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Una ricerca internazionale coordinata dall'Università di Torino rivela come i pesticidi di uso comune influenzino negativamente il corteggiamento, l'accoppiamento e la fertilità nelle api.
I pesticidi sono stati identificati come una delle principali cause per la riduzione ed estinzione degli impollinatori, tra cui le api. Un recente studio pubblicato sulla rivista Chemosphere da un team di ricercatori coordinato da Simone Tosi, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, ha dimostrato per la prima volta un nuovo subdolo effetto dei pesticidi sulle api. Questi possono danneggiare le abilità di corteggiamento delle api selvatiche, riducendo il loro successo riproduttivo, causando quindi gravi conseguenze per il mantenimento della biodiversità.
La ricerca che ha come primo nome il dottorando del BeeLab di UniTo Luis Velez-Trujillo, ha coinvolto ricercatori e ricercatrici provenienti da Italia, Spagna, Svizzera e Polonia ha dimostrato che basse dosi di pesticida alterano notevolmente le modalità di accoppiamento di api selvatiche molto comuni a livello mondiale, ed essenziali per la biodiversità: le api muratrici (Osmia bicornis). Dopo l’esposizione alla molecola chimica, le api sono diventate molto più lente ed inefficienti nelle fasi di corteggiamento e accoppiamento e questo ha comportato una diminuzione della fertilità e una riduzione della quantità di sperma dei maschi.
Questo studio dimostra una nuova preoccupante modalità di impatto degli stress antropici, in particolare i pesticidi, sulla salute e il comportamento degli animali: le alterazioni nel corteggiamento. Le conseguenze ambientali sono enormi, con gravi impatti sul successo riproduttivo degli animali e potenziali danni alla dinamica e alla crescita della popolazione.
"I risultati di questa ricerca - commenta Simone Tosi - sollevano preoccupazioni più ampie sulla riproduzione e sulla salute degli impollinatori, oltre che di altri animali. Mitigare gli effetti dell'inquinamento ambientale è sempre più urgente per proteggere la biodiversità oltre che la nostra vita e quella delle future generazioni".
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