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Nel comitato scientifico esperti di Harvard e del MIT. Al via progetti di ricerca e formazione in Africa, con il Piano Mattei, e in Sudamerica.
Si apre un nuovo corso per Enel Foundation. La fondazione di Enel rafforza il suo ruolo di hub di ricerca e formazione nel settore energetico, valorizzando la sua proiezione internazionale e consolidando le relazioni con mondo accademico, enti di ricerca, imprese e istituzioni.
“La Fondazione promuove la collaborazione tra ricerca e impresa per favorire l’evoluzione del settore energetico a livello globale" - dichiara Flavio Cattaneo, AD del Gruppo Enel e Presidente di Enel Foundation. "Questa sinergia ci consente di trasformare l’innovazione scientifica in soluzioni concrete, sostenibili e scalabili, potenziando la competitività industriale e contribuendo alla transizione energetica mondiale".
Nel nuovo comitato scientifico della fondazione figurano personalità del mondo accademico provenienti dalle più prestigiose università italiane e del mondo, tra cui Bocconi, Luiss Guido Carli, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, e tra le altre MIT e Harvard.
Un posizionamento internazionale che trova conferma anche nel respiro globale dei progetti avviati dalla Fondazione, per contribuire a un modello di cooperazione strutturata tra Europa e Africa nell’ambito del Piano Mattei: dai corsi manageriali sulla transizione energetica e le fonti rinnovabili, attivati in Marocco in collaborazione con la Fondazione RES4Africa e l’Università Mohammed VI, che hanno già registrato oltre mille partecipanti, all’apertura di due nuovi centri di formazione in Kenya e Sudafrica.
In questa cornice assume particolare rilievo anche il progetto wAtt-Boost in collaborazione con RES4Africa, Strathmore University e con il contributo di IRENA, che mira a sostenere lo sviluppo dell’imprenditoria africana nel settore delle energie rinnovabili, accompagnando la crescita di startup locali nel campo della transizione energetica.
Gran parte dei progetti sviluppati nell’ambito del piano Mattei intendono realizzare un ecosistema di ricerca e formazione per creare una futura classe dirigente africana in grado di affrontare con successo le sfide del settore energetico.
Inoltre, sempre nell’ambito della just transition e del mondo del lavoro, la Fondazione affronterà il tema delle competenze necessarie alla transizione, anche raccogliendo le sfide poste dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Un altro tema oggetto di studio sarà la resilienza delle reti e l’adattamento ai cambiamenti climatici, con particolare focus su alcune aree geografiche più esposte, come il Sudamerica.
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