L'obiettivo è garantire che i fornitori terzi abbiano pari opportunità di innovare e competere nel panorama dell'intelligenza artificiale in rapida evoluzione sui dispositivi mobili intelligenti. Il regolamento europeo è entrato in vigore già da qualche tempo e mira a regolare e disciplinare le pratiche dei giganti del web nel mercato digitale dell'Unione Europea.
In questi giorni la Commissione europea ha avviato due serie di procedimenti per assistere Google nell'adempimento dei suoi obblighi ai sensi del Digital Markets Act, Il regolamento europeo entrato in vigore già da qualche tempo che mira a regolare e disciplinare le pratiche delle grandi piattaforme digitali, noti come "gatekeeper", nel mercato digitale dell'Unione Europea. Il primo procedimento riguarda l'obbligo di Google di fornire agli sviluppatori terzi un'interoperabilità gratuita ed efficace con le funzionalità hardware e software controllate dal sistema operativo Android di Google.
Il procedimento si concentra sulle funzionalità utilizzate dai servizi di Intelligenza Artificiale (AI) di Google, come Gemini. La Commissione della UE intende specificare in che modo Google dovrebbe concedere ai fornitori terzi di servizi di intelligenza artificiale un accesso altrettanto efficace alle stesse funzionalità disponibili per i servizi Google. L'obiettivo è garantire che i fornitori terzi abbiano pari opportunità di innovare e competere nel panorama dell'intelligenza artificiale in rapida evoluzione sui dispositivi mobili intelligenti.
La seconda serie di procedimenti riguarda l'obbligo di Google di concedere ai fornitori terzi di motori di ricerca online l'accesso a dati anonimizzati relativi a classifiche, query, clic e visualizzazioni detenuti da Google Search a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie. Questi procedimenti si concentrano sulla portata dei dati, sul metodo di anonimizzazione, sulle condizioni di accesso e sull'idoneità dei fornitori di chatbot basati su intelligenza artificiale ad accedere ai dati.
La Commissione concluderà il procedimento entro sei mesi dall'avvio. Entro i prossimi tre mesi, la Commissione comunicherà a Google le sue conclusioni preliminari, illustrando il progetto di misure che intende imporre a Google per conformarsi efficacemente al DMA. Riassunti non riservati delle conclusioni preliminari e delle misure previste saranno pubblicati per consentire alle terze parti di fornire osservazioni. Questo procedimento non pregiudica il potere della Commissione di adottare una decisione che constati il mancato rispetto di uno qualsiasi degli obblighi previsti dal DMA da parte di un gatekeeper, inclusa la possibilità di imporre multe o sanzioni periodiche.
"Gli strumenti di intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui cerchiamo e riceviamo informazioni online sui nostri smartphone e persino il modo in cui interagiamo con i nostri dispositivi. Questo crea nuove opportunità. Ora vogliamo massimizzare il potenziale e i benefici di questo profondo cambiamento tecnologico assicurandoci che il campo di gioco sia aperto ed equo, non sbilanciato a favore dei pochi più forti. Con il procedimento odierno vogliamo aiutare Google spiegando più dettagliatamente come dovrebbe rispettare i suoi obblighi di interoperabilità e condivisione dei dati di ricerca online ai sensi del Digital Markets Act" evidenzia una nota da parte della Commissione.
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