Un progetto di economia circolare unisce l’agricoltura di eccellenza alla manifattura italiana, trasformando biomasse in energia rinnovabile e riducendo drasticamente le emissioni di anidride carbonica.
L’inaugurazione del nuovo impianto di produzione di biometano ad Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, segna un passo decisivo nel percorso verso la transizione energetica del sistema produttivo italiano. La Società Agricola Principi di Porcia e Brugnera ha infatti avviato una delle prime infrastrutture operative all’interno della nuova filiera nazionale del biometano, consolidando un modello di integrazione virtuosa tra il mondo agricolo e il settore industriale. Grazie a una capacità produttiva di 250 metri cubi standard all'ora, l'impianto trasforma sottoprodotti agricoli e colture dedicate in un combustibile di elevata qualità, pronto per essere immesso nella rete di distribuzione nazionale.
Questo gas rinnovabile non rimane circoscritto al territorio d'origine, ma diventa un pilastro fondamentale per la sostenibilità di una grande realtà manifatturiera. Il prodotto è destinato al Gruppo Concorde, leader nella produzione di piastrelle Made in Italy con sede a Sassuolo, che lo utilizzerà per alimentare i propri processi industriali. Si realizza così una filiera che unisce la competenza agricola friulana all’eccellenza manifatturiera italiana, creando un esempio concreto di economia circolare che valorizza le risorse locali per supportare la competitività internazionale del Paese. L'infrastruttura, resa possibile dall'apporto tecnologico di partner specializzati come Renove e AB Energy, rappresenta una risposta efficace alle sfide della sicurezza energetica.
L'impatto ambientale dell'iniziativa è significativo e misurabile: la soluzione tecnologica BIOCH4NGE adottata nell'impianto permette di generare circa 2,1 milioni di metri cubi di biometano ogni anno. Questo volume si traduce in un risparmio ambientale tangibile, quantificabile in circa 4.000–4.500 tonnellate di emissioni di CO₂ evitate, che vengono sottratte all'atmosfera grazie all'impiego del combustibile rinnovabile nei cicli produttivi industriali. L'investimento non solo dimostra come l'innovazione possa trasformare radicalmente il settore agricolo, rendendolo protagonista nella fornitura di una fonte energetica programmabile, ma traccia anche una rotta percorribile per tutte le imprese manifatturiere italiane che intendono coniugare crescita economica e responsabilità ambientale, puntando su un futuro energetico più pulito e interamente prodotto in Italia.
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