: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Il progetto sarà presentato da ENEA a ECOMED, la manifestazione di riferimento per la Sicilia e il Mediterraneo nel campo delle tecnologie ambientali e dei sistemi energetici (Catania, 15-17 aprile)
Realizzare nuovi biofertilizzanti utilizzando rifiuti urbani, scarti agroalimentari e ceneri vulcaniche. È l’obiettivo del progetto europeo LANDFEED che ENEA presenta a ECOMED, la manifestazione di riferimento per la Sicilia e il Mediterraneo nel campo delle tecnologie ambientali e dei sistemi energetici (Catania, 15-17 aprile). ENEA sarà presente alla fiera catanese con uno stand (padiglione 2 n. 301-303) e un calendario di convegni tematici dedicati ai temi dell’economia circolare, della simbiosi industriale e della risorsa idrica. Per il progetto, ENEA svilupperà una piattaforma web di simbiosi industriale che servirà a semplificare la gestione dei diversi residui e a favorirne l’utilizzo nella produzione di biofertilizzanti
“Il progetto LANDFEED punta a rispondere a questa sfida recuperando nutrienti preziosi dai rifiuti e sottoprodotti agricoli, forestali, industriali e urbani, contribuendo così non solo alla riduzione degli scarti, alla sicurezza alimentare, all’agricoltura sostenibile ma anche alla creazione di un mercato europeo di biofertilizzanti, considerato che gran parte di questi prodotti proviene da importazioni estere”, spiega la referente ENEA del progetto, Antonella Luciano, ricercatrice del Laboratorio Strumenti per la sostenibilità e circolarità di sistemi produttivi e territoriali.
“In questo modo saremo in grado di coordinare l’intero processo produttivo, promuovendo la collaborazione e lo scambio di sottoprodotti e scarti tra aziende in un sistema di simbiosi industriale”, aggiunge Luciano, “Inoltre - prosegue - daremo il nostro contributo per implementare un ‘passaporto digitale del prodotto’ per i fertilizzanti biologici, in modo da garantire la tracciabilità lungo l’intera catena di approvvigionamento e produzione, ottimizzando quindi l’uso di diversi residui organici, in base ai principi dell’economia circolare”.
Oltre allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero dei nutrienti destinati alla produzione di fertilizzanti di origine biologica, nell’ambito del progetto verranno sviluppati rivestimenti di nuova generazione a base di chitosano e microalghe, capaci di migliorarne l’efficienza grazie a meccanismi di rilascio controllato dei nutrienti. In questo modo, LANDFEED contribuirà a una gestione più efficiente dei concimi, ottimizzando i raccolti, riducendo le emissioni di gas serra, minimizzando l’impatto sulle risorse idriche e favorendo il ripristino della salute del suolo grazie al miglioramento della sua biodiversità.
Il progetto prevede cinque casi studio europei che si differenziano tra loro per tipologia e trattamento di rifiuti organici utilizzati. Il progetto pilota italiano verrà condotto in Sicilia dall’Università degli Studi di Catania, in collaborazione con ENEA, e si concentrerà su un mix di rifiuti che comprendono fanghi provenienti dagli impianti di trattamento delle acque reflue (industriali e non) e dagli allevamenti di pesci d’acqua dolce, residui provenienti dalla coltivazione di microalghe e il digestato ottenuto dai residui agricoli. A questi si aggiungeranno i sottoprodotti industriali della lavorazione delle arance e la cenere vulcanica dell’Etna, un residuo ricco di minerali utili per il suolo. “Tutti questi residui, seppur di natura diversa, saranno trattati attraverso un processo sostenibile che permetterà di trasformarli in un prodotto utile per l’agricoltura, all’interno di un sistema di simbiosi industriale che ottimizza l’utilizzo delle risorse disponibili, riducendone l’impatto ambientale”, conclude Luciano.
L'investimento è pari a 550.000 euro. La startup è entrata nella “TOP 100 Startup Italiane” selezionate da Forbes e Ventive e ha ricevuto la menzione speciale “ENI Joule for Entrepreneurship”, nell’ambito del premio ENI Award, che mira a valorizzare le migliori idee imprenditoriali innovative e sostenibili.
16-02-2026
Attraverso la sinergia tra centri di ricerca e privati, MEDWISE affronta la gestione dei rifiuti organici nei Paesi mediterranei ancora legati allo smaltimento in discarica.
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Thomas Saueressig, membro dell’Executive Board di SAP, Customer Services & Delivery. “In un contesto di sicurezza sempre più volatile, le forze armate hanno bisogno di sistemi affidabili, resilienti, interoperabili e sovrani. Con il nostro Defense Innovation Hub, SAP dimostra come le piattaforme digitali possano rafforzare la maturità operativa preservando al contempo controllo, conformità e libertà d’azione”.
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Positivo anche l'impatto digitale dei Giochi, che sui social hanno generato 46 milioni di reazioni, 3 milioni di interazioni e un aumento del 292% dei follower, mentre gli utilizzatori del sito web dei Giochi e delle app sono 89 milioni.
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Al centro di qualche polemica, le medaglie, da sempre, sono il sogno degli atleti. Durante l'evento olimpionico in corso in questi giorni verranno assegnate 245 medaglie d’oro, 245 di argento e 245 di bronzo per i soli Giochi Olimpici. A cui si aggiungono 137 medaglie d’oro, 137 di argento e 137 di bronzo per i Giochi Paralimpici. Ma come sono fatte realmente le medaglie? Ve lo spieghiamo, partendo dal fatto che si differenziano tra "Olimpiadi" e "Paralimpiadi" per il logo.
Il bando punta a rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale sostenendo start-up capaci di trasformare ricerca e innovazione in valore economico e occupazionale.
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