: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Prende il via un nuovo IPCEI legato all'elettronica e alle telecomunicazioni, con quattro aziende italiane in prima linea.
La Commissione Europea ha dato semaforo verde al progetto di ricerca applicata IPCEI ME/CT: esplicitando le sigle, un Important Project of Common European Interest incentrato sulla microelettronica (ME) e sulle tecnologie delle telecomunicazioni (CT). Il nuovo IPCEI ME/CT segue e integra una iniziativa analoga, lanciata nel 2018, dedicata solo alla microelettronica.
L'IPCEI coinvolge quattordici Stati membri, fra cui l'Italia, e si scompone in 68 progetti specifici presentati da 56 aziende. Quelle italiane coinvolte sono MEMC, Menarini Silicon Biosystems e SIAE Microelettronica, più l'italo-francese STMicroelectronics. In quello che la UE definisce come ecosistema dell'IPCEI ci sono anche, come partecipanti associati, la Fondazione Bruno Kessler e Optoi.
L'IPCEI cuba quasi 22 miliardi di euro di investimenti. Come accade di norma per progetti comunitari del genere, il contributo pubblico è in realtà inferiore - 8,1 miliardi, in questo caso - e il resto dei finanziamenti (13,7 miliardi) si prevede arrivi da investimenti privati "scatenati" dai fondi pubblici. In un effetto-volano indispensabile quando si tratta di progetti di ricerca avanzata che, di norma, farebbero molta fatica a raccogliere da soli investimenti privati. Alcune delle nazioni coinvolte, tra cui l'Italia, hanno già inserito la partecipazione a IPCEI ME/CT nei loro Piani di Ripresa e Resilienza, quindi possono usare i fondi PNRR per finanziare parzialmente i progetti di ricerca.
La Commissione Europea sottolinea che tutti i 68 progetti oggetto di finanziamento sono "notevolmente ambiziosi" perché intendono sviluppare tecnologie che vanno ben oltre quello che il mercato offre al momento. In particolare, le aziende coinvolte lavoreranno allo sviluppo di sensori, processori ad alte prestazioni, microprocessori per applicazioni di AI, attuatori, mezzi di comunicazione per lo scambio sicuro dei dati. I risultati di queste attività di ricerca dovrebbero portare effetti positivi in molti settori. La Commissione segnala in particolare le comunicazioni mobili, la guida autonoma, l'Intelligenza Artificiale, il quantum computing, la transizione verde. I primi prodotti concreti di nuova generazione sono attesi già per il 2025, mentre l'IPCEI ME/CT nel suo complesso dovrebbe concludersi nel 2032.
Una nuova tecnologia Mitsubishi Electric rileva l’intossicazione da alcol durante la guida per fornire avvisi al conducente e persino interventi sul controllo del veicolo.
30-01-2026
Il progetto UE DRG4FOOD (con ENEA) promuove digitale e dati per un'agroalimentare più sicuro e sostenibile.
29-01-2026
La tecnologia di rete campus di Huawei garantisce un’infrastruttura condivisa tra tutte le realtà dell’hub, garantendo al tempo stesso piena autonomia della governance dei singoli processi IT.
29-01-2026
Uno studio di Harvard e della Columbia University confronta l’efficacia degli annunci adv fatti con AI e di quelli fatti con creatività umana.
29-01-2026
Le piccole e medie imprese italiane possono trarre grandi vantaggi dall’Intelligenza Artificiale, bisogna solo introdurla in azienda con semplicità e pragmatismo. Questo è il punto di partenza della startup padovana.
Dalla volontà di Yellow Tech e Veliu, in partnership con Vento e Italian Tech Week, nasce la prima competizione italiana di hackathon AI, che vedrà talenti selezionati a livello internazionale sfidarsi in finale a uno degli eventi tech più importanti d’Europa.
SME AI Accelerator mira a supportare oltre 20.000 Pmi nel corso dell'anno con formazione pratica gratuita, focalizzata sulle applicazioni concrete dell'intelligenza artificiale. Il programma è aperto ai titolari di piccole imprese e ai team di tutti i settori, inclusi quelli senza esperienza tecnica, e si concentra sull'uso degli strumenti di AI per migliorare produttività, efficienza e competitività.
Proxima introduce una concezione innovativa dell’edificio, inteso come unione di due sistemi edilizi distinti: una struttura madre a lungo ciclo di vita (100 anni) e una serie di tecnomoduli realizzati off-site. Questi ultimi sono device plug-in intercambiabili che concentrano servizi, sistemi e componenti tecnologici e impiantistici a breve e medio ciclo di vita (20 anni). Grazie a sistemi brevettati, funzioni e configurazioni distributive degli edifici diventano reversibili.