Il progetto sarà presentato da ENEA a ECOMED, la manifestazione di riferimento per la Sicilia e il Mediterraneo nel campo delle tecnologie ambientali e dei sistemi energetici (Catania, 15-17 aprile)
Realizzare nuovi biofertilizzanti utilizzando rifiuti urbani, scarti agroalimentari e ceneri vulcaniche. È l’obiettivo del progetto europeo LANDFEED che ENEA presenta a ECOMED, la manifestazione di riferimento per la Sicilia e il Mediterraneo nel campo delle tecnologie ambientali e dei sistemi energetici (Catania, 15-17 aprile). ENEA sarà presente alla fiera catanese con uno stand (padiglione 2 n. 301-303) e un calendario di convegni tematici dedicati ai temi dell’economia circolare, della simbiosi industriale e della risorsa idrica. Per il progetto, ENEA svilupperà una piattaforma web di simbiosi industriale che servirà a semplificare la gestione dei diversi residui e a favorirne l’utilizzo nella produzione di biofertilizzanti
“Il progetto LANDFEED punta a rispondere a questa sfida recuperando nutrienti preziosi dai rifiuti e sottoprodotti agricoli, forestali, industriali e urbani, contribuendo così non solo alla riduzione degli scarti, alla sicurezza alimentare, all’agricoltura sostenibile ma anche alla creazione di un mercato europeo di biofertilizzanti, considerato che gran parte di questi prodotti proviene da importazioni estere”, spiega la referente ENEA del progetto, Antonella Luciano, ricercatrice del Laboratorio Strumenti per la sostenibilità e circolarità di sistemi produttivi e territoriali.
“In questo modo saremo in grado di coordinare l’intero processo produttivo, promuovendo la collaborazione e lo scambio di sottoprodotti e scarti tra aziende in un sistema di simbiosi industriale”, aggiunge Luciano, “Inoltre - prosegue - daremo il nostro contributo per implementare un ‘passaporto digitale del prodotto’ per i fertilizzanti biologici, in modo da garantire la tracciabilità lungo l’intera catena di approvvigionamento e produzione, ottimizzando quindi l’uso di diversi residui organici, in base ai principi dell’economia circolare”.
Oltre allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero dei nutrienti destinati alla produzione di fertilizzanti di origine biologica, nell’ambito del progetto verranno sviluppati rivestimenti di nuova generazione a base di chitosano e microalghe, capaci di migliorarne l’efficienza grazie a meccanismi di rilascio controllato dei nutrienti. In questo modo, LANDFEED contribuirà a una gestione più efficiente dei concimi, ottimizzando i raccolti, riducendo le emissioni di gas serra, minimizzando l’impatto sulle risorse idriche e favorendo il ripristino della salute del suolo grazie al miglioramento della sua biodiversità.
Il progetto prevede cinque casi studio europei che si differenziano tra loro per tipologia e trattamento di rifiuti organici utilizzati. Il progetto pilota italiano verrà condotto in Sicilia dall’Università degli Studi di Catania, in collaborazione con ENEA, e si concentrerà su un mix di rifiuti che comprendono fanghi provenienti dagli impianti di trattamento delle acque reflue (industriali e non) e dagli allevamenti di pesci d’acqua dolce, residui provenienti dalla coltivazione di microalghe e il digestato ottenuto dai residui agricoli. A questi si aggiungeranno i sottoprodotti industriali della lavorazione delle arance e la cenere vulcanica dell’Etna, un residuo ricco di minerali utili per il suolo. “Tutti questi residui, seppur di natura diversa, saranno trattati attraverso un processo sostenibile che permetterà di trasformarli in un prodotto utile per l’agricoltura, all’interno di un sistema di simbiosi industriale che ottimizza l’utilizzo delle risorse disponibili, riducendone l’impatto ambientale”, conclude Luciano.
Esplora altri articoli su questi argomenti
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Al via un doppio progetto sperimentale incentrato sull'agricoltura rigenerativa e sulle tecnologie data-driven, mirato a sviluppare e tracciare proteine green ad altissime performance nutrizionali e ambientali.
19-05-2026
Lanciate da Cape Canaveral a bordo della missione SpaceX CRS-34, sedici unità tecnologiche studiano in microgravità terapie innovative contro l'osteoporosi e la perdita di massa ossea per rivoluzionare le cure cliniche sia sulla Terra che in orbita.
19-05-2026
Questo hub di formazione globale ha sede nel Connected Intelligence Studio di Cisco presso H-Farm, il principale acceleratore tecnologico in Italia. Gli studenti della Networking Academy avranno l'opportunità di sperimentare le più recenti tecnologie Cisco per contribuire a risolvere le sfide aziendali e sociali più urgenti.
19-05-2026
Verdetto unanime a Oakland: le accuse di aver tradito la missione no-profit originale sono state presentate oltre i termini massimi di prescrizione previsti dalla legge.
19-05-2026
Verdetto unanime a Oakland: le accuse di aver tradito la missione no-profit originale sono state presentate oltre i termini massimi di prescrizione previsti dalla legge.
Uno studio IWG delinea i prossimi 25 anni: addio ai pendolari e alla giornata 9-18 in favore di ambienti intelligenti e connessioni cerebrali.
Per circa 2.000 ore, uno dei motori della nave da crociera MSC Opera è stato alimentato esclusivamente dal biocarburante HVO, di origine biogenica al 100%, dimostrando che la decarbonizzazione delle grandi navi da crociera è una realtà immediatamente applicabile senza necessità di interventi strutturali o aggiornamenti tecnologici ai propulsori esistenti.
Il 2025 Sustainability Report è allineato ai principali framework di rendicontazione sulla sostenibilità, tra cui: la Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), gli Standard del Global Reporting Initiative (GRI), gli Standard del Sustainability Accounting Standards Board (SASB) e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (UN SDGs).