▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

ENEA con l'Università di Camerino per estrarre vitamina D da scarti di pesce azzurro

Il pesce, ed in particolare quello azzurro, costituisce una risorsa alimentare fondamentale, ricca di proteine, aminoacidi essenziali e acidi grassi polinsaturi Omega 3

AgriFoodTech

ENEA ha messo a punto un processo a basso impatto ambientale per estrarre vitamina D e Omega 3 da scarti di pesce azzurro, come sardine e sgombri, per possibili utilizzi in nuovi prodotti nutraceutici. L’attività è stata condotta nell’ambito del progetto “VitaDwaste”, coordinato dall’Università di Camerino, che vede tra i partner anche il CRN, le università del Piemonte Orientale e di Bologna e il CREA.

“Il processo estrattivo impiegato dall’ENEA prevede l’uso dell’anidride carbonica supercritica, una tecnologia verde che unisce sicurezza ed efficienza nell’estrazione delle biomolecole e permette di ridurre l’impatto sull’ambiente perché non utilizza solventi organici”, spiega Gian Paolo Leone, ricercatore ENEA del Laboratorio di Bioeconomia circolare rigenerativa e responsabile per l’attività condotta per l’Università di Camerino nell’ambito del progetto VitaDwaste.

“Una prima sperimentazione condotta presso l’infrastruttura di ricerca Agrobiopolis del nostro Centro Trisaia, in Basilicata, ci ha permesso di individuare le condizioni ottimali per il processo valutando sia l’influenza di parametri come pressione e temperatura sull’andamento delle rese sia la concentrazione delle molecole target negli estratti”, spiega Vincenzo Larocca, ricercatore del Laboratorio ENEA di Bioeconomia circolare rigenerativa.

“Una volta completata questa fase, le attività di ricerca si sono spostate su una scala maggiore mediante il ricorso a un impianto pilota presente nella hall tecnologica Processi Agroindustriali del nostro Centro Ricerche Casaccia, a Roma. I risultati ottenuti confermano che il processo ha il potenziale per essere industrializzato, creando nuove opportunità economiche e di miglioramento della sostenibilità del settore ittico”, aggiunge Leone.

Il progetto ‘VitaDwaste’ punta all’utilizzo della frazione di sardine e sgombri che non possono essere commercializzati per fini alimentari. “Le catture accidentali di piccole specie pelagiche si aggirano intorno al 5% del pescato totale. Se consideriamo che la produzione media di sardine negli scorsi anni è stata di oltre 80 mila tonnellate nel Mediterraneo e di quasi 60 mila tonnellate nel solo Adriatico, appare evidente che la loro valorizzazione per la produzione di prodotti biobased potrebbe offrire un importante supporto alla crescita della filiera, aggiungendo valore economico a ciò che altrimenti sarebbe considerato scarto”, conclude Leone.

“La vitamina D è un micronutriente fondamentale per alcuni processi biologici, ad esempio l’assorbimento di calcio e fosforo necessari per la strutturazione del tessuto osseo; ma è anche uno degli elementi più carenti nella dieta umana”, sottolinea il coordinatore del progetto, prof. Gianni Sagratini, direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute presso l’Università di Camerino. “Con questo progetto – aggiunge - ci inseriamo in un contesto di economia circolare, sostenibilità e salute pubblica, proponendoci di recuperare la vitamina D3 dagli scarti dei prodotti della pesca, affinché questi possano diventare un valore aggiunto non soltanto da un punto di vista economico ma anche ambientale e alimentare. In particolare, nei nostri laboratori abbiamo testato alcuni sistemi di estrazione, ad esempio quella ad ultrasuoni, per valutarne l’efficacia, ed abbiamo sviluppato il metodo HPLC che ci ha permesso di quantificare la quantità di vitamina D3 presente”.

I prossimi passi avranno come obiettivo dottenere maggiori quantitativi di estratto ricco in vitamina D e acidi grassi polinsaturi (Omega 3) in modo da permettere la produzione di prodotti nutraceutici sperimentali che saranno testati in trial clinici presso l’Università di Bologna.

Negli ultimi anni, la produzione di pescato, inclusa quella derivante dall’acquacoltura, ha registrato una crescita significativa anche in risposta all’aumento demografico. Si stima che nel 2022 la produzione globale di pesce abbia raggiunto quasi 185 milioni di tonnellate, con un consumo pro-capite pari a 20,7 kg/anno, e una proiezione al 2032 che sposta ulteriormente l’asticella rispettivamente a 205 milioni di tonnellate e a 21,3 kg/anno. Parallelamente, è aumentata la quantità di scarti derivanti dalla pesca, la cui percentuale può arrivare per alcune specie anche al 35% del pescato, mentre i sottoprodotti della lavorazione industriale possono raggiungere livelli di scarto fino al 70 percento.

Tag correlati

Esplora altri articoli su questi argomenti

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato

Related news

Ultime Notizie

Meta e Reliance insieme per il primo data center abilitato all'AI in India

L'accordo prevede l'affitto di una struttura da 168 MW nel Gujarat, supportata da un massiccio piano di investimenti nell'energia solare ed eolica.

12-06-2026

Trasformare i dati ESG in valore: partnership strategica tra Zucchetti, Sostenibile.cloud e TÜV Italia

La sinergia combina le competenze tecnologiche di Zucchetti e Sostenibile.cloud, capaci di mappare i KPI strategici e gestire i flussi informativi, con l'autorevolezza tecnica di TÜV Italia (Gruppo TÜV SÜD) nel fornire servizi di assurance indipendente.

12-06-2026

Dalla lotta al cancro ai biocarburanti: giovani ricercatori premiati per le sfide del futuro

L'Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (Airi), in collaborazione con Farmindustria e Fondazione Bracco, ha assegnato i riconoscimenti della quinta edizione per sostenere progetti ad alto impatto su salute e sostenibilità.

12-06-2026

L'agritech Plantvoice evolve: i segnali fisiologici della linfa guidano la gestione del frutteto

La scale-up di Bolzano e Verona lancia una piattaforma decisionale integrata e una nuova sonda linfatica autoinstallante per avviare la scalabilità sui mercati esteri.

12-06-2026

Notizie più lette

1 L’Italia vara il primo quadro normativo per l’Intelligenza Artificiale: approvati i decreti attuativi

Il Consiglio dei Ministri ha individuato una serie di regole organiche per governare l'innovazione tecnologica all'interno di una cornice antropocentrica, tra formazione, tutele sul lavoro e sicurezza nazionale.

2 Dal gas all’elettricità: quando l’integrazione tra BESS, EMS e pompe di calore riduce il costo del calore industriale

Mentre l’Europa (e l’Italia) accelera sulla crescita dei sistemi di accumulo a batteria, l’elettrificazione dei processi termici tramite pompe di calore industriali apre una nuova frontiera: produrre calore non più da gas, ma da energia elettrica, gestita nel tempo. Una trasformazione che potrebbe ridisegnare la competitività energetica dell’industria italiana. Un contributo a cura di Alessandro Brizzi, General Manager di Renovis, EPC contractor ed ESCo

3 SMAU approda a New York: l'innovazione italiana incontra il mercato nordamericano

Dal 10 al 12 giugno, la metropoli statunitense ospita la prima edizione di “SMAU | Italy Restartsup in New York”, un ponte strategico tra le eccellenze tecnologiche del nostro Paese e i principali player dell'ecosistema d'oltreoceano.

4 Comunità energetiche, un modello vincente che unisce transizione green e impatto sociale

La partnership tra ForGreen e Sefea Impact dimostra come le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) possano trasformarsi in vere leve di sviluppo territoriale, coniugando produzione di energia pulita e benefici concreti per le comunità locali.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.5.0 - 4.6.4