Una indagine di Reichelt Elektronik mostra che le imprese manifatturiere italiane registrano diverse difficoltà nel loro percorso verso la digitalizzazione
Per comprendere meglio il rapporto tra manufacturing italiano e digitalizzazione, Reichelt Elektronik ha condotto un sondaggio su un campione di 250 responsabili tecnici italiani dell'industria manifatturiera. Portando come primo risultato una constatazione generale: la maggior parte delle aziende industriali italiane sta ottenendo grandi benefici dalla digitalizzazione, ma i processi di evoluzione tecnologica spesso non sono così validi come le aziende stesse credono.
Da un lato, cioè, le aziende hanno una visione molto positiva dei propri progressi. Ma dall'altro emergono chiaramente alcuni problemi importanti, in termini sia di infrastrutture tecniche, sia di organizzazione.
Lo dimostra in primis un chiaro gap di percezione nella valutazione generale dello stato della digitalizzazione in Italia. Nella classifica europea basata sull'indice DESI (Digital Economy and Society Index) l’Italia si colloca ben al di sotto della media, al 18° posto. Ma il campione dell'indagine ha affermato di ritenere che l'Italia si trovi tra il 5° e l’8° posto. Quindi, o le aziende italiane si sopravvalutano in termini di digitalizzazione, o sono effettivamente evolute ma non considerano di essere quasi un'eccezione nel panorama nazionale.

In generale, le aziende industriali italiane sono molto ottimiste sulla loro digitalizzazione. L'88% del campione giudica positivamente le iniziative di digitalizzazione intraprese finora, indicando in particolare che la digitalizzazione accelera i processi, fa risparmiare sui costi, aumenta la produttività, aiuta a sviluppare nuovi prodotti o soluzioni.
La maggior parte delle aziende (74%) misura il successo delle iniziative digitali utilizzando metriche precise come il time-to-market, la riduzione degli errori, il risparmio di materiale, l'aumento dei profitti. Ma solo il 36% stabilisce i KPI da raggiungere prima dell'inizio di un nuovo progetto. Guardando più al futuro, le aziende manifatturiere italiane pensano di implementare progetti principalmente nel campo della manutenzione predittiva e dell'intelligent machine monitoring (42% di citazioni), dell'automazione in produzione (35%), dell'AI (34%).
Certo non tutto va bene nel percorso della digitalizzazione. Luci ed ombre permangono ad esempio in una componente chiave della digitalizzazione: la connettività. L'82% del campione indagato è soddisfatto della velocità e della stabilità della propria connessione. Ma il 44% ritiene che la propria azienda disponga di prestazioni inferiori a quelle che l'infrastruttura dovrebbe garantire. E il 35% si lamenta di interruzioni della connessione Internet almeno una volta alla settimana.

A frenare la digitalizzazione sono anche temi organizzativi. Come la mancanza di un approccio strategico che integri maggiormente i processi digitali nel flusso di lavoro dell'azienda (56% di citazioni). O la necessità di una migliore formazione per gli impiegati (44%).
La carenza di manodopera qualificata è in generale un problema, che le aziende italiane pensano vada risolto con nuova formazione della forza lavoro (lo afferma il 31% del campione), più educazione digitale nelle scuole (29%) o l'utilizzo di strumenti smart che colmino le lacune di conoscenza dei dipendenti (26%).
Le aziende del manufacturing ce l'hanno ancora con un loro vecchio nemico: la burocrazia. È opinione diffusa che la PA sia in ritardo in materia di digitalizzazione e che i servizi digitali per le imprese non siano ancora sufficientemente sviluppati. Solo il 29% degli intervistati concorda sul fatto che le autorità pubbliche offrano loro buone soluzioni digitali per completare le attività amministrative.
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Francesco Pignatelli ha iniziato la sua storia d'amore con i computer e la tecnologia all'età di 14 anni, con il suo ZX81. Questo lo ha portato a una carriera nello sviluppo software e successivamente nel giornalismo informatico e tecnologico. Ha trascorso più di 25 anni occupandosi di un'ampia gamma di argomenti IT e tecnologici - telecomunicazioni, sicurezza informatica, sviluppo software, software aziendali, gestione della conoscenza - per molte delle più importanti riviste italiane di tecnologia business. È sempre alla ricerca di nuove soluzioni digitali e continua a scrivere software inaffidabile.
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