▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

Allevamenti intensivi: in Abruzzo, Friuli e Lombardia i primi comuni per una transizione in chiave agro-ecologica del sistema

Gli impatti degli allevamenti intensivi sull’ambiente e le implicazioni connesse alla salute umana sono ormai ampiamente documentati: a livello nazionale il settore zootecnico è responsabile di oltre due terzi delle emissioni nazionali di ammoniaca (seconda fonte di formazione delle polveri fini, PM2,5, che causano decine di migliaia di morti premature ogni anno) e dell’inquinamento causato da eccessivi carichi di azoto e derivati nel terreno e nelle acque.

AgriFoodTech

Spoltore, in provincia di Pescara; San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone, e Castenedolo, in provincia di Brescia, sono i primi tre Comuni in Italia ad approvare la mozione promossa da Greenpeace, ISDE, Lipu, Terra! e WWF per una transizione in chiave agro-ecologica del sistema degli allevamenti intensivi.

Nei mesi scorsi, le cinque associazioni avevano messo a disposizione e inviato ai Consigli comunali di tutta Italia il testo della mozione: un atto d’indirizzo sulla riconversione del settore zootecnico per sensibilizzare la cittadinanza e le categorie economiche e favorire la discussione di un’iniziativa legislativa sul tema a livello nazionale, dove al momento rimane ferma alla Camera la proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi” presentata dalle stesse organizzazioni oltre un anno fa.

Il testo della mozione trova le basi negli articoli 9 e 32 della Costituzione italiana dedicati rispettivamente alla tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi, e alla tutela della persona per la predisposizione di condizioni ambientali sicure e salubri, così come nell’articolo 41 che stabilisce come l’iniziativa economica non possa arrecare danno a salute e ambiente; nell’Accordo di Parigi, secondo cui tutte le attività – comprese quelle agricole e zootecniche – sono chiamate a contribuire alla progressiva riduzione delle emissioni di gas serra; e ancora, nella disciplina dell’UE in materia di clima e nel collegamento degli allevamenti intensivi alla diffusione di malattie zoonotiche che possono costituire una minaccia per la salute pubblica.

«L’approvazione della mozione in tre Comuni di tre diverse regioni è un primo, significativo segnale di cambiamento che parte dai territori. È da qui che può prendere slancio una spinta concreta verso una legislazione nazionale capace di tutelare salute, biodiversità e la sostenibilità socio-economica del comparto agricolo», dichiarano le cinque associazioni promotrici. «L’attuale modello zootecnico italiano – sempre più concentrato in grandi realtà intensive e industriali – sta penalizzando le piccole e medie aziende, mettendone a rischio la sopravvivenza. Con la nostra proposta di legge vogliamo offrire un’alternativa credibile: un percorso di transizione che permetta al settore di resistere nel tempo, tutelando ambiente, salute pubblica e giustizia sociale».

«Lo scorso 20 marzo il nostro Consiglio comunale ha approvato una mozione importante: chiediamo un cambio di rotta nel modo di fare zootecnia, sostenendo la riconversione degli allevamenti intensivi in modelli più sostenibili e rispettosi di salute, ambiente e animali. Non possiamo rimanere indifferenti davanti a un tema che riguarda tutti», dichiara il sindaco di Castenedolo, Pierluigi Bianchini. «Speriamo che tanti altri Comuni scelgano di unirsi a questo percorso, per costruire insieme un sistema agricolo più giusto. Allo stesso tempo, vogliamo esprimere il nostro sostegno alle piccole realtà agricole locali, che ogni giorno lavorano con cura e rispetto per la terra, rappresentando un’alternativa concreta e preziosa».

Gli impatti degli allevamenti intensivi sull’ambiente e le implicazioni connesse alla salute umana sono ormai ampiamente documentati: a livello nazionale il settore zootecnico è responsabile di oltre due terzi delle emissioni nazionali di ammoniaca (seconda fonte di formazione delle polveri fini, PM2,5, che causano decine di migliaia di morti premature ogni anno) e dell’inquinamento causato da eccessivi carichi di azoto e derivati nel terreno e nelle acque, con l’Italia sotto procedura d’infrazione per il mancato adeguamento alla Direttiva nitrati e il mancato raggiungimento di “buono stato” di tutte le acque, come previsto dalla Direttiva acque. Per questo, nel marzo 2024, Greenpeace Italia, ISDE, Lipu, Terra! e WWF Italia hanno presentato a Montecitorio la proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”, ad oggi sostenuta da 23 parlamentari di cinque diverse forze politiche, da decine di associazioni e comitati, ma ancora in attesa di discussione in Commissione Agricoltura alla Camera.

La proposta 1760 punta inoltre a rendere protagoniste le piccole aziende agricole zootecniche in Italia, incoraggiando la transizione ecologica di quelle grandi e medie attraverso un piano di riconversione del sistema finanziato con un fondo dedicato. Prevede nell’immediato una moratoria all’apertura di nuovi allevamenti intensivi e all’aumento del numero di animali allevati in quelli già esistenti. Stabilisce, inoltre, che vengano definiti criteri e modalità per la riorganizzazione produttiva degli allevamenti intensivi e il riconoscimento di adeguate risorse economiche per il sostegno ad aziende che già adottano buone pratiche agro-ecologiche e rispettose del benessere animale. A tal fine, prevede l’istituzione di un tavolo di partenariato tra attori economici, sociali, agenzie ed enti di ricerca per la redazione di un Piano nazionale di riconversione: in questa partita i Comuni, quali enti più vicini alla cittadinanza, hanno un ruolo cruciale nel promuovere politiche locali a favore di sostenibilità ambientale, socio-economica e salute pubblica, seguendo l’esempio dei primi tre Comuni che hanno scelto di agire.

QUI per consultare i documenti sulla proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”

Tag correlati

Esplora altri articoli su questi argomenti

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato

Related news

Ultime Notizie

Dalla Terra a Marte: annunciata la prima missione spaziale umana interplanetaria a bordo di Starship

Il comandante di Fram2 Chun Wang guiderà lo storico volo biennale verso il Pianeta Rosso dopo aver completato il viaggio intorno alla Luna con Dennis Tito.

25-05-2026

Dagli scarti di pomodoro e olive nascono i biopolimeri del futuro

Con un budget di 5,6 milioni di euro, il progetto unisce biocatalisi e intelligenza artificiale per convertire i residui agroalimentari del Mediterraneo in materiali avanzati per automotive, tessile e packaging con una riduzione della CO2 del 50%.

25-05-2026

Inventory Management: la gestione intelligente delle scorte come risposta alle tensioni della supply chain

Dall’analisi dei consumi alla programmazione delle scorte e la riduzione dei costi nascosti: l’approccio di Hoffmann Group per affrontare le nuove sfide della Supply Chain

25-05-2026

Monitoraggio dei dipendenti per addestrare l’AI: un interessante intervento dell’avv. Giulietta Bergamaschi, Lexellent

Lavoro e intelligenza artificiale tra legalità e paradossi etici: c'è il rischio di “addestrare il proprio sostituto”.

25-05-2026

Notizie più lette

1 Giuria americana si schiera con OpenAI e respinge la causa da 150 miliardi di dollari intentata da Elon Musk

Verdetto unanime a Oakland: le accuse di aver tradito la missione no-profit originale sono state presentate oltre i termini massimi di prescrizione previsti dalla legge.

2 Il business delle Smart City in Italia vale 1 miliardo di euro ma un comune su cinque è senza strategia Post-PNRR

La Ricerca dell'Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, se da una parte mette al centro i settori trainanti come la mobilità intelligente (220 milioni di euro) e l'illuminazione pubblica (200 milioni), seguiti da monitoraggio ambientale e sicurezza, mette in risalto la conclusione del PNRR, prevista per giugno 2026 che sta aprendo una fase di profonda incertezza: il 22% dei comuni italiani non ha ancora una strategia per garantire la continuità dei progetti nel post PNRR.

3 Gricar acquisisce il 100% di Farmaceutical Group: al via un piano di espansione produttiva e nuove assunzioni

L’operazione punta a rafforzare l’integrazione industriale tra le due aziende, ampliando capacità produttiva, competenze tecnologiche e servizi dedicati allo sviluppo di nuovi prodotti per il mercato nutraceutico e medicale.

4 Con il progetto RAIL, la Lombardia punta a diventare hub europeo per le sperimentazioni

In occasione della Giornata Internazionale dei Trial Clinici, International Clinical Trials' Day, Assolombarda presenta i dati e le proposte del progetto RAIL per rafforzare la competitività della Lombardia nella ricerca clinica. La regione ospita già il 43% delle sperimentazioni condotte in Italia, ma restano nodi critici da sciogliere per attrarre più investimenti e accelerare l'avvio degli studi.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.5.0 - 4.6.4