Fase Nomination: lascia il tuo voto agli Italian Security Awards 2026
Il pesce, ed in particolare quello azzurro, costituisce una risorsa alimentare fondamentale, ricca di proteine, aminoacidi essenziali e acidi grassi polinsaturi Omega 3
ENEA ha messo a punto un processo a basso impatto ambientale per estrarre vitamina D e Omega 3 da scarti di pesce azzurro, come sardine e sgombri, per possibili utilizzi in nuovi prodotti nutraceutici. L’attività è stata condotta nell’ambito del progetto “VitaDwaste”, coordinato dall’Università di Camerino, che vede tra i partner anche il CRN, le università del Piemonte Orientale e di Bologna e il CREA.
“Il processo estrattivo impiegato dall’ENEA prevede l’uso dell’anidride carbonica supercritica, una tecnologia verde che unisce sicurezza ed efficienza nell’estrazione delle biomolecole e permette di ridurre l’impatto sull’ambiente perché non utilizza solventi organici”, spiega Gian Paolo Leone, ricercatore ENEA del Laboratorio di Bioeconomia circolare rigenerativa e responsabile per l’attività condotta per l’Università di Camerino nell’ambito del progetto VitaDwaste.
“Una prima sperimentazione condotta presso l’infrastruttura di ricerca Agrobiopolis del nostro Centro Trisaia, in Basilicata, ci ha permesso di individuare le condizioni ottimali per il processo valutando sia l’influenza di parametri come pressione e temperatura sull’andamento delle rese sia la concentrazione delle molecole target negli estratti”, spiega Vincenzo Larocca, ricercatore del Laboratorio ENEA di Bioeconomia circolare rigenerativa.
“Una volta completata questa fase, le attività di ricerca si sono spostate su una scala maggiore mediante il ricorso a un impianto pilota presente nella hall tecnologica Processi Agroindustriali del nostro Centro Ricerche Casaccia, a Roma. I risultati ottenuti confermano che il processo ha il potenziale per essere industrializzato, creando nuove opportunità economiche e di miglioramento della sostenibilità del settore ittico”, aggiunge Leone.
Il progetto ‘VitaDwaste’ punta all’utilizzo della frazione di sardine e sgombri che non possono essere commercializzati per fini alimentari. “Le catture accidentali di piccole specie pelagiche si aggirano intorno al 5% del pescato totale. Se consideriamo che la produzione media di sardine negli scorsi anni è stata di oltre 80 mila tonnellate nel Mediterraneo e di quasi 60 mila tonnellate nel solo Adriatico, appare evidente che la loro valorizzazione per la produzione di prodotti biobased potrebbe offrire un importante supporto alla crescita della filiera, aggiungendo valore economico a ciò che altrimenti sarebbe considerato scarto”, conclude Leone.
“La vitamina D è un micronutriente fondamentale per alcuni processi biologici, ad esempio l’assorbimento di calcio e fosforo necessari per la strutturazione del tessuto osseo; ma è anche uno degli elementi più carenti nella dieta umana”, sottolinea il coordinatore del progetto, prof. Gianni Sagratini, direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute presso l’Università di Camerino. “Con questo progetto – aggiunge - ci inseriamo in un contesto di economia circolare, sostenibilità e salute pubblica, proponendoci di recuperare la vitamina D3 dagli scarti dei prodotti della pesca, affinché questi possano diventare un valore aggiunto non soltanto da un punto di vista economico ma anche ambientale e alimentare. In particolare, nei nostri laboratori abbiamo testato alcuni sistemi di estrazione, ad esempio quella ad ultrasuoni, per valutarne l’efficacia, ed abbiamo sviluppato il metodo HPLC che ci ha permesso di quantificare la quantità di vitamina D3 presente”.
I prossimi passi avranno come obiettivo dottenere maggiori quantitativi di estratto ricco in vitamina D e acidi grassi polinsaturi (Omega 3) in modo da permettere la produzione di prodotti nutraceutici sperimentali che saranno testati in trial clinici presso l’Università di Bologna.
Negli ultimi anni, la produzione di pescato, inclusa quella derivante dall’acquacoltura, ha registrato una crescita significativa anche in risposta all’aumento demografico. Si stima che nel 2022 la produzione globale di pesce abbia raggiunto quasi 185 milioni di tonnellate, con un consumo pro-capite pari a 20,7 kg/anno, e una proiezione al 2032 che sposta ulteriormente l’asticella rispettivamente a 205 milioni di tonnellate e a 21,3 kg/anno. Parallelamente, è aumentata la quantità di scarti derivanti dalla pesca, la cui percentuale può arrivare per alcune specie anche al 35% del pescato, mentre i sottoprodotti della lavorazione industriale possono raggiungere livelli di scarto fino al 70 percento.
Esplora altri articoli su questi argomenti
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Dopo l'inaugurazione della sede milanese, la società di intelligenza artificiale affida la guida del mercato italiano al manager forte di una lunga esperienza in Stripe e AWS, mentre grandi gruppi come Generali, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Unipol integrano Claude Code nei propri processi di sviluppo.
16-09-2026
Un hub costituito da 5000 metri quadrati di laboratori all’avanguardia dedicati alla ricerca, allo sviluppo e al trasferimento tecnologico nel campo della transizione energetica.
15-09-2026
Nuovi test in laboratorio mostrano che l'additivo sviluppato da Alkelux, startup deeptech sassarese che produce nano-polymer dots dagli scarti della liquirizia, agisce allo stesso tempo contro virus, batteri e funghi mantenendo l'efficacia anche una volta integrato nelle plastiche industriali per il packaging alimentari.
14-09-2026
Le preferenze degli utenti si concentrano in particolare su dash cam e videocamere di sicurezza pensate per documentare la strada, spaziando da modelli mini e compatti a dispositivi con risoluzione 4K, soluzioni wireless o dotate di batteria integrata e versioni compatibili con specifici veicoli, estendendo l'interesse anche a moto, caschi e biciclette per soddisfare esigenze di registrazione e controllo a 360 gradi.
14-09-2026
L'integrazione della tecnologia danese consentirà di gestire in tempo reale le fluttuazioni di rete e i mercati a breve termine, riducendo gli sprechi e abbassando i costi energetici anche in Italia.
Il nuovo modello introduce funzionalità avanzate come Sketch e Template, offrendo a utenti e aziende un controllo totale su modifiche, infografiche e personalizzazioni senza limiti di abbonamento.
La prima soluzione foldable di Apple mira a trasformare la categoria da nicchia a nuovo standard di mercato
Il gruppo automobilistico francese affida a EDP Energia Italia la realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico da 400 kWp, consolidando una collaborazione transfrontaliera già attiva in Francia, Spagna e Germania.