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Parte dall’Italia la rete di Data Center regionali per il Sud Europa di Mediterra

“I nostri piani prevedono in 24 mesi progetti per oltre 150 milioni di euro, prima nel Centro-Nord e poi nel Sud Italia”, spiega il CEO Emmanuel Becker

Transizione Energetica / Sostenibilità

In Italia il settore Data Center è in espansione da diversi anni, e i recenti dati per il 2024 dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano confermano il trend, con 10 miliardi di investimenti previsti nel 2025 e 2026, e un ulteriore aumento della potenza installata, salita a 513 MW (+17% rispetto al 2023). Di questi, poco meno della metà (238 MW) sono nella zona di Milano, che ormai è uno dei più importanti hub Data Center europei, alle spalle dello storico gruppo “FLAPD” (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi, Dublino).

In questo scenario di notevole crescita, ma fortemente polarizzato sulla Lombardia, molti operatori di data center esistenti e nuovi stanno scommettendo sullo sviluppo del Centro-Sud Italia. Grazie alla posizione geografica, alla crescente domanda locale di connettività e colocation e disponibilità di energia da fonti rinnovabili, e agli investimenti infrastrutturali (campus e cavi sottomarini) in corso, questa regione infatti può diventare un hub strategico di data center per tutto il Mediterraneo.

Uno dei casi più recenti di nuovi operatori è Mediterra Datacenters, che punta a costruire una rete di Data Center Premium regionali nel Sud Europa partendo appunto dall’Italia. Mediterra si è presentata ufficialmente alla stampa pochi giorni fa nel suo quartier generale a Milano. Sarà guidata da Emmanuel Becker, già a capo di Data4 e di Equinix in Italia e presidente di IDA, l’associazione degli operatori di data center in Italia, e ha come unico azionista il fondo PEIF III (Pan-European Infrastructure III) di DWS Infrastructure, asset manager controllato da Deutsche Bank.

Il punto di partenza è Cloud Europe a Roma

Il punto di partenza operativo di Mediterra è stato l’acquisizione a Roma di Cloud Europe, un data center Tier IV nel Tecnopolo Tiburtino, con un investimento che arriverà a 80 milioni di euro, considerando anche i progetti di espansione e avanzamento tecnologico previsti entro fine anno, ha spiegato Becker.

“Ma siamo impegnati in discussioni esclusive su altri investimenti per oltre 100 milioni di euro nel Centro-Nord Italia, mentre la nostra pipeline complessiva prevede, nei prossimi 24 mesi, ulteriori progetti che superano i 150 milioni con sviluppi significativi anche nel Sud Italia, e più a lungo termine l’espansione anche in Francia, Spagna e Portogallo”.

L’idea di iniziare dall’Italia nasce appunto dalla volontà di sfruttare la posizione nel centro del Mediterraneo, continua Becker. “In Italia ci sono decine di grandi piattaforme data center concentrate intorno a Milano, e molti edge data center sparsi sul territorio, che però sono piccoli e con servizi non abbastanza sviluppati per attrarre i grandi XSP, cioè hyperscaler, cloud service provider, ISP”.

"Vogliamo colmare il gap tra edge e grandi data center"

L’obiettivo di Mediterra è di colmare il gap tra edge e grandi data center, proponendosi come operatore carrier-neutral che offre servizi “premium” - dall’accesso ai principali service provider (Network, Application, Security…) a soluzioni a valore aggiunto di colocation e connettività abilitati dall’alleanza con partner territoriali e locali – appunto attraverso una rete di data center regionali.

“Pensiamo a città “tier 2” in termini di densità di popolazione, PIL e attori digitali, cioè zone geografiche dove la domanda di servizi digitali supera l’offerta, in modo da attirare gli XSP e portarli in queste zone”, precisa Becker.

La scelta di quali città e zone, aggiunge Alessandro Mussari, Senior Principal di DWS Group, dipenderà da molti fattori, tra cui opportunità, domanda, disponibilità delle autorità locali e velocità degli iter permessistici. “DWS Infrastructure ha una forte presenza in Italia e un portafoglio di investimenti che tra diversi settori - transizione energetica, energie rinnovabili, trasporti – comprende anche i data center, settore in cui ha fondato NorthC, il principale fornitore indipendente di colocation regionale nei Paesi Bassi”.

Anche la scelta di costruire data center da zero o riqualificare strutture esistenti dipenderà dalle opportunità che ci si presenteranno, sottolinea Becker: “Lavoriamo in parallelo su entrambe le cose, ma sicuramente non faremo grandi data center che usano l’alta tensione, ci limiteremo alla media tensione puntando su strutture installabili in qualche mese invece che in anni: in molte aree non c’è bisogno di campus giganteschi e non vogliamo consumare territorio, al massimo recuperermo aree industriali dismesse bonificandole, e ci impegnamo a usare energia ‘green’”.



Da sinistra Emmanuel Becker, CEO di Mediterra Datacenters, e Alessandro Mussari, Senior Principal di DWS Group

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