: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
L'evento Alternative ha tracciato la rotta per il futuro delle proteine alternative, con esperti e imprenditori riuniti all'Università di Milano-Bicocca per discutere su innovazioni e sfide del settore.
Il 25 febbraio 2025, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha ospitato Alternative, "Proteine alternative: innovazioni, sfide e opportunità", l’evento che ha riunito esperti del settore agroalimentare e biotecnologico, ricercatori, istituzioni e imprenditori per discutere sul futuro delle proteine alternative. L'incontro si è concentrato sull'esplorazione di nuove fonti proteiche per rispondere alle sfide globali in ambito alimentare, ambientale e sociale, puntando su sostenibilità, innovazione scientifica e opportunità di mercato.
Un ulteriore passo avanti in questa prospettiva sarà l’appuntamento del 21 ottobre 2025 con gli Stati Generali delle Proteine Alternative. Un momento di confronto tra ricercatori, imprenditori e rappresentanti istituzionali del settore, in cui saranno condivise le migliori strategie per coniugare innovazione, sostenibilità e sviluppo economico. Una giornata di lavori in cui saranno delineate le linee guida per uno sviluppo del sistema alimentare innovativo, inclusivo e sostenibile.
Anche in Italia il mercato delle proteine vegetali sta crescendo rapidamente, con un valore stimato di 746 milioni di euro per il 2024 e un incremento annuo del 5%.
Nel 2023, le vendite di prodotti plant-based hanno raggiunto i 641 milioni di euro, registrando un +16% rispetto al 2021. Particolarmente significativo è stato il boom dei formaggi vegetali, con un aumento delle vendite del 77% in soli due anni. Nonostante le sfide normative e burocratiche, il nostro Paese si conferma tra i leader europei nel consumo di proteine di origine vegetale, con una domanda in continua crescita.
Le proteine alternative – tra cui prodotti vegetali, carne coltivata e fermentazione di precisione – stanno emergendo come soluzioni fondamentali per ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura. Studi recenti evidenziano che la carne a base vegetale può abbattere le emissioni di gas serra fino al 94%, ridurre l’uso del suolo dell’89% e il consumo di acqua del 93% rispetto alla carne tradizionale. Anche la carne coltivata promette un notevole risparmio di risorse, con una riduzione dell’impatto climatico fino al 92% e un minor utilizzo di suolo del 90%.
Ma non si tratta solo di sostenibilità ambientale: il settore rappresenta anche un’enorme opportunità economica. Si stima che entro il 2050 il mercato globale delle proteine alternative possa superare i 900 miliardi di euro, creando circa 10 milioni di posti di lavoro.
Inoltre, Alternative ha acceso i riflettori sul tema della sicurezza alimentare, evidenziando il ruolo delle proteine alternative nel ridurre la dipendenza dalle importazioni e nel rafforzare la resilienza del sistema alimentare europeo. Oggi, circa il 45% dei raccolti europei è destinato all’alimentazione animale, ma grazie alle proteine alternative, che richiedono meno terra e risorse naturali, l’Europa potrebbe avvicinarsi a una maggiore autosufficienza alimentare.
Maurizio Bettiga, Ideatore e Chair di Alternative, ha ribadito l’importanza di investire in ricerca, innovazione e politiche pubbliche per accelerare la transizione verso un sistema alimentare più resiliente e sostenibile: "L'evento non solo ha dimostrato l'interesse di ricerca e industria per le proteine alternative, ma ha anche confermato che riunire tutti i portatori di interesse per una discussione aperta e costruttiva è una necessità e porta a risultati concreti, favorendo ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico ed una comunicazione efficace. Siamo pronti per continuare con questo modello agli Stati Generali delle Proteine Alternative".
L’evento ha inoltre sottolineato il ruolo chiave della ricerca scientifica. Università come Tor Vergata, Trento, Bologna e Torino stanno guidando lo sviluppo di tecnologie innovative, come la carne coltivata e la fermentazione di precisione, per migliorare la qualità e la sostenibilità delle nuove fonti proteiche.
Positivo anche l'impatto digitale dei Giochi, che sui social hanno generato 46 milioni di reazioni, 3 milioni di interazioni e un aumento del 292% dei follower, mentre gli utilizzatori del sito web dei Giochi e delle app sono 89 milioni.
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L'analisi del Centro Studi Gambling.com svela il profilo del pubblico dei Giochi invernali: il 53% appartiene a fasce di reddito elevate e il pubblico femminile raggiunge il 45%, contro il 31% medio di altre discipline sportive. Lo Snowboard e l'Hockey guidano i trend di ricerca.
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L’installazione, che si sviluppa su una lunghezza di 40 metri, si compone di due elementi architettonici distinti. Sfera di neve: concepita come spazio interattivo diurno al calar del sole, si trasforma in una superficie di proiezione per scenografici contenuti visivi generati dall’IA. Manto di cristallo: una struttura scultorea ispirata alla geometria cristallina della brina e dei fiocchi di neve, che ospita al suo interno l’esperienza immersiva di retail virtuale potenziata dall’IA.
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Dalla sua realizzazione sono attese risposte di grande rilievo scientifico e tecnologico ad alcune sfide ancora aperte sul cammino della produzione di energia da fusione, come ad esempio la gestione dei grandi flussi di potenza prodotti dal plasma.
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Al centro di qualche polemica, le medaglie, da sempre, sono il sogno degli atleti. Durante l'evento olimpionico in corso in questi giorni verranno assegnate 245 medaglie d’oro, 245 di argento e 245 di bronzo per i soli Giochi Olimpici. A cui si aggiungono 137 medaglie d’oro, 137 di argento e 137 di bronzo per i Giochi Paralimpici. Ma come sono fatte realmente le medaglie? Ve lo spieghiamo, partendo dal fatto che si differenziano tra "Olimpiadi" e "Paralimpiadi" per il logo.
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Secondo i dati rilevati dall'Osservatorio Internet of Things del PoliMi, l’Intelligenza Artificiale diventa il principale driver di innovazione e nascono nuovi modelli di servizio.