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Secondo una nuova ricerca del Politecnico di Milano, sono 18,8 milioni i veicoli connessi. La guida autonoma promette un risparmio sociale di 6,1 miliardi di euro entro il 2050.
Fonte: Immagine generata con AI
Il mercato italiano del Connected Vehicle & Mobility prosegue la sua corsa, raggiungendo nel 2025 un valore complessivo di 3,7 miliardi di euro, con una crescita del 14% rispetto all'anno precedente. A trainare il comparto è la diffusione sempre più capillare dei veicoli smart, lo sviluppo delle infrastrutture digitali come le Smart Road e l'evoluzione dei servizi per una mobilità intelligente. Sono questi i principali risultati della ricerca condotta dall'Osservatorio Connected Vehicle & Mobility della School of Management del Politecnico di Milano, presentati oggi durante il convegno “Driving the Future: la mobilità alla curva decisiva”.
In termini di diffusione, l'Italia conta ormai 18,8 milioni di auto connesse, che rappresentano oltre il 40% del parco auto nazionale. L'indagine rivela che il 48% degli italiani possiede una vettura dotata di funzionalità smart e, tra questi, la quasi totalità (91%) le utilizza regolarmente, in particolare per l'infotainment, la navigazione con aggiornamenti in tempo reale e i sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS). Il settore sta vivendo una fase di profonda trasformazione guidata dal paradigma del Software-Defined Vehicle, destinato a diventare il principale riferimento strategico del settore Automotive. L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale è percepita come un elemento centrale del software, specialmente nelle applicazioni legate alla cybersecurity e alla personalizzazione dell'esperienza a bordo.
Parallelamente alla digitalizzazione, prosegue il percorso di elettrificazione dei trasporti. Ad aprile 2026, la quota delle auto elettriche pure (BEV) è salita all’8,5% con oltre 16.000 nuove immatricolazioni, segnando un netto incremento rispetto al 4,8% dello stesso mese del 2025. Anche le vetture ibride plug-in (PHEV) confermano un andamento vivace, raggiungendo il 9,1% del mercato. Guardando al futuro, il 32% degli italiani ha intenzione di acquistare un’auto BEV o PHEV entro i prossimi tre anni, sebbene quasi un consumatore su due prenderebbe in considerazione questa scelta solo in presenza di incentivi o agevolazioni economiche. Tra le principali barriere all'acquisto restano il prezzo elevato, la limitata disponibilità di infrastrutture di ricarica nelle aree urbane e l'autonomia limitata della batteria.
In questo scenario di trasformazione, le flotte aziendali si confermano un traino per la mobilità sostenibile: l’89% delle aziende ha già introdotto veicoli elettrici o ibridi plug-in all’interno del proprio parco vetture. Il Fleet Management sta attraversando una trasformazione strutturale in cui sostenibilità, elettrificazione e digitalizzazione diventano centrali per la strategia. Sebbene la quota di veicoli pienamente connessi si attesti al 27%, le funzionalità smart stanno ridefinendo la gestione operativa, con priorità di investimento mirate a garantire la sicurezza dei dipendenti e ad ottimizzare i consumi.
L'interesse per la guida autonoma è elevato, con ben il 54% degli italiani che dichiara di voler utilizzare un'auto senza conducente, in particolare per gli spostamenti ripetitivi o nel traffico intenso. L'Osservatorio ha stimato i benefici socioeconomici derivanti dall'introduzione della guida autonoma in Italia, prevedendo un potenziale di benefici sociali per il Paese fino a 6,1 miliardi di euro entro il 2050, generati dalla riduzione dell'incidentalità e delle emissioni locali e dal conseguente costo sociale evitato.
L'impatto diretto riguarda la sostituzione della flotta professionale con robotaxi e robosharing più efficienti, che potrebbe ridurre del 70% il tasso di feriti per chilometro. Ma il vero impatto si genererebbe attraverso l'effetto indiretto: man mano che i servizi diventeranno più efficienti, una quota crescente di famiglie potrebbe rinunciare alla seconda automobile. Questa riduzione del possesso privato porterebbe a circa 900.000 auto in meno nelle città urban e oltre 100.000 feriti evitati entro il 2050, generando il 97% dei benefici complessivi.
La digitalizzazione coinvolge anche le amministrazioni locali e le infrastrutture viarie. Nel triennio 2023-25, poco più di sei comuni su dieci (61%) hanno avviato almeno un progetto di mobilità smart, con investimenti che hanno raggiunto i 310 milioni di euro. Sul fronte delle Smart Road, le applicazioni e i progetti hanno generato un valore di 240 milioni di euro, spinti dai bandi pubblici e dal PNRR per la gestione da remoto e in tempo reale delle infrastrutture. 23 iniziative sono state avviate in Italia tra il 2023 e il 2025, con l'obiettivo di migliorare la sicurezza stradale, ottimizzare la gestione del traffico e ridurre l’impatto ambientale.
Nonostante questi progressi, lo sviluppo delle Smart Road in Italia resta ancora frammentato a causa di complessità burocratiche e lunghi tempi autorizzativi. Il biennio 2026-2027 sarà decisivo: serviranno norme più flessibili e processi semplificati per accelerare l’evoluzione delle infrastrutture verso la guida connessa e autonoma.
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