Con un investimento di 14 milioni di euro, la regione getta le basi per produrre idrogeno verde 'made in Marche'.
Alla ricerca di nuove fonti energetiche. È quanto si propone la Regione Marche che, a breve, emanerà un bando finanziato con 14 milioni di euro del PNRR per la realizzazione di Idrogeno verde "Made in Marche", soluzione prodotta da fonti rinnovabili (fotovoltaico ecc.) in aree industriali dismesse, a impatto ed emissioni praticamente zero per l'ambiente, per rifornire industria, il trasporto pubblico locale ma eventualmente anche per produrre biometano o gas sintetico naturale (quest'ultimo valida alternativa sostenibile per la mobilità e l'elettrificazione di zone rurali o isolate). I dettagli dell'iniziativa sono stati illustrati dall'assessore regionale all'Energia Andrea Maria Antonini e da Katiuscia Grassi (PO Programmazione energetica regionale).
Dopo una ricognizione sul territorio, per valutare l'interesse imprenditoriale a investire sull'idrogeno verde, sono emerse le potenzialità per sviluppare linee di produzione e di distribuzione locale: ci sono state 'manifestazioni d'interesse' trasversali in tutta la regione da Pesaro ad Ascoli per siti che potranno occupare aree tra un minimo di un ettaro a 28 ettari di terreno già magari utilizzato per altre attività industriali non più attive e non sottratto ad agricoltura o vegetazione. Il totale di superfici utilizzabili sarebbe pari, indicativamente, a circa 105 ettari mentre l'importo complessivo degli interventi proposti dagli operatori si attesta sui 278 milioni di euro per 10 potenziali progetti ipotizzabili.
La Regione ha partecipato alla ripartizione nazionale dei 450 milioni di euro del PNRR disponibili per la produzione locale di idrogeno nelle aree industriali dismesse, finalizzati a creare le cosiddette "Hydrogen Valleys": aree industriali con economia in parte basata sull'idrogeno. La ripartizione ha assegnato alle Marche 14 milioni sulla base dei criteri stabiliti a livello nazionale (valore aggiunto della produzione dell'industria manifatturiera, popolazione residente, consumi di energia da fonte rinnovabile sui consumi finali).
"Le Marche puntano a ricoprire un ruolo trainante nella transizione energetica del nostro Paese" ha sottolineato l'assessore Antonini. L'idrogeno verde rappresenta una variante pulita dell'idrogeno. Non presente in natura, si produce attraverso fonti rinnovabili, senza generare inquinanti.
"Le Marche saranno protagoniste del processo di decarbonizzazione delle fonti energetiche nazionali, in linea con la programmazione europea - ha ribadito - È un decennio che l'Italia soffre sul fronte delle politiche energetiche. Una carenza emersa prepotentemente proprio a seguito del conflitto ucraino che ha evidenziato scarsità di fonti e alti costi delle forniture. Ora c'è una rinnovata spinta a diversificare, grazie alle risorse del PNRR".
Un investimento di oltre 2,5 milioni di euro per creare un ecosistema europeo capace di attrarre e specializzare una nuova generazione di esperti nel settore.
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