Solo per le imprese industriali la crescita media si aggira a 40mila euro di spese in più per l’energia. Per le famiglie italiane a fine anno le bollette potrebbero salire fino a 400 euro in più rispetto al 2025.
Un eventuale prolungamento della crisi in Iran avrebbe un impatto imponente sui conti energetici italiani, con un aumento della spesa che potrebbe arrivare a oltre 20 miliardi di euro (nel periodo aprile-dicembre 2026), secondo quanto stimato da Oliver Wyman, leader globale nella consulenza manageriale e business del gruppo Marsh.
L’analisi evidenzia innanzitutto come, nel nuovo assetto creatosi dopo il conflitto russo-ucraino del 2022, l’Italia abbia drasticamente ridotto la dipendenza dal gas russo. L’Algeria è divenuta il principale fornitore strategico, con circa 20,1 miliardi di metri cubi (Bcm) importati via gasdotto, mentre parallelamente il gas naturale liquefatto (LNG) ha assunto un ruolo centrale come elemento di flessibilità del sistema energetico nazionale, con 20,8 Bcm importati. Di questi, circa 6,8 Bcm provengono dal Qatar, mentre il resto è fornito principalmente da Stati Uniti e Algeria (in aggiunta ai flussi via pipeline).
Nel complesso, il Qatar copre oltre il 10% dei consumi nazionali, confermandosi un fornitore strategico per il sistema italiano. La strategia di diversificazione si è quindi basata in larga misura sull’LNG, che tuttavia espone i prezzi a dinamiche globali e a potenziali rischi fisici lungo le rotte di approvvigionamento.
“In questo contesto” spiega Angelo Rosiello, Partner e Responsabile South East Europe, Energy and Natural Resources di Oliver Wyman, “il conflitto in Iran ha un impatto diretto sui volumi di gas che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, in particolare sull’LNG proveniente dal Qatar e considerando la necessità di riempire gli stoccaggi fino al target del 90% entro novembre per la preparazione della stagione invernale 2026–27”. Sebbene l’Italia presenti al momento livelli di riempimento molto migliori della media europea, resta dunque comunque esposta al rischio prezzo.
Lo scenario presenta analogie con quanto osservato nel 2022, ma anche differenze rilevanti:
volumi di gas coinvolti inferiori, ma in presenza di una domanda globale repressa (in particolare asiatica) che incide più direttamente sulla disponibilità di LNG;
impatti significativi sul mercato del petrolio, dei semilavorati e dei prodotti raffinati, con oltre 10 milioni di tonnellate importate dal Medio Oriente su un totale di più di 70 milioni di tonnellate. Le scorte petrolifere italiane coprono circa 90 giorni di importazioni nette e iniziano a essere erose dai rilasci emergenziali e dalla contrazione dell’offerta;
possibile “receflazione” globalea fronte del raggiungimento di soglie attorno ai 150$ barile per il greggio, secondo diversi analisti.
Nel periodo aprile–dicembre 2026, considerando sia le aspettative correnti di mercato (scenario a fine marzo 2026) sia uno scenario di ulteriore escalation del conflitto in Medio Oriente, Oliver Wyman stima un incremento complessivo della spesa energetica per elettricità e gas compreso tra circa 14 miliardi di euro e fino a oltre 20 miliardi di euro rispetto al periodo pre-crisi.
In particolare, per i consumatori non coperti con prodotti a prezzo fisso e parità di consumi
Famiglie: aumento medio della spesa annua compreso tra circa 280 euro (scenario a fine marzo 2026) e 400 euro (scenario di escalation).
Imprese del commercio e dei servizi in bassa tensione: incremento medio della spesa energetica compreso tra 2.000 e 3.200 euro (per punto servito).
Imprese industriali in media e alta tensione: aumento medio stimato > 40.000 euro (per punto servito), valore fortemente dipendente dalla dimensione di impresa.
Secondo la società, tale fenomeno inflattivo non è legato a comportamenti “opportunistici” dei retailer energetici quanto alla struttura del mercato e al mix produttivo. In tal senso, la costruzione di un sistema più resiliente richiede l’applicazione di leve industriali con soluzioni già presenti a mercato e cambiamenti nelle logiche decisionali dei consumatori.
Proseguire nell’installazione di capacità rinnovabile e soluzioni flessibili a scala (storage e pompaggi), accompagnati da investimenti nelle reti di distribuzione e trasmissione.
I retailer e le ESCO possono svolgere un ruolo chiave nel supportare famiglie e imprese nei percorsi di efficientamento energetico e soluzioni di switch all’elettrico. Le analisi mostrano tuttavia una forte dipendenza dagli incentivi nella domanda del segmento domestico e la necessità, per le imprese, di un quadro normativo e di incentivazione stabile che consenta una pianificazione efficace degli investimenti. Dal lato dell’offerta, il settore appare ancora fortemente frammentato e necessita di maggiore professionalizzazione, anche attraverso processi di consolidamento.
Le aspettative di normalizzazione/riduzione dei prezzi hanno “raffreddato”, nella seconda metà del 2025, l’urgenza di fissare la spesa nel medio periodo tramite strumenti come i Power Purchase Agreement (anche retail) o offerte a prezzo fisso più tradizionali. Tuttavia, tali soluzioni restano fondamentali per la riduzione del rischio di prezzo: è quindi necessario uscire da logiche opportunistiche (vedi turismo energetico) da parte dei consumatori, riconoscendo un premio per i servizi di stabilizzazione della spesa.
I retailer possono accompagnare i clienti attraverso offerte commodity e soluzioni digitali che favoriscano lo spostamento dei consumi, creando modelli win-win basati su meccanismi di arbitraggio, sistemi di accumulo e strumenti di aggregazione della domanda.
Esplora altri articoli su questi argomenti
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Due settimane fa, con il lancio di GPT-Live, OpenAI ha condiviso una visione della voce come strumento per rendere l’interazione tra esseri umani e AI davvero naturale. Il lancio di oggi rappresenta un ulteriore passo verso questo futuro: basta spiegare a voce ciò di cui si ha bisogno e ChatGPT può iniziare a portare avanti più attività contemporaneamente, alla velocità del pensiero dell’utente.
24-07-2026
Il recepimento del Regolamento europeo PPWR introduce le capsule tra gli imballaggi soggetti a Responsabilità Estesa del Produttore, segnando un passo decisivo per l’economia circolare e la valorizzazione dell'umido. I numeri del mercato italiano rendono chiara l'importanza di tale intervento, con circa 5 miliardi di capsule immesse nel consumo ogni anno, per un volume complessivo di 50 mila tonnellate di rifiuti tra involucri e contenuto.
24-07-2026
Mentre la Svizzera risparmia 38 miliardi di dollari grazie alla transizione energetica, l’Italia rallenta nella crescita delle rinnovabili, rischiando di restare ostaggio della volatilità del gas.
23-07-2026
Un piano strategico che trasforma le competenze accademiche in soluzioni concrete per le imprese: 19 nuovi progetti di ricerca coinvolgeranno 91 professionisti in ambiti chiave per la competitività del territorio.
23-07-2026
Nell’ultimo anno, la spesa legata all'intelligenza artificiale in Italia è cresciuta del 104% e l’Italia rappresenta il mercato AI più maturo in Europa, primato condiviso con la Spagna. Inoltre, il 63% delle aziende utilizza soluzioni di intelligenza artificiale agentica, ma solo il 10% di queste ha fatto progressi nella creazione di processi autonomi.
Un nuovo studio firmato dal Politecnico di Torino e WindEurope delinea le priorità tecniche e regolatorie necessarie per sbloccare il potenziale dell'energia eolica galleggiante nel bacino mediterraneo.
I blackout che hanno colpito diverse città italiane non sono il segnale di una carenza di energia, ma di una rete di distribuzione sotto pressione. Il collo di bottiglia si trova nell’“ultimo miglio": infrastrutture datate, poca visibilità sui guasti e scarsa capacità predittiva. Gianluca Sinibaldi, Direttore Energy & Utilities, Minsait in Italia (Indra Group), spiega che sensori e intelligenza artificiale possono fare la differenza, aumentando resilienza e affidabilità del sistema elettrico.
Il sistema mobile e automatizzato sviluppato a Québec City (Canada) dimostra come innovazione, automazione e sostenibilità possano contribuire alla gestione responsabile delle risorse idriche. Obiettivo: portare il riuso idrico al centro dell’attenzione grazie a un sistema mobile, containerizzato e decentralizzato capace di trasformare le acque reflue trattate in acqua potabile di alta qualità, rimuovendo anche microinquinanti persistenti come i PFAS.