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La startup fondata da Max Hodak, ex presidente di Neuralink, entra nella fase clinica con un sensore che usa la stimolazione elettrica per rigenerare i tessuti danneggiati.
Il settore delle interfacce cervello-computer (BCI) segna un nuovo punto di svolta: Science Corp., la startup fondata da Max Hodak (co-fondatore ed ex presidente di Neuralink), si prepara a impiantare il suo primo sensore in un essere umano. A differenza dei concorrenti, che si concentrano principalmente sul ripristino delle funzioni motorie o sulla comunicazione, il dispositivo di Science Corp. ha un obiettivo terapeutico rivoluzionario: promuovere la guarigione delle cellule nervose.
Il sensore è progettato per inviare una stimolazione elettrica mirata ai tessuti del cervello o del midollo spinale danneggiati da traumi, malattie o degenerazione. L'idea di fondo è quella di sfruttare impulsi delicati per riattivare i naturali processi rigenerativi dell'organismo, offrendo una nuova speranza a chi soffre di lesioni spinali o patologie neurodegenerative.
L'ingresso di Science Corp. nei test sull'uomo avviene in un momento di estrema competizione. Mentre Neuralink e Synchron hanno già avviato impianti per permettere ai pazienti paralizzati di controllare dispositivi digitali, la visione di Hodak punta a un mercato medico differente: quello della neuroriabilitazione attiva. Se i test clinici dimostreranno che la stimolazione può effettivamente guarire i tessuti, e non solo fornire un sollievo temporaneo, l'azienda potrebbe ridefinire gli standard di cura per le vittime di ictus e lesioni gravi.
La sfida resta comunque complessa. Oltre alla precisione tecnica necessaria per stimolare i neuroni senza danneggiarli, Science Corp. dovrà superare i rigorosi standard di sicurezza della FDA. Il successo di questo primo impianto non determinerà solo il futuro della startup, ma servirà a capire se la tecnologia BCI può trasformarsi da semplice strumento assistivo in una vera e propria terapia curativa per il sistema nervoso.
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