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Il Politecnico di Milano analizza le novità introdotte dal decreto legislativo sul Codice della Strada, evidenziando la necessità di consentire la guida senza conducente per sbloccare opportunità industriali e benefici socioeconomici per oltre 6 miliardi di euro.
L'introduzione della guida automatizzata nel Codice della Strada approvato dal Consiglio dei Ministri costituisce un importante passo avanti, ma necessita di essere completata sul piano normativo per consentire un reale sviluppo dei servizi sul territorio italiano. A sottolinearlo è l'Osservatorio European Autonomous Driving del Politecnico di Milano, secondo cui la previsione dell'articolo 87 - che impone una prima fase con la presenza fisica di un "controllore" a bordo del veicolo - rischia di limitare la sostenibilità economica e i vantaggi organizzativi dell'automazione. Come evidenziato dal Direttore dell'Osservatorio, Giulio Salvadori, mantenere una persona a bordo di ogni mezzo limita l'accessibilità dei servizi, mentre resta fondamentale definire con chiarezza l'assetto delle responsabilità per non frenare gli investimenti.
L'adozione della guida autonoma per i servizi di robotaxi e robosharing in Italia potrebbe generare benefici socioeconomici stimati fino a 6,1 miliardi di euro di costi sociali evitati tra il 2028 e il 2050. Il primo impatto riguarda la trasformazione delle flotte professionali di taxi e car sharing, con una potenziale riduzione fino al 70% del tasso di feriti per chilometro percorso e un abbattimento del 90% complessivo dei feriti nei servizi di mobilità professionale, evitando circa 3.000 feriti per un beneficio di 168 milioni di euro. Un impatto ancora più ampio deriverebbe dal ridotto possesso delle auto private: una tariffa del servizio intorno a 1,5 euro al chilometro potrebbe spingere molte famiglie a rinunciare alla seconda automobile, portando a circa 900.000 veicoli privati in meno su un parco urbano di 18 milioni di mezzi, con 100.000 feriti e 41.000 tonnellate di emissioni evitativi, pari a circa 5,9 miliardi di euro di risparmio sociale.
Sul fronte della percezione pubblica, una survey condotta nel 2026 in collaborazione con Ipsos Doxa indica che il 54% degli italiani si dichiara favorevole all'utilizzo di veicoli a guida autonoma, prediligendo gli spostamenti casa-lavoro (23%) e i tragitti urbani in traffico intenso (21%). Le principali remore restano legate al timore di perdere il controllo del mezzo (40%) e alla ridotta fiducia nella tecnologia (33%).
Come ricordato dal Ricercatore dell'Osservatorio Giulio Lerose, lo sviluppo dell'automazione rappresenta anche un'importante leva industriale per il patrimonio di competenze del Paese, citando come esempio lo spin-off del Politecnico di Milano Niulinx. In assenza di un quadro normativo certo e completo per la guida da remoto o completamente autonoma, il rischio è che le tecnologie sviluppate in Italia vengano applicate e valorizzate prevalentemente all'estero. La diffusione delle flotte elettriche autonome offre infine rilevanti opportunità per l'intera filiera della ricarica e delle infrastrutture energetiche, aprendo la strada a hub dedicati, sistemi intelligenti di gestione della potenza e soluzioni di battery swapping per azzerare i tempi di fermo dei veicoli.
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