In via di completamento l’infrastruttura che servirà i treni Coradia di Alstom nella prima tratta a idrogeno italiana: la Brescia-Iseo-Edolo
FerrovieNord prosegue nei test operativi del suo primo treno a idrogeno - nonché primo in assoluto per le ferrovie italiane – e sta in particolare collaudando il suo nuovo impianto di manutenzione e di rifornimento di idrogeno di Rovato. Il collaudo è iniziato circa tre settimane fa e precede una successiva fase di corse prova su circuito, prima di tornare sulla tratta Brescia-Iseo-Edolo per ulteriori prove. L’avvio del servizio commerciale vero e proprio è previsto entro il primo semestre del 2026, una volta completate tutte le necessarie corse prova e ottenute le altrettanto necessarie autorizzazioni.
L’utilizzo di treni a idrogeno lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo fa parte del progetto H2iseO, che mira a realizzare la prima Hydrogen Valley italiana nel territorio bresciano. Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare in Valcamonica una filiera economica e industriale dell’idrogeno, a partire dal settore della mobilità, come anche quello di contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale. Il progetto prevede, tra l’altro, la messa in servizio di 14 nuovi treni ad idrogeno, in sostituzione dell’intera flotta diesel oggi circolante, e la realizzazione di tre impianti di produzione di idrogeno rinnovabile senza emissioni di CO2 a Iseo, Edolo, Brescia.
Il progetto H2iseO trasforma, come si usa dire, un problema in una opportunità. La tratta Brescia-Iseo-Edolo non può concretamente essere elettrificata perché si svolge in un territorio orograficamente complicato, con 28 gallerie e un forte dislivello di circa 500 metri. L’elettrificazione in effetti sarebbe possibile, ma con costi, disagi e impatti ambientali eccessivi. Escluso, per ovvi motivi di decarbonizzazione, l’utilizzo di treni a trazione diesel e non esistendo, al momento in cui è stata effettuata la valutazione di fattibilità, treni elettrici con batterie tali da compiere senza alimentazione l’intera tratta, la scelta dei treni a idrogeno è stata quasi automatica.

La realizzazione dell’impianto di rifornimento, deposito e manutenzione dei treni a Rovato fa ovviamente anch’essa parte del progetto. Si tratta del primo impianto ferroviario pensato, progettato e realizzato specificatamente per i treni a idrogeno. È dotato di cinque binari per la sosta dei treni all’aperto, di un impianto per la manutenzione treni e di uno per il rifornimento dei treni, che eroga idrogeno alla pressione di 350 bar. Tutto è realizzato nel pieno rispetto delle norme relative alla sicurezza associate alla presenza di idrogeno, con quindi una ampia dotazione di dispositivi di sicurezza che include anche sensori per la rilevazione di eventuali fughe di idrogeno e un impianto antincendio.
I treni a idrogeno acquistati per FerrovieNord sono i Coradia Stream H, prodotti da Alstom e caratterizzati da una capacità di 240 posti a sedere e un'autonomia superiore a 600 chilometri. L'energia consumata dal treno è generata nella carrozza intermedia - la cosiddetta "power car" - dove l'idrogeno immagazzinato si combina con l'ossigeno dell'aria esterna in celle a combustibile che producono energia elettrica. Alcune batterie agli ioni di litio ad alte prestazioni accumulano l'energia, che è utilizzata durante l'accelerazione per supportare le celle a combustibile.
Nei Coradia prodotti per FerrovieNord c’è, tra l’altro, molto Made in Italy: i treni sono infatti prodotti in quattro stabilimenti italiani di Alstom. A quello di Savigliano sono assegnati lo sviluppo, la certificazione, la produzione e il collaudo, mentre a Vado Ligure si effettua l'allestimento della "power car" in cui è installata la parte tecnologicamente innovativa legata all'idrogeno. Lo stabilimento di Sesto San Giovanni entra in gioco per i componenti e quello di Bologna per lo sviluppo del sistema di segnalamento.
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