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Incentivo per la ricarica elettrica domestica? Cosa serve veramente

ARERA propone la possibilità di aumentare la potenza notturna e nei giorni festivi del contatore a 6 kW, mantenendo il contratto di energia elettrica a 3 kW con zero costi per l’ampliamento temporaneo. Per Adiconsum l'incentivo è marginale, i reali problemi dei possessori di auto elettriche sono altri.

Ricerche e Trend

Riparte la “sperimentazione smart” dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per favorire la ricarica elettrica domestica, ma ad un’analisi più attenta, l'aiuto messo in campo è abbastanza marginale ad avviso degli esperti della mobilità elettrica di Adiconsum.

L’iniziativa dell’ARERA consiste nella possibilità di aumentare la potenza notturna e nei giorni festivi del contatore a 6 kW, mantenendo il contratto di energia elettrica a 3 kW con zero costi per l’ampliamento temporaneo.

Ad avviso di Adiconsum si tratta di un’ iniziativa marginale per tre motivi:

  • il primo, perché le colonnine di ricarica attualmente in commercio sono in grado di gestire la potenza di tensione anche quando sono in uso altri elettrodomestici, senza far scattare il limitatore di potenza anche con soli 3 kW
  • il secondo, perché di notte qualsiasi abitazione consuma pochissimi kWh e quindi la ricarica dell’auto avviene senza problemi con auto dotate di media potenza (la maggioranza)
  • il terzo, perché il costo per innalzare la potenza del proprio contatore in modo costante ormai è irrisorio e ne hanno necessità solo auto elettriche con batterie molto capienti che utilizzano maggiore potenza tutto il giorno.

Spieghiamo con un esempio i costi.

  • Per passare da 3 a 6 kW di potenza, il costo una tantum ammonta a circa 200 euro comprensivi di IVA, a cui vanno aggiunti ogni mese 5,10 euro per l’aumento da 3 a 6 kW.
  • Naturalmente, con questi costi si ha la disponibilità di un contatore a 6 kW in tutti gli orari e per utilizzare qualsiasi servizio che necessita di energia elettrica per funzionare.
  • La sperimentazione dell’ARERA fa risparmiare l'una tantum di 200 euro e una parte dei 60 euro l’anno, ma il contatore rimane comunque di 3 kW visto che viene switchato a 6 kW soltanto negli orari notturni stabiliti dall’Autorità ed esclusivamente per la ricarica elettrica dell’auto, a differenza di quello che avviene con l'innalzamento di potenza definitivo.

L’ARERA propone un aiuto limitato, dato che i problemi dei possessori di auto elettriche su cui intervenire sono altri:

  • gli alti costi dell’energia elettrica (dovuti ai contratti altri usi) per le ricariche effettuate in box o posti auto, cioè in quelle pertinenze non raggiunte dal contatore della propria abitazione. Basterebbe uniformarle alle tariffe residenziali della relativa abitazione
  • le ricariche pubbliche, le cui tariffe a consumo ultimamente sono molto più alte del PUN e lontane dalle tariffe residenziali, nonostante il Parlamento della precedente legislatura avesse chiesto di uniformare, o, comunque di avere tariffe delle ricariche pubbliche e residenziali simili tra loro. Sarebbe ora di sperimentare una tariffa dell’energia elettrica dedicata alla mobilità privata, come da noi richiesto in più occasioni, rimanendo purtroppo inascoltati.

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