: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Una nuova indagine di Randstad Professionals mette al centro le nuove frontiere professionali nei mondi virtuali: dal VR Developer al Blockchain Specialist, questi i ruoli che dovranno introdurre le aziende che vogliono investire nel metaverso
Il futuro del Metaverso è ancora tutto da scoprire, dipenderà da come nei prossimi anni verranno strutturati e intercorrelati i mondi virtuali in cui le persone possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzabili e dagli investimenti che le aziende decideranno di realizzare. Ma già oggi si possono immaginare alcune opportunità di lavoro create in una delle frontiere tecnologiche più promettenti, destinata a rivoluzionare la stessa esperienza con il mondo Internet.
Per questa ragione, Randstad Professionals - la divisione di Randstad specializzata in ricerca e selezione di middle e senior management - ha individuato le 7 professioni che le aziende attive sul Metaverso ricercheranno nel prossimo futuro.
“Il Metaverso genererà nuovi modelli di business digitali, creerà nuove modalità di interazione tra professionisti, aziende e clienti, aprirà nuove frontiere professionali – afferma Maria Pia Sgualdino, Head of Randstad Professionals –. Ecco i ruoli che dovranno introdurre le aziende nel Metaverso. Profili diversi, in ambiti differenti, che saranno tutti impattati dall’avanzare di questa nuova frontiera tecnologica”.
“Di certo - spiega Jessica Montinaro, Team Manager di Randstad Professionals -, il Metaverso apre nuove opportunità professionali ma richiede anche nuove conoscenze: in questo ambito saranno richieste figure con sempre più competenze tecniche e informatiche specifiche. Le organizzazioni dovranno integrarle per poter essere competitive sul mercato e al passo con la trasformazione digitale”.
Realizzato con il processo all'avanguardia a 3 nanometri di TSMC, ogni chip Maia 200 contiene oltre 140 miliardi di transistor ed è pensato per carichi di lavoro AI su larga scala
26-01-2026
Proxima introduce una concezione innovativa dell’edificio, inteso come unione di due sistemi edilizi distinti: una struttura madre a lungo ciclo di vita (100 anni) e una serie di tecnomoduli realizzati off-site. Questi ultimi sono device plug-in intercambiabili che concentrano servizi, sistemi e componenti tecnologici e impiantistici a breve e medio ciclo di vita (20 anni). Grazie a sistemi brevettati, funzioni e configurazioni distributive degli edifici diventano reversibili.
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L’evento organizzato da Relatech in collaborazione con Microsoft fornirà strumenti pratici, casi d’uso reali e linee guida per introdurre l’AI in fabbrica in modo rapido, sicuro e scalabile.
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La seconda edizione della Giornata dell’Agrivoltaico italiano, promossa da ANIE Rinnovabili, dimostra che agricoltura e fotovoltaico non sono mondi in contrapposizione, ma alleati strategici per la transizione ecologica.
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Nasce così IMQ Proving Ground, il nuovo polo nazionale per il testing e la certificazione dei veicoli intelligenti del settore Automotive e Aerospace.
Per quanto riguarda il settore agroalimentare, l'export tricolore verso i paesi del Mercosur vale circa 489 milioni di euro. L'intesa, oltre all'abbattimento di dazi, prevede anche il riconoscimento di ben 57 Indicazioni Geografiche Tipiche (IGP) italiane. Per quanto concerne i servizi, vale 1,9 miliardi di euro l'anno in termini di export, soprattutto trasporti e turismo, ma anche servizi finanziari, telecomunicazioni e servizi digitali.
Secondo Assolombarda in Italia operano circa 15.300 startup e PMI innovative, con un fatturato complessivo di 12,9 miliardi di euro, ma solo il 3,4% di queste realtà è coinvolto in operazioni strutturate di Corporate Venture Capital; la maggior parte delle imprese privilegia piuttosto modelli più agili, basati su partnership industriali, co-sviluppi tecnologici e collaborazioni commerciali.
La nuova indagine di Altroconsumo evidenzia come l'intelligenza artificiale sia sempre più presente e utilizzata nella vita quotidiana, ma competenze e fiducia restano ancora limitate: solo il 33% degli italiani si sente in grado di utilizzare in modo adeguato questi strumenti, contro una media europea del 40 percento.