Il progetto Valmegrea, in collaborazione con l'azienda Terra Nostra, applica la liofilizzazione e l'estrazione con anidride carbonica supercritica per recuperare polifenoli e oli naturali.
I sottoprodotti della filiera ortofrutticola campana si trasformano da potenziale rifiuto in materie prime purificate per i mercati della cosmetica, della farmaceutica e della nutrizione avanzata. È l'obiettivo strategico di Valmegrea, un progetto di bioeconomia circolare sviluppato dai ricercatori dell'ENEA in stretta sinergia con l'azienda agricola Terra Nostra. La ricerca si concentra sulla valorizzazione degli scarti di lavorazione della Mela Annurca Campana IGP, una varietà d'eccellenza la cui coltivazione nelle aree flegrea e vesuviana affonda le radici fino all'epoca romana. Nel comparto agroalimentare, una quota compresa tra il 10% e il 35% della produzione complessiva di mele viene storicamente assorbita dalla trasformazione industriale, generando tonnellate di residui - principalmente bucce, semi e torsoli - finora considerati scarti a basso valore o destinati alla zootecnia.
Per invertire questa tendenza e azzerare gli sprechi, il team di scienziati sta sperimentando un protocollo di raffinazione basato su due tecnologie industriali pulite e ad alta efficienza. La prima è la liofilizzazione, un processo di disidratazione a freddo che elimina l'acqua per sublimazione sotto vuoto, permettendo di ottenere polveri concentrate stabili nel tempo che preservano intatte le proprietà nutrizionali, vitaminiche e funzionali originarie del frutto. La seconda è l’estrazione con anidride carbonica in stato supercritico ($CO_2$), una tecnica estrattiva avanzata che utilizza l'anidride carbonica a temperature e pressioni controllate come solvente green. Questo metodo consente di isolare gli oli vegetali e le frazioni più pregiate senza lasciare alcuna traccia di solventi chimici tossici nel prodotto finale, garantendo la massima purezza richiesta dalle severe normative dei mercati della salute.
Attraverso questo schema di bioraffineria integrata, ENEA è in grado di estrarre e concentrare molecole bioattive nobili come i polifenoli e gli acidi grassi polinsaturi. Si tratta di composti chimici naturali ad alto potere antiossidante, ideali per la formulazione di integratori nutraceutici, creme cosmetiche anti-età o per la fortificazione di alimenti funzionali. Come sottolineato da Antonio Molino, ricercatore del Laboratorio ENEA di Bioeconomia circolare rigenerativa e ideatore del progetto, lo studio non si limita alla verifica teorica nei laboratori ma punta a mappare l'intera filiera: dai bacini di approvvigionamento agricolo all'analisi dei consumi energetici e dei costi impiantistici, definendo un modello economico sostenibile per accelerare la scalabilità dei macchinari su scala industriale.
La conduzione della campagna sperimentale tocca diversi poli d'eccellenza dell'agenzia nazionale. Le prove di estrazione con $CO_2$ supercritica vengono condotte in parallelo su impianti in scala da banco e su impianti pilota presso i Centri Ricerche ENEA di Casaccia a Roma e della Trisaia a Matera, garantendo la flessibilità dei volumi trattati. Le successive fasi di ottimizzazione dei processi integrati e la complessa caratterizzazione analitica dei profili molecolari degli estratti vegetali sono invece concentrate presso il Centro Ricerche di Portici, a Napoli, radicando la validazione scientifica del progetto nel cuore stesso del territorio di produzione della Mela Annurca.
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