: "L’importanza di un cloud sovrano e qualificato per i fornitori della PA" La sovranità secondo Aruba.it
Alla base dei rincari sono i cambiamenti climatici che hanno ridotto i raccolti in Brasile e Vietnam, l'aumento dei costi energetici e logistici, l'inflazione e le nuove normative ambientali introdotte dalla UE. Dal 2020 a oggi la classica tazzina del caffé è aumentata del 50 percento.
Il prezzo medio del caffè espresso al bar nel nostro paese potrebbe raggiungere i 2 euro a tazzina entro la fine del 2025, con un incremento superiore al 50% rispetto al 2020. L'allarme per il rincaro del prezzo del caffè è stato lanciato dal Centro studi Unimpresa, che ricorda "negli ultimi cinque anni il costo del caffè è salito da 0,87 a oltre 1,30 euro, con punte a 1,43 euro in alcune città del Nord".
"Alla base dei rincari - spiegano dal Centro Studi - ci sono i cambiamenti climatici che hanno ridotto i raccolti in Brasile e Vietnam, l'aumento dei costi energetici e logistici, l'inflazione e le nuove normative ambientali UE". Il mercato italiano resta comunque solido, con consumi annuali pari a 327 milioni di chili di verde e un valore complessivo di 5,2 miliardi di euro, destinato a superare i 6 miliardi entro il 2030.
"Per i consumatori italiani la questione non è soltanto economica. Il caffè incide per meno dell'1% sulle spese annuali delle famiglie, ma ha un valore simbolico enorme: è il rito quotidiano che accompagna la socialità, la pausa di lavoro, il saluto tra amici", ricorda commenta il direttore generale di Unimpresa, Mariagrazia Lupo Albore, sottolineando che: "per i produttori e i distributori la sfida è invece difendere i margini, sempre più compressi dai costi, puntando sui segmenti premium e monoporzionati che offrono redditività fino al 60 percento".
Sul frorte dell'offerta, le siccità persistenti in Vietnam e le piogge torrenziali in Brasile – Paesi che insieme producono circa metà del caffè mondiale – hanno ridotto i raccolti. Questo ha fatto impennare il prezzo dei chicchi grezzi, che nel 2024 è aumentato fino all'80%, mentre i futures sull'Arabica hanno toccato livelli record, alimentati da fenomeni speculativi. Inoltre l'inflazione ha inciso ulteriormente, gonfiando i costi per imballaggi e manodopera, e la speculazione finanziaria ha accentuato la volatilità dei mercati: nel 2024 i futures del Robusta hanno superato i 4.000 dollari a tonnellata, e nell'agosto 2025 l'Arabica ha sfiorato i 360 dollari per libbra, con un rialzo annuo superiore al 40%. Infine, le nuove normative europee contro la deforestazione hanno imposto agli importatori sistemi di tracciabilità e certificazioni che comportano costi aggiuntivi soprattutto per i piccoli produttori, trasferiti a cascata sui listini finali.
"La traiettoria dei prossimi mesi dipenderà dalle condizioni meteorologiche in America Latina e dalle decisioni geopolitiche in materia di commercio e ambiente. In attesa di capire se davvero pagheremo 2 euro per un espresso, resta una certezza: in Italia il caffè non è solo una bevanda, ma un rito che vale più del suo prezzo", conclude il direttore generale di Unimpresa.
Le città “full digital” sono Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Modena, Parma, Prato, Rimini, Roma Capitale, Siena, Torino, Trento e Venezia.
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