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Milano-Cortina 2026: l'impiego del legno PEFC nelle strutture ha evitato 6.764 tonnellate di CO2

L’impiego del legno certificato PEFC per tre grandi opere dei Giochi Olimpici invernali ha consentito di evitare l’emissione in atmosfera di 6.764 tonnellate di CO₂, grazie alla scelta del legno in sostituzione dell’acciaio strutturale.

Transizione Energetica / Sostenibilità

Le imminenti Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 rappresentano un’occasione concreta per portare la bioedilizia nei cantieri delle grandi opere, sperimentando modelli avanzati di edilizia responsabile anche in ambito infrastrutturale. In questo scenario, il legno certificato PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification schemes) - ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale - si conferma uno dei materiali chiave per coniugare prestazioni costruttive e impatto ambientale, grazie a tre fattori determinanti: gestione forestale sostenibile, tracciabilità della filiera e controllo documentale verificato da terza parte.

A partire dal contesto alpino del Trentino, dove lo Stadio del Fondo di Lago di Tesero simboleggia un esempio storico di costruzione e riqualificazione orientata alla durabilità, fino al contesto urbano di Milano, con il nuovo Villaggio Olimpico di Porta Romana che integra soluzioni in legno certificato per la sua origine sostenibile usato per i tamponamenti - il percorso tracciato dall’edilizia dei grandi eventi esemplifica il suo ruolo di acceleratore di qualità, innovazione e responsabilità ambientale, con ricadute concrete sul territorio ben oltre il tempo dell’evento.

Caso alpino: Edificio TV e Stadio del Fondo di Lago di Tesero (TN)

In Trentino, il Centro del Fondo di Lago di Tesero in Val di Fiemme, rappresenta uno dei casi più emblematici di applicazione del legno certificato PEFC in ambito sportivo e infrastrutturale: un contesto in cui la sostenibilità non è un elemento accessorio ma un’impostazione progettuale che lega materia prima, filiera locale e qualità dell’opera nel tempo. Qui la certificazione consente di trasformare una scelta costruttiva in un dato verificabile, valorizzando la provenienza responsabile del legno e la tracciabilità lungo l’intera filiera. Il legno certificato diventa così il punto di incontro tra gestione forestale, capacità produttiva del territorio e obiettivi di lungo periodo: l’esperienza dell’Edificio TV, realizzato per i Mondiali di Sci Nordico 2013 e oggi parte della legacy dell’impianto, dimostra come la filiera possa essere documentata e controllata in modo rigoroso anche in opere ad alta visibilità. Allo stesso tempo, la riqualificazione dello Stadio del Fondo “Fabio Canal”, con interventi su edifici e rivestimenti, conferma la logica del “costruire per restare”, adottando soluzioni in legno ingegnerizzato e certificato PEFC orientate a consolidare il valore dell’infrastruttura oltre l’evento e a generare benefici concreti per la comunità locale nel medio-lungo periodo. 

Edificio TV del Centro del Fondo di Lago di Tesero 

Realizzato in occasione dei Mondiali di Sci Nordico 2013, l’Edificio TV del Centro del Fondo di Lago di Tesero è un best case della Certificazione di Progetto PEFC che consente di attestare in modo documentato e verificato l’impiego di legno proveniente da filiera certificata. Per l’Edificio TV di Lago di Tesero – certificato secondo lo standard PEFC di tracciabilità (tecnicamente chiamato “Catena di Custodia”) – sono stati utilizzati 12.926,98 m² di materiale legnoso proveniente da filiera interamente certificata PEFC, tracciabile e verificata da terza parte, così articolati:

  • 724,48 m² di tavolato in abete rosso e 7.394,43 m² di listoni della Magnifica Comunità di Fiemme (TN)
  • 202,72 m² di pareti e 727,97 m² di solai in XLam di abete rosso trentino
  • 877,38 m² di rivestimenti e montanti in larice provenienti da boschi trentini

Dal punto di vista tecnico, i pannelli XLam presentano spessori variabili tra 81 mm (pareti interne) e 285 mm (tetto), mentre sul piano ambientale la scelta di legname locale trentino ha contribuito a ridurre l’impatto emissivo legato ai trasporti, con circa 60 tonnellate di CO₂ equivalente evitate (ordinariamente il legname viene importato da Paesi distanti centinaia di chilometri, con trasporti su gomma).

Stadio del Fondo – riqualificazione del Centro del Fondo “Fabio Canal”


Accanto all’esperienza dell’Edificio TV, il Centro del Fondo “Fabio Canal” è stato interessato da un percorso di riqualificazione che integra materiali certificati e una filosofia orientata alla durabilità, in linea con un approccio di lungo periodo che punta a lasciare al territorio infrastrutture funzionali, utilizzabili oltre l’evento e capaci di stoccare CO2 all’interno del legno utilizzato. Sono stati complessivamente impiegati:

  • 443 m² di pannelli XLam in abete alpino
  • 19,5 m³ di legno lamellare in abete della Val di Fiemme
  • 36 m³ di legno lamellare in larice alpino per le facciate vetrate
  • 344 m² di listoni in larice della Val di Fiemme per i rivestimenti dei prospetti

L’utilizzo di materiali certificati e tracciabili rafforza, anche in questo caso, l’idea di una filiera capace di collegare gestione responsabile del bosco e realizzazione di infrastrutture sportive orientate alla legacy e al valore durevole per le comunità locali.

Caso urbano: il Villaggio Olimpico di Milano (Porta Romana)

Se il Trentino rappresenta un esempio alpino di filiera corta e legacy, il Villaggio Olimpico di Milano, nell’area ovest dell’ex Scalo di Porta Romana, offre un caso urbano ad alta visibilità in cui le scelte costruttive legate al legno certificato entrano nella realizzazione di un’infrastruttura destinata ad avere una vita lunga anche oltre i Giochi. Il Villaggio Olimpico è concepito per accogliere temporaneamente gli atleti durante l’evento e diventare successivamente uno studentato, confermando una strategia di riuso e continuità d’impiego coerente con le nuove aspettative di sostenibilità del costruito. Il progetto è stato realizzato utilizzando pannelli XLam in legno certificato PEFC per le pareti di tamponamento, con un’estensione pari a circa 15.000 m².

Una scelta che consente di integrare criteri di tracciabilità e trasparenza dei materiali anche in un contesto urbano in cui la qualità delle opere e la documentazione di filiera rappresentano elementi sempre più rilevanti per amministrazioni, cittadini e stakeholder.

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