: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Il ranking 2025 di Ener2Crowd delle città più inquinanti d’Europa e del mondo: 3 sono italiane.
Secondo gli analisti di Ener2Crowd, la piattaforma specializzata in investimenti ESG, le ondate di calore estremo sono la manifestazione più evidente del cambiamento climatico, alimentato dalle emissioni climalteranti accumulate in decenni.
In Italia le città più pericolose per via del caldo estremo sono Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Tra loro quella che inquina di più è Torino, con 23 milioni di tonnellate di Co2 equivalenti annuali in atmosfera.
Certo è che il 90% delle grandi città mondiali sta affrontando gravi rischi dovuti al riscaldamento globale. Le perdite dovute ai danni provocati da eventi estremi collegati al cambiamento climatico sono già ingenti e le città stanno già affrontando problemi come inondazioni, surriscaldamento, carenza idrica e danni alle infrastrutture.
«A livello globale ad inquinare maggiormente sono le megalopoli cinesi e poi anche Mosca, Istanbul, Tokyo e New York» sintetizzano gli analisti di Ener2Crowd, basandosi sui dati della ricerca “Keeping Track of Greenhouse Gas Emission Reduction Progress and Targets in 167 Cities Worldwide” condotta da Ting Wei, Junliang Wu e Shaoqing Chen, ricercatori della School of Environmental Science and Engineering della Sun Yat-sen University in Cina.
Le nostre metropoli coprono solo il 2% della superficie terrestre ma producono l’85% della CO2, contribuendo largamente alla crisi climatica, mette in evidenza la proiezione 2025 di Ener2Crowd.
La città italiana più inquinante è proprio Torino che si posiziona al cinquantaduesimo posto nella graduatoria mondiale ed al settimo posto in Europa con 23 milioni di tonnellate di Co2 equivalenti annuali in atmosfera.
In cima al ranking mondiale spiccano invece Handan con 206,9 milioni di tonnellate di Co2 equivalenti, Shangai (195,5 Mt Co2 eq), Suzhou (158,1 Mt Co2 eq), Dalian (147,7 Mt Co2 eq), Pechino(141,5 Mt Co2), Tianjin (137,3 Mt Co2 eq), Mosca (128 Mt Co2 eq) e Wuhan (114,4 Mt Co2 eq).
E poi ancora Quingdao (95,5 Mt Co2 eq.), Chongqing (82,7 Mt Co2 eq.), Wuxi (79,4 Mt Co2 eq.), Urumqi (77,3 Mt Co2 eq.), Bangkok (75,8 Mt Co2 eq.), Istanbul (74,9 Mt Co2 eq.), Guangzhou (73,5 Mt Co2 eq.), Huizhou (71,7 Mt Co2 eq.), Shijiazhuang (69 Mt Co2 eq.), Zhengzhou (67,8 Mt Co2 eq.), Shenyang (64,3 Mt Co2 eq.), Shenzhen (64,2 Mt Co2 eq.), Kunming (64 Mt Co2 eq.), Hangzou (63,9 Mt Co2 eq.), Tokyo (60,5 Mt Co2 eq.), Hong Kong (58,7 Mt Co2 eq.), New York (54,2 Mt Co2 eq.).
La città più inquinante del Continente Europeo è Mosca (quinta nel ranking mondiale) con 141,5 milioni di tonnellate di Co2 equivalenti in atmosfera stimate da Ener2Crowd per il 2025, seguita al secondo posto da Istanbul (decima del ranking mondiale) con 87,4 milioni di tonnellate di Co2 e da San Pietroburgo con 53 milioni di tonnellate di Co2, che si posiziona terza.
Seguono poi a livello europeo Francoforte (46,8 Mt Co2 eq), Atene (42,6 Mt Co2 eq), Berlino (28,1 Mt Co2 eq), Torino (23 Mt Co2 eq), Amburgo (19,8 Mt Co2) Rotterdam (17,9 Mt Co2), Varsavia (15,6 Mt Co2), Lione (11,5 Mt Co2 eq.), Bologna (7,3 Mt Co2).
E poi ancora Parigi (7,1 Mt Co2), Helsinki (6,9 Mt Co2), Amsterdam (6,2 Mt Co2), Lubiana (6 Mt Co2), Oslo (4,7 Mt Co2), Lisbona (4,2 Mt Co2), Copenaghen (3,5 Mt Co2), Stoccolma (3,1 Mt Co2), Vilnius (2,8 Mt Co2) e Piacenza (1,6 Mt Co2).
«Torino, oltre ad essere la più inquinante d’Italia, è anche la seconda città più inquinata, subito dopo Milano che si classifica prima» commentano gli analisti di Ener2Crowd, che hanno anche stilato la graduatoria delle città più inquinate d’Italia: sul podio Milano, Torino e Monza. A seguire Como, Padova, Alessandria, Cremona, Vicenza, Lodi e Modena. E poi ancora Asti, Bergamo, Piacenza, Verona, Andria, Roma, Trento, Firenze, Bolzano e Genova.
«Se non tagliamo drasticamente le emissioni, caldo estremo, crisi idrica, problemi sanitari e perdita di biodiversità diventeranno la nostra quotidianità» commenta Niccolò Sovico, CEO e co-fondatore di Ener2Crowd.
«Ma è necessario mobilitare subito risorse ingenti: 600 miliardi di euro in più ogni anno per finanziare progetti energetici puliti, riducendo del 45% le emissioni entro il 2030 e puntando a zero emissioni nette entro il 2050. È l’unico modo per mantenere l’aumento delle temperature globali entro +1,5°C» aggiunge Paolo Baldinelli, Executive Chairman e co-fondatore della società.
Insomma il coinvolgimento delle grandi piazze finanziarie mondiali —da Wall Street a Piazza Affari, dal Nasdaq al mercato di Shanghai— è imprescindibile: senza questa spinta, contenere l’aumento sotto i +2°C sarà impossibile.
Entro il 29 maggio 2026, l’Italia dovrà recepire nel proprio ordinamento la direttiva europea che per gli edifici residenziali impone una riduzione dei consumi energetici del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Secondo le stime questa rivoluzione in ambito immobiliare costerà al nostro Paese circa 85 miliardi di euro entro il 2030 solo in termini di riqualificazione energetica generando un giro d’affari da 280 miliardi di euro tra impatti diretti, indiretti e indotto.
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