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Tecnologia, architettura, design e sostenibilità si intrecciano nel convegno “The Future of Water”, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Macerata con il contributo dell’Università di Macerata. Un evento che mette al centro l’acqua come risorsa strategica nella pianificazione urbana del futuro, esplorando il ruolo chiave degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale generativa e dei modelli circolari nella progettazione di ambienti urbani più resilienti e consapevoli.
In un’epoca segnata da crisi climatica, eventi estremi e urbanizzazione accelerata, la gestione delle risorse idriche rappresenta una delle sfide cruciali per il futuro delle città. L’acqua non è più soltanto una risorsa da proteggere, ma un elemento generativo, capace di ispirare nuovi linguaggi progettuali e soluzioni sostenibili. Di questo si parlerà al convegno internazionale “The Future of Water – Connecting Architecture and Design for Social and Environmental Sustainability”, primo appuntamento di un ciclo di incontri promosso dal Corso Magistrale in Design & Ecospaces Design e dal Centro Studi e Ricerche dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, con il contributo dell’Università degli Studi di Macerata. Si discuterà di progettazione parametrica, AI generativa, algoritmi adattivi e biomimesi, esplorando il modo in cui questi strumenti stanno trasformando il modo di pensare e costruire gli spazi pubblici.
Tra i momenti centrali dell’evento, il tavolo di lavoro “Ecospaces Design e algoritmi”, previsto per il pomeriggio del 27 giugno. Il Prof. Ernesto Cesario – interior, product & computational designer e docente all’Accademia – offrirá una panoramica aggiornata su come architettura, design e tecnologia possano affrontare la crescente complessità dei sistemi urbani contemporanei, tra crisi ecologica e innovazione digitale.
Dati, clima e città adattive: progettare con l’intelligenza artificiale
Il panel esplorerà il design come sistema dinamico e rigenerativo, in grado di dialogare con l’intelligenza del mondo naturale. Si parlerà di progettazione parametrica, AI generativa, algoritmi adattivi e biomimesi, mostrando come questi strumenti stiano trasformando radicalmente il modo di pensare e costruire gli spazi pubblici. Verranno presentate sperimentazioni che integrano dati climatici (irraggiamento solare, direzione dei venti, consumo idrico) all’interno di software come Grasshopper, insieme a piattaforme di AI generativa in grado di generare soluzioni morfologiche sostenibili e resilienti. Saranno approfondite anche le potenzialità delle tecnologie additive, come la stampa 3D, fondamentali per la creazione di strutture leggere, efficienti e a basso impatto ambientale. Un approccio che trasforma la progettazione in un processo flessibile e reattivo, capace di affrontare sfide come allagamenti, isole di calore e siccità.
Il caso Centauroos: progettare con ciò che resta
Tra le esperienze che verranno presentate, spicca quella della start-up Centauroos, fondata per ridurre l’impatto ecologico dell’edilizia attraverso la trasformazione di scarti e macerie in nuovi elementi architettonici. Il Prof. Cesario illustrerà l’approccio della start-up alla progettazione circolare e adattiva, basato sull’integrazione di materiali riciclati (fino al 30% di inerti nelle miscele per stampa 3D) e design computazionale. Un metodo che consente di limitare l’uso di cemento vergine, riducendo l’impronta ambientale complessiva del processo edilizio. L’acqua, in questo contesto, non è solo tema progettuale ma motore simbolico e materiale. L’esperienza di Centauroos dimostra come il rapporto tra industria e risorse naturali possa evolversi su più livelli: l’impiego di materiali riciclati per limitare il consumo d’acqua legato all’estrazione di nuove risorse porta alla riduzione dell’impatto ambientale; l’utilizzo della stampa 3D garantisce per esempio un controllo preciso delle miscele ed evita gli sprechi tipici delle gettate tradizionali efficientando così i processi. Un design che ricerca forme che evocano i movimenti dell’acqua, l’erosione, il fluire della materia promuove anche una estetica funzionale. Durante il convegno verranno presentati prototipi e casi studio sviluppati da Centauroos, come gli arredi urbani stampati in 3D che integrano sistemi per la raccolta e la gestione dell’acqua piovana. Oggetti site-specific, progettati per rispondere in modo adattivo alle condizioni climatiche e idrologiche dei contesti urbani, contribuendo a costruire ambienti intelligenti e resilienti.
“È fondamentale proporre un nuovo modello progettuale in cui ogni intervento chiude dei cicli, trasforma gli scarti in risorsa e mette in relazione ambiente, comunità e intelligenza artificiale” – spiega Ernesto Cesario, docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e senior designer del team di progettazione di Centauroos. “Credo fortemente che l’innovazione passi attraverso il recupero, la sperimentazione e la responsabilità verso le risorse comuni, come l’acqua. Partecipare al convegno 'The Future of Water' promosso dall’Accademia delle Belle Arti di Macerata è un’occasione preziosa per condividere la visione di un design più consapevole, circolare e resiliente con esperti che potranno fare la differenza in futuro”.
Come partecipare
L’evento è gratuito ma con posti limitati. La registrazione è obbligatoria tramite piattaforma Eventbrite: TFOW.eventbrite.it.
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