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Il settimo Rapporto Consob sulla DNF delle società quotate mostra che i temi di sostenibilità sono ormai integrati nella governance, mentre nelle relazioni di bilancio si parla sempre più di impatti del cambiamento climatico
Nelle imprese quotate italiane cresce l’impegno verso la trasparenza e l'integrazione dei temi di sostenibilità nella propria governance e nella definizione delle strategie aziendali. Gli stakeholder sono sempre più coinvolti nell’analisi dei temi ESG (Environmental, Social and Governance), e nell’informativa finanziaria l’analisi degli impatti del cambiamento climatico è sempre più presente.
Questi i principali responsi del settimo Rapporto Consob sulla rendicontazione non finanziaria delle società quotate italiane pubblicato qualche giorno fa.
Nel 2024, spiega il rapporto, 150 società con azioni ordinarie quotate su Euronext Milan - cioè il 72% in numero e il 97% in termini di capitalizzazione di mercato - hanno pubblicato una dichiarazione non finanziaria o DNF (di cui 6 in forma volontaria).
Tutte le società hanno svolto un'analisi per individuare le tematiche rilevanti riportate nella DNF (analisi di materialità). Il coinvolgimento degli stakeholder è aumentato, con il 73% delle società che ha considerato il loro punto di vista, rispetto al 70% nel 2023 e al 66% nel 2022. Il Consiglio di amministrazione è stato coinvolto a valle del processo di analisi di materialità nel 72% dei casi, contro il 67% dell'anno precedente: è la percentuale più alta dal 2019, primo anno di rilevazione.
Il 27% delle società ha riportato connessioni tra la lista dei temi rilevanti e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG), con particolare attenzione agli obiettivi n. 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica) e n. 13 (Agire per il clima).
Il Rapporto evidenzia anche che circa l’81% delle società ha fornito informazioni sui propri obiettivi di sostenibilità e il 27% ha citato obiettivi legati alla transizione climatica.
Inoltre, l'82% delle società che hanno pubblicato la DNF ha istituito un comitato di sostenibilità (nel 2023 la percentuale era del 75%, nel 2022 era del 70%), evidenziando una crescente rilevanza dei temi ESG nelle discussioni in seno al board. In aumento anche i riferimenti ai temi ESG e agli SDG nei Piani strategici, rilevato negli abstract pubblicati da 67 società.
Riguardo alle politiche di remunerazione, nel 2024 le società con azioni ordinarie quotate su EXM che hanno integrato fattori non finanziari nei compensi variabili degli amministratori delegati sono state 151 (in crescita rispetto alle 137 rilevate nel 2023), con una quota della remunerazione variabile legata ai fattori ESG in media del 18,8% per la remunerazione di breve periodo e del 20,6% per quella di lungo periodo.
Inoltre in un Addendum del Rapporto sono esaminate, per la prima volta, le informazioni sugli impatti del cambiamento climatico contenute nei bilanci pubblicati nel 2024 dalle società del Ftse Mib.
L’analisi riguarda un campione di 32 delle società italiane che compongono l’indice Ftse Mib, ed evidenzia che la maggior parte di esse riporta in bilancio una specifica nota che descrive i rischi climatici rilevanti, e poco più della metà evidenzia le principali voci di bilancio impattate dai fattori climatici.
La quasi totalità delle società, finanziarie e non, si legge nel report, fa riferimento ai rischi di transizione, e in misura minore ai rischi fisici. Alcune evidenziano, a livello qualitativo, le aree di bilancio principalmente impattate. Le società industriali per lo più stimano le perdite di valore di attività immobilizzate (impairment test), e la vita utile degli asset. Le società finanziarie invece fanno riferimento alla stima delle perdite attese sui crediti e agli effetti connessi alla valorizzazione del patrimonio immobiliare a garanzia dei finanziamenti.
In sintesi, conclude Consob, l'analisi mostra che è in atto un processo di progressivo adeguamento dell’informativa di bilancio per riflettere nella reportistica gli effetti del cambiamento climatico e della transizione verso un’economia a zero emissioni nette, ma in questo sforzo permangono delle significative aree di miglioramento.
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