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Dal 17 luglio tutti i monopattini elettrici dovranno essere assicurati, ma la scarsità di offerte e l’aumento dei premi fino a 16 volte rischiano di paralizzare il settore della sharing mobility in Italia.
A partire dal 17 luglio, ogni monopattino elettrico circolante in Italia dovrà essere obbligatoriamente coperto da una polizza RCA, una misura nata per garantire maggiore sicurezza e tutela agli utenti della strada che tuttavia sta scatenando una crisi senza precedenti nel settore della mobilità in sharing.
Bit Mobility, operatore italiano presente in 15 città con una flotta di circa 8.500 mezzi, ha lanciato un forte segnale d’allarme denunciando una situazione di mercato insostenibile. L’azienda, dopo aver interpellato decine di compagnie assicurative attraverso i propri broker, ha ricevuto un numero sconcertante di risposte: a fronte di un mercato che dovrebbe essere pronto, sono giunte solo due quotazioni scritte, con premi che oscillano tra i 100 e i 260 euro annui per ogni monopattino, a fronte dei 16 euro pagati finora. Questo aumento vertiginoso, che in alcuni casi supera di sedici volte i costi attuali, rappresenta uno shock economico che minaccia la sopravvivenza stessa delle imprese del settore.
Il problema non riguarda solo il prezzo, ma la totale assenza di condizioni di mercato eque e la corsa contro il tempo imposta alle aziende. Molte compagnie assicurative hanno infatti comunicato che le tariffe saranno disponibili solo il 16 luglio, ovvero il giorno precedente all'obbligo, rendendo di fatto impossibile per un operatore che gestisce migliaia di mezzi analizzare, confrontare e sottoscrivere le polizze in modo adeguato. Per Bit Mobility, questo scenario si traduce in un costo annuo che potrebbe schizzare dagli attuali 136.000 euro a oltre 2,2 milioni di euro, portando l’incidenza dell’assicurazione dal 2% a quasi il 30% del fatturato aziendale. Si tratta di un onere che rischia di mettere a repentaglio la continuità operativa di molte realtà italiane, penalizzando le medie imprese rispetto ai grandi operatori internazionali che possono distribuire i costi su scala europea, creando così un paradossale effetto di mercato dove una norma pensata per la sicurezza finisce per danneggiare le aziende nazionali.
Le istituzioni, dal canto loro, hanno suggerito di monitorare la situazione dopo l’entrata in vigore della legge, ipotizzando esposti all’IVASS o al Garante Prezzi solo a obbligo avviato. Questa posizione è ritenuta inaccettabile da Bit Mobility, che sottolinea come il problema sia attuale e non possa essere rimandato al giorno in cui cittadini e imprese si troverebbero già fuori legge. L'azienda si chiede a gran voce se il mercato assicurativo stia funzionando in modo concorrenziale, dato che la scarsità di offerte e l'omogeneità di date e prezzi sollevano dubbi legittimi. Non si contesta il principio dell’obbligo assicurativo, ma la modalità con cui viene imposto. Per questo motivo, Bit Mobility ha inviato una segnalazione urgente a IVASS, AGCM e ai Ministeri competenti, richiedendo un intervento tempestivo che disponga una proroga o un regime transitorio, garantendo almeno venti giorni lavorativi per sottoscrivere polizze a condizioni di mercato trasparenti. La richiesta è chiara: avviare verifiche immediate sulla concorrenza e convocare un tavolo di confronto urgente per evitare che un prodotto reso obbligatorio per legge si trasformi in una rendita incontrollata per pochi soggetti, rischiando di far scomparire un intero settore della mobilità sostenibile.
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