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Il nuovo monitoraggio CIRO rivela una regione dinamica, leader nello sviluppo industriale e nei trasporti, ma frenata da criticità strutturali nel consumo di suolo e nelle performance del comparto agricolo.
La Lombardia conferma il suo ruolo di primo piano nel panorama nazionale della transizione climatica, distinguendosi come uno dei motori principali del cambiamento in Italia. Secondo i recenti dati della piattaforma CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns), realizzata da Italy for Climate in collaborazione con ISPRA, il territorio lombardo emerge come una realtà altamente dinamica, con performance particolarmente brillanti nello sviluppo delle energie rinnovabili. La regione si colloca infatti tra i leader nazionali per il numero di nuovi impianti installati nel 2025 e mostra una traiettoria molto positiva verso il conseguimento dei target europei al 2030.
Oltre al settore energetico, l'industria lombarda si attesta come uno dei comparti più virtuosi del Paese, caratterizzata da un'elevata efficienza in termini di emissioni e consumi rispetto al valore aggiunto, sostenuta da una quota di elettrificazione dei consumi che raggiunge il 56%. Anche il sistema dei trasporti garantisce risultati di eccellenza, beneficiando di un utilizzo massiccio del trasporto pubblico locale e di una diffusione significativa delle auto elettriche sul territorio. Nonostante questi punti di forza, la regione registra emissioni pro capite leggermente superiori alla media nazionale, in parte dovute alla forte vocazione industriale, e una capacità di assorbimento naturale inferiore ad altre aree del Paese.
Sul fronte delle criticità, il settore che desta maggiori preoccupazioni è quello agricolo, dove tutti gli indicatori risultano al di sotto della media nazionale. Il comparto soffre in particolare per un utilizzo di fertilizzanti quasi triplo rispetto alla media italiana, elevate emissioni, un alto numero di bovini allevati in rapporto alla popolazione e una quota di agricoltura biologica ferma al 5%. Difficoltà si riscontrano anche nel settore degli edifici, dove consumi ed emissioni si collocano tra i livelli più alti d'Italia, nonostante la regione vanti una delle quote migliori di edifici in classe A. Parallelamente, la vulnerabilità territoriale rimane un tema urgente, con dati preoccupanti relativi al consumo di suolo e alla frequenza di eventi estremi, che pongono la Lombardia tra le regioni più a rischio.
Andrea Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate, ha sottolineato che l'obiettivo della piattaforma CIRO non è creare classifiche, ma fornire uno strumento scientifico per aiutare le amministrazioni a identificare le proprie priorità d'azione e promuovere un dibattito informato. Grazie a 27 indicatori chiave, questo database non fotografa solo lo stato attuale della regione, ma pone le basi per un confronto costante con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione, offrendo un orientamento concreto per le politiche pubbliche future.
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