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Otovo fotografa la situazione incentivi per le rinnovabili nel mercato europeo

Il Centro Studi Otovo, marketplace europeo dedicato alla vendita online e installazione di impianti fotovoltaici per il mercato residenziale, ha valutato l’efficacia di alcuni dei sussidi messi a disposizione dai Paesi Europei a sostegno delle famiglie che vogliono ridurre la propria impronta ecologica, puntando i riflettori sulle situazioni positive, ma anche su quello che invece non ha funzionato per l’implementazione di una strategia efficace e a lungo termine.

Transizione Energetica / Sostenibilità

Il Centro Studi Otovo, marketplace europeo dedicato alla vendita online e installazione di impianti fotovoltaici per il mercato residenziale, ha valutato l’efficacia di alcuni dei sussidi messi a disposizione dai Paesi Europei a sostegno delle famiglie che vogliono ridurre la propria impronta ecologica, puntando i riflettori sulle vittorie, ma anche su quello che invece non ha funzionato per l’implementazione di una strategia efficace e a lungo termine.

La volontà di contribuire a un futuro più green parte dalla volontà dei singoli di fare scelte più sostenibili. Questo percorso richiede certamente una maggiore consapevolezza sulle possibilità che il mercato delle energie rinnovabili offre alle famiglie per rendere la loro casa un vero e proprio motore di energia green. Questo però non basta a incentivare la crescita e la diffusione delle “ Fantastic 4” delle tecnologie green in Europa (fotovoltaico, batteria, pompe di calore e auto elettriche) e proprio per questo la spinta principale deve arrivare dai singoli governi e dai programmi di sussidi messi in atto a supporto di tali tecnologie.

“Abbiamo voluto considerare tre criteri per noi molto importanti per il successo di un progetto di sussidi in Europa. Prima di tutto c’è la capacità del sussidio di generare una domanda che altrimenti non sarebbe esistita e questo già ci dice molto sulla potenzialità dell’iniziativa” commenta Fabio Stefanini, Regional Manager di Otovo. “In secondo luogo c’è invece l’effetto dell’iniziativa sulla creazione di un mercato a lungo termine per le tecnologie verdi che possa funzionare correttamente senza troppa supervisione da parte del governo. Infine, abbiamo voluto sottolineare l’importanza di una burocrazia agile e semplice che non sia un ostacolo per la riuscita della diffusione di queste tecnologie”.

Tecnoogie Green, le storie di successo Europee

Le tecnologie green diventano un unico pacchetto: La Germania è ai primi posti in Europa con il programma di incentivi più ampio e generoso di sempre che combina l’acquisto di impianto fotovoltaico, batterie e veicoli elettrici con un finanziamento che può arrivare a 10.200€ per acquirente. Il fondo è stato esaurito in 24 ore ma ha rimarcato la correlazione che esiste tra l’acquisto di un impianto fotovoltaico e quello di auto elettriche.
Le detrazioni fiscali continuano a spingere la sostenibilità: Ridurre o eliminare l'IVA è uno dei modi più efficienti, trasparenti e semplici per sovvenzionare le tecnologie verdi, sia per i governi che per i consumatori. In Polonia, L'IVA è ridotta per tutte le tecnologie che aiutano a modernizzare la casa, compresi il fotovoltaico, le batterie e le pompe di calore.

Nel Regno Unito, l’IVA è pari allo 0% sulle batterie installate insieme a un sistema fotovoltaico. Germania ed Austria hanno azzerato l’IVA sulle installazioni fotovoltaiche tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. La Svezia invece può vantare la “green technology deduction”: questo vantaggio fiscale per l'energia solare, le batterie e i caricabatterie per veicoli elettrici viene detratto direttamente dalla fattura fornita dall'azienda che installa la tecnologia.
Meno burocrazia, più energie green: In Norvegia, l'agenzia governativa per l'energia pulita Enova ha pensato a un pacchetto di sussidi basato sui diritti: il richiedente ha un diritto legale al finanziamento se la famiglia soddisfa tutti i criteri di ammissibilità. Le famiglie beneficiano di un sostegno finanziario pari al 25% delle spese totali documentate (IVA inclusa). Non viene richiesta nessuna documentazione oltre alla ricevuta e alla compilazione di un modulo online. È di gran lunga il meccanismo di concessione dei sussidi più rapido. In Polonia invece la de-burocratizzazione ha rappresentato un punto di svolta. Nel tentativo di espandere la diffusione di pannelli solari, il Paese ha rimosso tutti i requisiti per richiedere la connessione alla rete, consentendo a tutti i sistemi su tetto fino a 50 kWp di connettersi.

Cosa non funziona

Nessuna strategia a lungo termine: Nei Paesi Bassi è il consolidato sistema Net-Metering che ha contribuito alla più alta penetrazione solare (25%) nelle abitazioni private in Europa. Questo meccanismo consente ai consumatori di compensare le bollette elettriche reimmettendo nella rete l’elettricità in eccesso generata dal sole. Questo ha però portato a un'immissione incontrollata di energia elettrica, che ha causato un'enorme congestione e all'aumento dei costi per il bilanciamento della rete. Da marzo ad aprile 2023 la domanda di fotovoltaico nel mercato olandese è diminuita tra il 40 e il 60%.
La complessità regionale porta alla confusione: In Svizzera ci sono 26 cantoni e circa 2.000 comuni con grandi differenze sia nell'entità delle tariffe incentivanti che nei prezzi dell'energia, il che significa che il ROI di un impianto solare varia molto e che la maggior parte dei comuni dispone di programmi di finanziamento individuali con sussidi e requisiti diversi. È simile il caso della Spagna, dove ciascuno degli oltre 8.000 comuni stabilisce il proprio sistema di incentivi per l’energia solare. Per i clienti, ciò significa uno sforzo enorme capire come richiedere il finanziamento.
Nessun programma di sussidi efficace: La Francia è uno dei mercati solari meno sviluppati in Europa, con meno del 2% delle famiglie che possiedono un impianto fotovoltaico. Ciò è il risultato di prezzi dell'elettricità estremamente bassi (grazie a un tetto massimo imposto e finanziato dal governo) combinati con la totale assenza di un sistema a lungo termine per la diffusione delle energie green. I sussidi solari esistenti sono molto complessi e meno efficaci e variano a seconda delle dimensioni dell’impianto.

Fotografia sugli incentivi italiani

Anche l’ Italia ha implementato progetti e incentivi per promuovere la diffusione del fotovoltaico, delle pompe di calore e delle auto elettriche con l’obiettivo di avviare un percorso di decarbonizzazione del Paese. Il Conto Energia e il Superbonus 110% hanno sicuramente contribuito a una significativa crescita dell'installazione di impianti fotovoltaici e pompe di calore nel paese. Secondo i dati di Cerved, nel 2023 si è registrata una crescita in valore di mercato del +27,5%, superando quota 2,5 miliardi di euro (nel 2022 era cresciuto del +90,5%).

La diffusione dei veicoli elettrici in Italia è ben sotto la media europea (0,4%) ma sono comunque presenti incentivi per incoraggiare l’acquisto di veicoli a basse emissioni, comprese le auto elettriche. Tra questi anche l’Ecobonus, di cui si potrà usufruire anche nel 2024, che prevede incentivi fino a 13.750 euro per acquistare un veicolo elettrico nuovo se si rottama un’auto vecchia.

“Con il tempo i Governi europei e non solo, devono diventare sempre più alleati della transizione energetica green, elaborando piani di incentivi sempre più a misura di cittadino” - continua Fabio Stefanini - “ Se vogliamo stilare un identikit del perfetto incentivo verde dobbiamo citare l’importanza di rendere gli incentivi più semplici da comprendere così che le famiglie possano capire immediatamente in che direzione andare. Deve essere facile da richiedere, senza pesanti oneri amministrativi, completamente digitale e con tempi brevi di ricezione dei finanziamenti. Ma soprattutto, è importante che i Paesi Europei lavorino a una visione di lungo termine, riducendo le incertezze e i continui cambi di rotta, che sono un enorme deterrente nel processo decisionale delle famiglie che vogliono rendere la propria casa sempre più green e per le aziende che vogliono investire nei rispettivi paesi”.

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