le allucinazioni e i deep fake (video, audio, e immagini false create per disinformare o anche truffare).

Sul lavoro, invece, la maggioranza (68%) non vede nessun impatto. Su questo fronte, infatti, l’Italia è ancora indietro rispetto ad altri Paesi Ue (18esima su 27) e le aziende stanno correndo parecchio: nel 2025 l’uso dell’intelligenza artificiale è raddoppiato, passando al 16% (fonte: Imprese e Ict, Istat).

Benefici e rischi: le speranze, i timori e la fiducia nell'intelligenza artificiale

“Nel bene e nel male”, scrive il Time incoronando l’AI persona dell’anno: questa tecnologia, infatti, può portare con sé benefici ma anche svantaggi, in base a come viene progettata e usata. Ecco alcuni esempi nei vari ambiti e quali sono le speranze e i timori degli italiani.

  • Informazione: da un lato facilita e velocizza la ricerca e la produzione di contenuti come abbiamo visto, ma dall’altro in molti (66%) sono preoccupati dai rischi di manipolazione dell’opinione pubblica, per la più semplice diffusione di disinformazione.
  • Personalizzazione: da un lato può permettere esperienze più personalizzate come consumatori (lo pensa il 46%): analizzando i dati e imparando dal comportamento degli utenti, può creare contenuti molto tagliati su misura e utili; ma d’altro canto c’è forte preoccupazione per la privacy (58%) e la sicurezza dei dati: l’IA non li può solo raccogliere in grandi quantità, da più fonti, ma li può analizzare, combinare e può trarre deduzioni che possono rivelare informazioni mai consciamente condivise, facendo previsioni su comportamenti futuri e prendendo decisioni che possono impattare sulle vite, anche con il rischio di discriminazioni basate su aspetti individuali (lo teme il 27%).
  • Sostenibilità: da un lato l’intelligenzaa artificiale può contribuire a creare un mondo più sostenibile (lo pensa il 35%), ottimizzando le risorse, ma dall’altro ha essa stessa un grande impatto ambientale per il consumo di energia dei data center.
  • Lavoro: può creare nuove figure professionali (allenatori di IA, ingegneri dei prompt...), velocizzare attività ripetitive, meccaniche e faticose lasciando più tempo per quelle creative, complesse, riflessive o relazionali, in cui l’umano non può essere sostituito; ma d’altro canto che ne sarà dei lavoratori le cui mansioni verranno automatizzate? Come preparare milioni di lavoratori a un futuro che cambia così rapidamente? Il 45% crede che l’AI toglierà più posti di lavoro di quanti ne aggiungerà.

Tante domande restano aperte, tanti temi sono allo studio, alcune regolamentazioni a tutela dei diritti anche se lentamente rispetto ai velocissimi tempi di questa innovazione - sono arrivate (AI Act europeo e una recente legge anche in Italia) i cittadini sono un po’ più preoccupati che speranzosi e solo poco più di un terzo ha fiducia nell’uso giusto e responsabile dell’AI da parte delle aziende e nei controlli delle autorità pubbliche.

In un contesto così ambivalente e di rapido cambiamento, formare, diffondere consapevolezza e competenze digitali, diventa sempre più importante, affinché nessuno resti indietro, si prevengano i rischi e, allo stesso tempo, si costruiscano benefici e reali opportunità di sviluppo per tutti.

L'indagine è stata realizzata in modo indipendente da Euroconsumers (la rete di organizzazioni di cui Altroconsumo è parte) in 10 Paesi europei, nell’ambito di Consumer Empowerment Project (CEP), un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Euroconsumers e Google. Lo scopo del progetto è contribuire attivamente al miglioramento dell’ecosistema digitale per tutti, concentrandosi su consapevolezza e empowerment dei cittadini e coinvolgendo nel dialogo organizzazioni dei consumatori, imprese e società civile.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Iscriviti alla nostra Newsletter Gratuita. Iscriviti
Rimani sempre aggiornato, seguici su Google News! Seguici

Related news

Ultime Notizie

Gli italiani e l’intelligenza artificiale: solo il 33% si sente competente ad usarla. L'indagine di Altroconsumo

La nuova indagine di Altroconsumo evidenzia come l'intelligenza artificiale sia sempre più presente e utilizzata nella vita quotidiana, ma competenze e fiducia restano ancora limitate: solo il 33% degli italiani si sente in grado di utilizzare in modo adeguato questi strumenti, contro una media europea del 40 percento.

22-01-2026

Aerospace, Il Gruppo IMQ acquisisce l’Aeroporto di Biella-Cerrione

Nasce così IMQ Proving Ground, il nuovo polo nazionale per il testing e la certificazione dei veicoli intelligenti del settore Automotive e Aerospace.

21-01-2026

Innovation Meetup: il nuovo format di Innovation Match che unisce startup, imprese e IA

Secondo Assolombarda in Italia operano circa 15.300 startup e PMI innovative, con un fatturato complessivo di 12,9 miliardi di euro, ma solo il 3,4% di queste realtà è coinvolto in operazioni strutturate di Corporate Venture Capital; la maggior parte delle imprese privilegia piuttosto modelli più agili, basati su partnership industriali, co-sviluppi tecnologici e collaborazioni commerciali.

21-01-2026

Wine Tech Challenge: innovazione e sostenibilità per rivoluzionare il settore vitivinicolo italiano

Quattro aziende enologiche di primo piano avviano un progetto con Verona Agrifood Innovation Hub per selezionare le startup più promettenti pronte a rispondere alle sfide del settore.

21-01-2026

Notizie più lette

1 Data Center in Italia, continua la crescita ma anche l’eccesso di aspettative

Investiti oltre 7 miliardi in 3 anni, nel 2025 la potenza installata è salita del 19%, ma molti progetti ritardano per lentezze burocratiche e per la velocità dell’evoluzione tecnologica. I dati dell’Osservatorio Data Center del Polimi

2 CUBI accelera sulla sostenibilità con un nuovo impianto fotovoltaico a Verona

La produzione annua attesa è di circa 1,6 milioni di kWh, equivalente al fabbisogno medio di circa 600 famiglie, con una significativa riduzione delle emissioni climalteranti. L’energia condivisa consentirà di decarbonizzare integralmente i consumi elettrici dell’headquarters CUBI.

3 Green Energy Storage presenta la batteria a manganese-idrogeno che migliora la capacità di accumulo rispetto alla batteria agli ioni di litio

La batteria manganese-idrogeno rappresenta una soluzione avanzata per lo storage di lunga durata, che garantisce la stabilità delle reti elettriche in un contesto di crescente penetrazione delle fonti rinnovabili. La tecnologia consente di immagazzinare energia per molte ore o giorni, superando i limiti strutturali delle batterie agli ioni di litio, progettate prevalentemente per applicazioni di breve durata.

4 Parma Calcio e BWT consolidano un modello di eccellenza e accoglienza plastic-free

Best Water Technology ha realizzato un sistema integrato che include 18 colonnine per l’erogazione di acqua ad atleti e staff presso il Mutti Training Center e il Centro Sportivo di Noceto. Questo intervento ha portato un risparmio di 70.000 bottiglie di plastica monouso all’anno, corrispondenti a circa  2,1 tonnellate di CO₂ non immesse nell'atmosfera, considerando solo la produzione, con il trasporto e lo smaltimento si stimano fino a 2,7 tonnellate di CO₂ risparmiata all’anno.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.3.23 - 4.6.4