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Secondo le ultime rilevazioni rilasciate dall'Istat, relative al terzo trimestre del 2025, il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% nei confronti del terzo trimestre del 2024. La variazione acquisita per il 2025 è pari a 0,5%, dato invariato rispetto al 30 ottobre.
ISTAT ha diffuso una stima aggiornata rispetto al PIL del terzo trimestre 2025, con conti economici trimestrali rivisti al rialzo, rispettivamente di uno e due decimi di punto percentuali, le variazioni congiunturali e tendenziali del PIL rilasciate in occasione della stima preliminare di fine ottobre, tutto questo sulla base delle maggiori informazioni disponibili sul terzo trimestre dell'anno.
Lato offerta: si registra un aumento del valore aggiunto dell'agricoltura (+0,8%) e dei servizi (+0,2%) mentre quello dell'industria è diminuito dello 0,3%. Lato domanda: è aumentata la spesa per investimenti fissi lordi (+0,6%) e quella per consumi finali (+0,1%). Rilevanti in termini di ampiezza i contributi di domanda estera netta e scorte e oggetti di valore, rispettivamente per +0,5 e -0, 6 punti percentuali. In crescita dello 0,7% sono risultate le ore lavorate e dello 0,6% le unità di lavoro. Per quanto riguarda i redditi di lavoro dipendente pro-capite questi sono stimati in aumento per lo 0,8 percento.
Più in dettaglio, nel terzo trimestre del 2025 il prodotto interno lordo (PIL) dell'Italia, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% nei confronti del terzo trimestre del 2024. La crescita congiunturale del PIL diffusa il 30 ottobre 2025 era stata nulla mentre quella tendenziale era stata dello 0,4%. Il terzo trimestre del 2025 ha registrato però quattro giornate lavorative in più del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2024. La variazione acquisita per il 2025 è pari a 0,5%, dato invariato rispetto al 30 ottobre.
Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono in crescita, con un aumento dello 0,1% dei consumi finali nazionali e dello 0,6% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni e le esportazioni sono aumentate, rispettivamente, dell'1,2% e del 2,6 percento.
Domanda nazionale, il trend
La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito per 0,2 punti percentuali alla crescita del Pil nel terzo trimestre: +0,1 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private ISP, +0,1 gli investimenti fissi lordi, mentre è risultato nullo il contributo della spesa delle amministrazioni pubbliche. Positivo anche il contributo della domanda estera netta (+0,5 punti percentuali), mentre è risultato negativo quello della variazione delle scorte e oggetti di valore (-0,6 punti percentuali). L'Istat registra anche andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto dell'agricoltura (+0,8%) e dei servizi (+0,2%) mentre l'industria rileva un andamento negativo (-0,3%).
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