: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
La digitalizzazione del patrimonio culturale riguarda il materiale custodito nei musei, nelle biblioteche e nei luoghi della cultura, con l'obiettivo di renderlo più accessibile ai cittadini e agli operatori di settore, assicurandone la conservazione e la divulgazione a lungo termine.
Nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), la Regione Friuli Venezia Giulia ha ottenuto la somma di 1.419.956,58 euro per la digitalizzazione del patrimonio culturale custodito nei musei, nelle biblioteche e nei luoghi della cultura, con l'obiettivo di renderlo più accessibile ai cittadini e agli operatori di settore, assicurandone la conservazione e la divulgazione a lungo termine. Lo ha reso noto l'assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli.
La Regione - sottolinea una nota - sarà tenuta ad avviare interventi per la produzione di almeno 354.989 risorse digitali entro dicembre 2025 e ha già coinvolto a tal scopo sei soggetti: la Biblioteca civica Attilio Hortis di Trieste (in coordinamento con la Biblioteca dei civici musei di storia e arte), la Biblioteca civica Vincenzo Joppi di Udine, la Biblioteca dei Musei provinciali di Gorizia (in coordinamento con la Biblioteca statale isontina) e la Fototeca dei Musei provinciali di Gorizia. È inoltre in fase di predisposizione il "Piano dei fabbisogni" per individuare nel dettaglio gli interventi di digitalizzazione da svolgere.
Infine, il ruolo di centrale di committenza è stato affidato all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa Invitalia, mentre partiranno a breve le gare per l'acquisizione del servizio di digitalizzazione.
Il sistema permette di individuare rapidamente il polietilene, polimero non biodegradabile, presente nelle bioplastiche in quantità superiore al limite massimo consentito dalla norma EN 13432, assicurando la qualità del prodotto e contrastando i casi di contraffazione che danneggiano il compost prodotto.
23-01-2026
Plantvoice, la startup altoatesina che "ascolta le piante" affianca ITS Fondazione Pinta, GAL Kroton e partner calabresi nel primo gruppo di lavoro regionale dedicato all'innovazione agritech: AI, sensoristica IoT e droni per trasformare i dati in strategie agronomiche sostenibili.
23-01-2026
Il report “Space Innovation in Italia: un’analisi brevettuale” dell’Osservatorio Innovazione e Brevetti dell’Università LIUC e dell’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano ha analizzato l’attività innovativa degli attori italiani attivi nella Space Economy attraverso l’analisi dei brevetti depositati tra il 2000 e il 2022.
22-01-2026
Queste nuove tendenze sono state spiegate da Wang Zhiwu, President of Huawei Smart Charging Network Domain, nel corso dell'evento "Jointly Charging the Road Ahead". Secondo il manager di Huawei il settore dell’EV Charging sta entrando in una nuova fase, innestando nuove potenzialità per il futuro soprattutto sul tema dell'elettrificazione dei veicoli pesanti.
22-01-2026
La produzione annua attesa è di circa 1,6 milioni di kWh, equivalente al fabbisogno medio di circa 600 famiglie, con una significativa riduzione delle emissioni climalteranti. L’energia condivisa consentirà di decarbonizzare integralmente i consumi elettrici dell’headquarters CUBI.
Per quanto riguarda il settore agroalimentare, l'export tricolore verso i paesi del Mercosur vale circa 489 milioni di euro. L'intesa, oltre all'abbattimento di dazi, prevede anche il riconoscimento di ben 57 Indicazioni Geografiche Tipiche (IGP) italiane. Per quanto concerne i servizi, vale 1,9 miliardi di euro l'anno in termini di export, soprattutto trasporti e turismo, ma anche servizi finanziari, telecomunicazioni e servizi digitali.
Nasce così IMQ Proving Ground, il nuovo polo nazionale per il testing e la certificazione dei veicoli intelligenti del settore Automotive e Aerospace.
Secondo Assolombarda in Italia operano circa 15.300 startup e PMI innovative, con un fatturato complessivo di 12,9 miliardi di euro, ma solo il 3,4% di queste realtà è coinvolto in operazioni strutturate di Corporate Venture Capital; la maggior parte delle imprese privilegia piuttosto modelli più agili, basati su partnership industriali, co-sviluppi tecnologici e collaborazioni commerciali.