▾ G11 Media Network: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...
InnovationCity

Auto elettriche, le nuove prede per i cybercriminali

Gli attacchi informatici alle auto elettriche sono aumentati del 380%. Il dirottamento a distanza del veicolo, le potenziali minacce alle stazioni di ricarica e le interruzioni dolose della connettività sono i tre principali attacchi cyber che colpiscono i possessori di auto elettriche.

Smart City / Smart Mobility

Sempre più persone scelgono le auto elettriche, sia per motivi di innovazione che per motivi ambientali. Ma i vantaggi ambientali e tecnologici dei veicoli elettrici non sono privi di rischi, in quanto rappresentano una nuova zona di attacco per i criminali informatici. Infatti, secondo il Global Automotive Cybersecurity Report, le minacce contro le API sono aumentati fino al 380% nel 2022, rappresentando il 12% di tutti gli incidenti.
Man mano che le auto elettriche implementano ulteriori progressi tecnologici e diventano sempre più connesse, aumenta il rischio di un attacco informatico. Sono in gioco la sicurezza dei conducenti e l'integrità di tutti i dati che generano. I criminali informatici sono sempre aggiornati su ogni formula di attacco e, come loro, è imperativo che l'industria implementi alcuni cambiamenti per prevenirli. A tal fine, è importante essere consapevoli degli attuali rischi associati ai veicoli elettrici.
Per questo motivo, Check Point Software evidenzia i tre punti di ingresso per un criminale informatico nelle auto elettriche:

1. Dirottamento remoto del veicolo - Immaginate di essere al volante di un'auto elettrica, di godervi tranquillamente il viaggio, e all'improvviso perdete il controllo del veicolo: rallenta, il volante va fuori controllo o il motore accelera senza che voi abbiate premuto l’acceleratore. Un conducente invisibile ha preso il controllo del veicolo senza che voi possiate fare nulla. Anche se può sembrare una fantasia, questa situazione può diventare realtà. Man mano che le auto elettriche diventano più automatizzate e connesse, diventano anche più vulnerabili ai cyberattacchi. I criminali informatici con conoscenze avanzate possono sfruttare le vulnerabilità dei sistemi elettronici dell'auto per prenderne il controllo a distanza, utilizzando metodi che sembrano usciti da un film di spionaggio.
2. Potenziali minacce alle stazioni di ricarica - Le minacce presso le stazioni di ricarica dei veicoli elettrici sono un aspetto critico della cybersicurezza che spesso passa inosservato, per cui è indispensabile recarsi in luoghi sicuri e fidati.

- Compromissione del processo di ricarica: quando un utente ricarica il proprio veicolo elettrico, può essere fortemente a rischio, in quanto gli attaccanti potrebbero tentare di manipolare il processo, modificando il livello di carica, interrompendo la carica o addirittura causando danni alle batterie, che potrebbero ridurre significativamente la durata del veicolo e aumentare i costi di manutenzione. Inoltre, questi punti di ricarica potrebbero essere falsi. I criminali informatici potrebbero creare stazioni di ricarica fasulle con l'unico scopo di compromettere i veicoli o rubare le informazioni personali una volta collegati.

- Attenzione ai dati personali: le stazioni di ricarica intelligenti possono raccogliere informazioni come i dati di pagamento, i modelli di ricarica e la posizione. Se queste stazioni non dispongono di adeguate misure di sicurezza, i criminali informatici potrebbero accedervi e utilizzarle per furti di identità o frodi finanziarie

- Malware on the road: gli attaccanti potrebbero accedere alla stazione e utilizzarla per distribuire malware ai veicoli elettrici connessi, consentendo loro di accedere ai sistemi elettronici del veicolo.

- Connessioni dannose: le stazioni di ricarica sono collegate a reti, il che significa che spesso sono connesse a sistemi di pagamento online. Gli attacchi Denial of Service (DDoS) potrebbero essere infiltrati con traffico malevolo, causando interruzioni del servizio e disagi agli utenti.

3. Interruzione dolosa della connettività - I veicoli autonomi si basano molto sulla comunicazione tra loro e l'infrastruttura stradale. Queste connessioni consentono di condividere informazioni sul traffico, sulle condizioni meteorologiche e su altri fattori di guida. Tuttavia, questa dipendenza apre la porta ad attacchi informatici che possono avere conseguenze disastrose, poiché manipolando le trasmissioni di dati, un attaccante potrebbe indurre i veicoli a prendere decisioni sbagliate. Un errore di comunicazione non riguarda solo un veicolo, ma anche gli altri veicoli connessi sulla strada e può essere una vulnerabilità che i criminali informatici sfruttano per creare confusione e ingorghi.

Per mantenere un veicolo elettrico al sicuro, è importante mantenere il software aggiornato, evitare le connessioni Wi-Fi pubbliche, utilizzare password forti e monitorare il veicolo per individuare eventuali comportamenti insoliti. I conducenti dovrebbero inoltre segnalare eventuali problemi al produttore. Quando si utilizzano le stazioni di ricarica, verificare sempre l'autenticità della stazione e utilizzare connessioni sicure. I produttori di veicoli elettrici dovrebbero garantire l'uso di software sicuro con sicurezza integrata nel software, nelle operazioni di implementazione dell'hardware e nel principio del "minimo privilegio" per limitare l'accesso al software utilizzato. D'altra parte, si raccomanda vivamente di monitorare le transazioni e di segnalare qualsiasi attività sospetta.

Tag correlati

Esplora altri articoli su questi argomenti

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato

Related news

Ultime Notizie

Regione Lombardia: al via la seconda edizione del bando 'Collabora & Innova'

Con una dotazione iniziale di 90 milioni di euro, la misura punta a rafforzare la competitività del sistema economico lombardo incentivando la collaborazione tra imprese e centri di ricerca.

29-05-2026

L'Istat rivede al rialzo il Pil italiano, crescita dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% su l'anno precedente

Ulteriore rialzo rispetto alla previsione diffusa lo scorso 30 aprile 2026 (Pil Italia: +0,2% la crescita congiunturale, +0,7% quella tendenziale). Ora la variazione acquisita per il 2026 è pari a 0,6%. Rispetto al trimestre precedente, risultano in aumento tutte le principali componenti della domanda interna.

29-05-2026

Greenwashing, debutta in Italia il primo indice per misurare il rischio sanzioni

La necessità è supportata dalle rilevazioni della Commissione Europea, secondo cui il 53% delle dichiarazioni ambientali in Europa è vago o fuorviante, mentre il 40% è del tutto privo di prove. Nei negozi di prodotti non alimentari, ben il 76% delle merci esposte contiene un richiamo ecologico sul packaging o nella pubblicità, senza una base certa.

28-05-2026

Al via la XXII edizione di Start Cup Piemonte Valle d’Aosta: oltre 60.000 euro per le migliori startup innovative

Aperte le candidature per la storica Business Plan Competition. Le migliori idee nate dalla ricerca accademica e scientifica riceveranno premi in denaro, servizi di incubazione e l'accesso al Premio Nazionale per l'Innovazione di Bari.

28-05-2026

Notizie più lette

1 La Sanità Digitale in Italia vola a 2,7 miliardi di euro, ma l'intelligenza artificiale corre più veloce di regole e competenze

I dati dell'Osservatorio del Politecnico di Milano evidenziano una crescita del 9% del mercato. Medici e pazienti adottano in massa la Gen AI (spesso generalista), mentre il post-PNRR sconta l'incertezza sulla sostenibilità economica dei progetti.

2 Monitoraggio dei dipendenti per addestrare l’AI: un interessante intervento dell’avv. Giulietta Bergamaschi, Lexellent

Lavoro e intelligenza artificiale tra legalità e paradossi etici: c'è il rischio di “addestrare il proprio sostituto”.

3 L'intelligenza artificiale sale in cattedra: Microsoft lancia un piano nazionale per formare docenti e presidi alla scuola del futuro

Presentato a Milano il programma gratuito Microsoft Elevate for Educators, per formare docenti e presidi sull'uso etico, inclusivo e responsabile dell'intelligenza artificiale.

4 Plastiche nei compost? I ricercatori individuano con precisione la presenza di inquinanti persistenti come plastiche e le microplastiche

Un’innovativa metodologia messa a punto congiuntamente da Cnr-Isafom e Università degli Studi di Milano permette di individuare con precisione la presenza di inquinanti persistenti – come plastiche e microplastiche - nel compost, distinguendoli da altre sostanze biodegradabili come le plastiche compostabili. Il protocollo di analisi, descritto sulla rivista ACS Sustainable Chemistry & Engineering, favorirà una maggiore sicurezza alimentare e sostenibilità delle catene di approvvigionamento.

Iscriviti alla nostra newsletter

Join our mailing list to get weekly updates delivered to your inbox.

Iscriviti alla newsletter

www.innovationcity.it - 8.5.0 - 4.6.4