: "La sovranità digitale come scelta strategica" La sovranità secondo Aruba.it
La tech-company marchigiana annuncia un piano di investimenti su base quinquennale in Ricerca & Sviluppo con l’obiettivo di rendere l’AI ancora più pervasiva e integrata in tutte le sue suite di soluzioni
TeamSystem mette sul piatto 250 milioni di investimenti sull’Intelligenza Artificiale. Lo ha annunciato la stessa TeamSystem che ha aggiornato la propria roadmap in Ricerca & Sviluppo per i prossimi cinque anni.
Presentato durante la TeamSystem Tech Conference 2024 – seconda edizione della tre giorni dedicata a tutte le persone del Gruppo che in Italia e nel mondo lavorano all’implementazione dei progetti di Ricerca & Sviluppo –, l’annuncio dell’investimento dedicato all’AI arriva, infatti, dopo quello del piano da 1 miliardo di euro in Ricerca & Sviluppo e Open Innovation lanciato lo scorso anno.
Di fronte al proprio polo di eccellenza in R&D al completo – composto da circa 1300 risorse che operano in modalità agile, impegnate sulle tecnologie emergenti e sulle nuove tendenze digitali in ambiti quali AI, fintech, cloud e sicurezza –, TeamSystem ha illustrato i propri obiettivi strategici relativi al proprio percorso di innovazione. L’obiettivo dell’investimento è quello di dare un forte impulso allo sviluppo delle soluzioni basate su tool di AI, per rendere questa tecnologia sempre più pervasiva e integrata in tutte le suite di prodotti targati TeamSystem, cercando di contribuire così a diffonderne i benefici fra tutti i propri clienti. Già oggi, infatti, sono molti i clienti TeamSystem che utilizzano le soluzioni del Gruppo basate sull’AI; grazie a questo piano, entro la fine del 2024 almeno l’80% dei clienti TeamSystem avrà a disposizione uno use case AI.
La fiducia delle PMI su questa tecnologia sta crescendo di mese in mese. Secondo una recente ricerca commissionata da TeamSystem a Kantar, il 67% delle aziende ritiene che l’AI sarà un importante elemento facilitatore nel prossimo futuro e già oggi, per il 55% delle realtà intervistate, questa rappresenta un elemento chiave per il futuro successo dell’impresa.
In base a quanto emerge dalla ricerca, inoltre, i principali benefici che le aziende si aspettano di trovare nell’impiego dell’AI (e che sarebbero in grado di spingere nuovi investimenti in questa tecnologia da parte loro) sono: la riduzione degli errori (72%), la semplificazione dei processi (68%), l’incremento della produttività e dell’efficienza (67%), la semplificazione nell’analisi dei dati (62%) e il liberarsi tempo per altre attività a maggior valore aggiunto (60%). Resta centrale per gli intervistati, la necessità che l’AI sia ben regolata (82%) e che sia sempre controllata da un essere umano nel suo funzionamento/nei suoi output (69%).
La raccolta RAEE latita tanto che Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, sottolinea come...: “Con questi livelli di raccolta è impossibile ipotizzare investimenti industriali significativi per il riciclo delle Materie Prime Critiche. Così facendo condanniamo il Paese a una dipendenza strutturale dai Paesi terzi, rinunciando di fatto a qualsiasi ambizione di autonomia strategica".
15-01-2026
La tecnologia HydroSeal sigilla superficie e bisellature, impedendo l’assorbimento di acqua, sporco e batteri. Insieme al sistema di incastro Uniclic, garantisce una superficie a tenuta stagna, ideale anche per cucine e bagni, tradizionalmente considerati “a rischio”.
15-01-2026
Dalle Alpi al plateau antartico. Carote di ghiaccio contenenti la memoria dell’atmosfera del passato sono ora conservate in sicurezza alla Stazione Concordia in una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati.
15-01-2026
La tecnologia a campi elettrici pulsati PEF abbatte del 20% i consumi elettrici e del 60% quelli termici.
15-01-2026
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma Sfinge 2020, dal 9 marzo al 21 marzo 2026.
La decisione dell’Autorità conferma che tali adeguamenti di prezzo sono stati determinati da un contesto straordinario caratterizzato da un significativo incremento dei costi – in particolare dell’energia e delle materie prime – nonché da una domanda sostenuta, e non da condotte concertate tra gli operatori del mercato.
Secondo Greenpeace il sistema degli allevamenti intensivi punta solo a massimizzare la produzione ad ogni costo senza alcun riguardo per la tutela delle risorse naturali, per la salute pubblica e, come dimostra questa nuova inchiesta, per il benessere animale.
Secondo Greenpeace l’intesa raggiunta oggi ignora i costi ambientali e sociali, rischiando di aumentare le importazioni di materie prime legate alla deforestazione e di favorire poche grandi aziende, a scapito degli agricoltori e dei produttori europei.