Forse il complesso delle agevolazioni e degli incentivi lanciato con il piano Transizione 5.0 non ha soddisfatto le aspettative delle imprese italiane del Manufacturing. Ma gli incentivi restano una strada quasi inevitabile per fare innovazione.
No, di certo il Manufacturing italiano non affronta la Transizione Green nelle migliori condizioni. La congiuntura macro-economica e la geopolitica portano un'incertezza che non aiuta a pianificare nuovi investimenti tecnologici. E probabilmente il piano Transizione 5.0 non è (ancora) stato "messo a terra" in maniera convicente. Ma resta il fatto che senza iniziative di questo tipo l'innovazione rallenta fortemente, in particolare nel Manufacturing. Tanto che, secondo i dati dell’Osservatorio MECSPE sull’industria relativi al III quadrimestre 2024, il 47% degli imprenditori (rispetto a un campione coinvolto) giudica positivamente o abbastanza positivamente le misure messe a disposizione del Piano.
Ad oggi, senza il supporto degli incentivi – sia 4.0 che 5.0 – quasi 7 aziende su 10 avrebbero rinunciato a effettuare investimenti o li avrebbero ridotti considerevolmente. Grazie a quanto fatto, invece, sono stati ottenuti diversi benefici. Tra cui una maggiore produttività, un miglioramento della strumentalizzazione tecnologica e un maggior controllo dell’impianto produttivo. Forti di questi risultati, il 30% degli imprenditori ha intenzione di richiedere incentivi entro il 2025.
ll principale obiettivo del piano Transizione 5.0 è premiare la digitalizzazione e la riduzione dei consumi energetici, favorendo la transizione dei processi di produzione verso un modello efficiente sotto il profilo energetico, sostenibile e basato sulle energie rinnovabili. Per fare ciò, l’innovazione e la digitalizzazione giocano un ruolo fondamentale, e le imprese si stanno muovendo per implementare nuove tecnologie.

Secondo l’Osservatorio, il 69% degli imprenditori dichiara che la propria azienda ha avuto una crescita digitale nell’ultimo anno, un dato in crescita rispetto allo scorso anno. Tra le principali tecnologie introdotte primeggiano la cybersecurity, il 5G e il cloud computing. Diffusione in crescita anche per l’Intelligenza Artificiale: sempre più imprenditori, infatti, stanno pensando di introdurla. E soprattutto la maggioranza degli imprenditori la giudica in maniera positiva: oltre 6 imprenditori su 10 ritengono che produrrà benefici. I principali ambiti in cui le aziende stanno pensando di implementare l’AI sono l'assistenza al personale (come chatbot e assistenti virtuali), la supervisione e automazione dei processi, le analisi di mercato.
L’innovazione verso l’industria 5.0 passa anche dalla sostenibilità e dai criteri ESG. In quanto a sostenibilità aziendale, le aziende si danno voti positivi: quasi 4 su 10 sono le imprese si definiscono "abbastanza" o "molto" sostenibili e quasi la metà si definisce "mediamente" sostenibile, sono quindi davvero pochi coloro che si definiscono "poco" o "per nulla" sostenibili. È un buon segnale per l’attenzione delle aziende alla sostenibilità, ma passare dalla teoria alla pratica resta complicato.
Ad esempio, solo il 35% delle imprese ha attivato un’azione concreta di sostenibilità come la misurazione della propria impronta di CO2, con un altro 23% di rispondenti che hanno intenzione di implementare questo tipo di misurazione entro il 2025. Questi dati rappresentano, secondo l'Osservatorio, la conferma che sempre più aziende riconoscono il valore della sostenibilità – il 53% di esse, infatti include o ha intenzione di includere i criteri ESG nella strategia aziendale - ma anche che il percorso verso la sua integrazione trasversale in azienda è ancora lungo.
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