Al progetto internazionale PROMEDLIFE hanno partecipato anche i ricercatori ENEA che si sono occupati dello sviluppo di zafferano di alta qualità, attraverso tecnologie di vertical e smart farming.
Patatine, yogurt e barrette salutari, nutrienti e dal gusto gradevole sono alcuni dei nuovi snack ideati come alternativa al cosiddetto “cibo spazzatura” dal progetto internazionale PROMEDLIFE, che aveva l'obiettivo di valorizzare la Dieta Mediterranea come modello alimentare sano, sostenibile e accessibile.
Il progetto, al quale ha partecipato anche ENEA, ha unito ricerca scientifica, innovazione tecnologica e azioni concrete sul territorio per favorire scelte alimentari consapevoli e stili di vita più sani in cinque Paesi mediterranei (Italia, Slovenia, Grecia, Tunisia e Marocco).
Nel corso di PROMEDLIFE sono stati sperimentati processi produttivi avanzati e pratiche agricole più sostenibili, capaci di migliorare la qualità nutrizionale e ambientale delle filiere coinvolte. Inoltre, sono stati realizzati interventi educativi e campagne di sensibilizzazione.
“Lo sviluppo di nuovi prodotti alimentari è stato reso possibile dall’applicazione di tecnologie innovative sia nella trasformazione alimentare che nelle pratiche agronomiche”, commenta il referente ENEA per il progetto Gianfranco Diretto, responsabile del Laboratorio Biotecnologie Green. “Per arrivare a questo risultato – aggiunge - siamo partiti da varietà vegetali alla base degli alimenti tipici della Dieta Mediterranea, diversi nei cinque Paesi coinvolti. Successivamente, le varietà di maggiore interesse dal punto di vista di molecole positive per la salute sono state selezionate e valorizzate attraverso la produzione di snack che fossero sia attraenti da un punto di vista commerciale che nutrizionalmente validi, ad esempio senza zuccheri aggiunti e senza l’uso di olii di frittura”.
Seguendo questi principi, i ricercatori hanno sviluppato patatine al pomodoro con l’origano, che sono state prodotte con una serie di tecnologie sottovuoto che permettono di mantenere intatte le caratteristiche organolettiche, riuscendo a preservare l’integrità delle molecole benefiche per l’organismo.
Un altro prodotto realizzato è stato uno yogurt allo zafferano, che è stato processato attraverso una particolare tecnologia con elevate caratteristiche antiossidanti, la nano-incapsulazione, in grado di ridurre la degradazione delle molecole responsabili del colore, del gusto e dell’aroma, con effetti positivi sulla vista. Inoltre, sono state sviluppate delle barrette di dattero, cacao, cocco e anacardi, grazie all’uso di tecnologie innovative che hanno permesso di ottenere uno sciroppo di dattero ad alto contenuto di molecole antiossidanti (flavonoidi) e un ridotto contenuto di zuccheri. Evitando l’utilizzo di oli raffinati i ricercatori hanno anche prodotto una particolare crema amlou (tipica del Marocco e composta da olio di argan, mandorle e miele), con l’obiettivo di aumentarne la diffusione negli altri paesi mediterranei.
All’interno del progetto PROMEDLIFE, i ricercatori ENEA si sono occupati dello sviluppo di zafferano di alta qualità, attraverso tecnologie di vertical e smart farming. “Ci siamo dedicati alla caratterizzazione metabolomica, ossia all’analisi del profilo chimico di tutte le molecole nutrizionali degli ingredienti testati, analizzando diverse varietà e scegliendo quelle che presentavano le caratteristiche nutrizionali migliori. Successivamente abbiamo realizzato anche il profilo chimico degli snack prodotti”, prosegue Diretto.
L’intera operazione non è stata concepita per rimanere confinata nei laboratori. Infatti, gli snack sviluppati sono stati sottoposti al giudizio di diversi panel di consumatori e, successivamente, realizzati da aziende partner che hanno applicato i risultati della ricerca.
“I Paesi del Mediterraneo stanno attraversando cambiamenti dietetici e nutrizionali che incidono sulla salute dei loro abitanti, generando al contempo numerose sfide socio-economiche e ambientali. PROMEDLIFE mette a disposizione idee, strumenti e prodotti concreti che potranno essere valorizzati e ampliati anche dopo la fine del progetto”, conclude Diretto.
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