Fase Nomination: lascia il tuo voto agli Italian Security Awards 2026
A un anno dalla presentazione della proposta di legge per andare oltre gli allevamenti intensivi, le associazioni promotrici (Greenpeace Italia, ISDE-Medici per l’Ambiente, Lipu, Terra! e WWF Italia) chiedono alla Commissione Agricoltura di avviare l’iter della legge. E' di pochi giorni fa la lettera di un gruppo di scienziati alla rivista Science, nella quale si esprime forte preoccupazione per il rischio di una nuova pandemia di influenza aviaria.
Un anno dopo la presentazione della proposta di legge per andare oltre gli allevamenti intensivi, ci sono ancora più motivi per introdurre un nuovo sistema. A iniziare dalla salute umana: è di pochi giorni fa la lettera di un gruppo di scienziati alla rivista Science, nella quale si esprime forte preoccupazione per il rischio di una nuova pandemia di influenza aviaria.
Dopo avere compiuto il salto di specie nei mammiferi, il virus ha già causato infezioni soprattutto tra i lavoratori degli allevamenti di bovini negli Stati Uniti. Insieme all’antibiotico-resistenza, l'avaria rappresenta oggi una delle principali preoccupazioni per la salute pubblica, strettamente legata al modello degli allevamenti intensivi.
Ma non è l’unico problema: gli allevamenti intensivi sono anche la seconda causa in Italia di formazione di polveri fini (PM2,5), che ogni anno causano circa 50.000 morti premature solo nel nostro Paese.
Numeri allarmanti che faticano a trovare uno spazio nelle decisioni politiche, tanto in Italia come in Europa. Lo dimostra il documento sulla visione dell’agricoltura e l’alimentazione presentato dalla Commissione europea il 19 febbraio scorso, insufficiente ad avviare la giusta transizione nei modelli di produzione e consumo nelle filiere agroalimentari.
Proprio per aprire uno spazio di cambiamento e di confronto, cinque associazioni (Greenpeace Italia, ISDE, Lipu, Terra! e WWF Italia) hanno promosso la proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”, ad oggi sostenuta da 23 parlamentari di cinque diverse forze politiche, da decine di associazioni e comitati, e sulla quale decine di Comuni si stanno attivando attraverso una mozione consiliare. Un interesse al momento non condiviso dalla Commissione Agricoltura della Camera, dove il primo anniversario della proposta di legge trova il testo fermo e silenzioso.
Eppure, l’interesse collettivo sull’argomento è ampio, non solo per gli impatti del settore zootecnico su salute e territorio, ma anche per quelli sulle aziende stesse. Dal 2010 al 2020, infatti, il numero di aziende agricole è diminuito di ben 487.000 unità (da 1.620.884 a 1.133.023), e sono principalmente quelle di piccola dimensione a essere spinte fuori mercato. Il modello agroecologico, invece, alla base della proposta di legge, metterebbe al centro delle politiche e degli investimenti pubblici proprio le piccole aziende che ora faticano a rimanere aperte, utilizzando i fondi pubblici che attualmente vengono assorbiti in gran parte dalle più grandi.
La proposta di legge prevede, infatti, un apposito fondo per la transizione agroecologica del settore, da normare attraverso un tavolo di confronto che porti alla scrittura condivisa di un Piano Nazionale. A un anno dalla presentazione della proposta, le cinque associazioni promotrici chiedono alla Commissione Agricoltura di avviare l'iter legislativo e alle forze politiche in Parlamento, così come alle istituzioni locali, di prendere una posizione chiara per un cambiamento non più rimandabile. Possiamo farlo in modo condiviso e graduale, ma è necessario iniziare subito.
Esplora altri articoli su questi argomenti
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Un nuovo studio pubblicato su Nutrients da UniTS, Fondazione Italiana Fegato e Università di Padova dimostra come una dieta ricca di grassi e zuccheri modifichi la risposta genica dei muscoli durante la crescita in modo differente tra maschi e femmine.
24-10-2026
Spin-off accademico fondato nel 2025, la società sviluppa micro-bioraffinerie modulari che consentono alle aziende agricole di produrre bioetanolo ad uso proprio, abbattendo fino al 60% i costi di produzione ed eliminando la CO2 fossile.
24-10-2026
L'operazione, prima acquisizione di terze parti dall'ingresso di Foresight nel capitale, porta il portafoglio gestito dal gruppo torinese a oltre 2 GW tra solare fotovoltaico, accumulo a batteria ed eolico onshore.
23-10-2026
L'azienda deep-tech presenta a CES Unveiled Milan un piano strategico per una rete di Data Factory su tre siti — a partire da un primo hub di 5.000 metri quadrati in Italia — alimentata dalla potenza di calcolo di AMD Helios per accelerare la robotica umanoide industriale e rafforzare la sovranità tecnologica europea.
23-10-2026
L’obbligo, entrato in vigore il 22 ottobre, si applica a 11 categorie di prodotti regolamentati dall'UE per requisiti di riparabilità: smartphone, tablet e telefoni cordless, lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, apparecchi di refrigerazione e asciugabiancheria, display elettronici e aspirapolvere, server e sistemi di archiviazione dati, mezzi di trasporto che incorporano specifiche batterie. La normativa ha validità retroattiva per beni venduti dal 31 luglio
Il superamento dei limiti fisici della registrazione magnetica perpendicolare apre la strada a nuove architetture a dodici dischi e a sistemi di scrittura assistita per far fronte all'aumento globale dei volumi di dati.
Il Politecnico di Milano analizza le novità introdotte dal decreto legislativo sul Codice della Strada, evidenziando la necessità di consentire la guida senza conducente per sbloccare opportunità industriali e benefici socioeconomici per oltre 6 miliardi di euro.
Al Solar Wellness Day di Elmec Solar, imprese ed esperti si sono confrontati su come mantenere gli impianti fotovoltaici efficienti, sicuri e redditizi nel tempo. Con le nuove regole antincendio per molte imprese la manutenzione diventa un obbligo, mentre le batterie di accumulo trasformano l’energia del sole in una risorsa da usare quando conviene.