Avio lavorerà allo sviluppo di uno stadio orbitale riutilizzabile, concettualmente simile allo Starship di SpaceX, e dei relativi sistemi a terra
Le Agenzie spaziali di tutto il mondo hanno guardato con molto interesse a quanto in questi anni SpaceX ha fatto nel comparto dei vettori spaziali riutilizzabili. Prima con Falcon 9, che ha un "booster" recuperabile e riutilizzabile, e poi soprattutto con Starship, che mira ad essere un veicolo completamente riutilizzabile. La strada da fare per arrivare a quel risultato è ancora lunga, quantomeno però è stata tracciata.
La parziale riusabilità di Falcon 9 è un obiettivo più raggiungibile per chi sta cercando di emulare SpaceX, ma la totale riusabilità di Starship ha ovviamente una importanza decisamente maggiore per chi punta - e tutti intendono farlo - ad avere una base tecnologica per abilitare programmi di lancio ad alta frequenza ma con costi "gestibili".
È in questo senso che va visto il contratto siglato tra l'Agenzia Spaziale Europea ESA e l'italiana Avio, che di esperienza in campo Space Economy ne ha già parecchia. Il contratto, del valore di 40 milioni di euro, prevede che Avio sviluppi le tecnologie necessarie alla dimostrazione in volo di uno stadio superiore riutilizzabile. Lo sviluppo riguarda sia i segmenti di volo che quelli di terra.

Questa attività di sviluppo durerà due anni, alla fine dei quali Avio rilascerà - si spiega - "i requisiti, il design di sistema e le tecnologie abilitanti necessarie per sviluppare un dimostratore in grado di ritornare in sicurezza sulla Terra e di essere riutilizzato per missioni future". Questo non vuol dire che tra due anni Avio farà volare qualcosa, ma che saranno state messe le basi per i successivi lavori di realizzazione.
Tecnicamente, il lavoro che si appresta a portare avanti Avio sfocerà nel "preliminary design" di uno stadio superiore riusabile e di tutto quello che deve supportarlo. Questo progetto preliminare verrà validato dall'ESA, in una fase che è standard per qualsiasi nuovo progetto spaziale e che tipicamente precede di diversi anni il completamento di un progetto. Nel caso del vettore europeo Ariane 6, si è fatto notare, dal progetto preliminare al primo lancio passarono otto anni. Qui, le cose sono ancora più complesse.
Finora, la stragrande maggioranza dei progetti - di Agenzie spaziali come di startup private, negli USA e non solo - di "riuso spaziale" si sono limitati a progettare stadi inferiori ("booster") riusabili. Lo stadio superiore, anche detto stadio orbitale, è l’ultima parte di un razzo che porta il carico utile in orbita. Finora, solo SpaceX ha dimostrato la possibilità di riutilizzarne uno. Non a caso, l'immagine "concept" che ESA ha rilasciato annunciando il nuovo progetto combina uno stadio inferiore molto simile ai booster Ariane con uno stadio orbitale pressoché identico a Starship. Ci sarà tempo per sviluppare approcci diversi, se necessario.
Avio può giocare il suo ruolo in questa particolare partita anche grazie alla sua autonomia operativa. Non è più infatti strettamente legata al consorzio europeo Arianespace, anche se è uno dei fornitori principali per i vettori Ariane e per i nuovi Vega. Avio ha poi una ampia esperienza nello sviluppo di sistemi di propulsione liquida, in particolare quelli che utilizzano ossigeno liquido e metano.
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