Le tecnologie FoodTech dell’italiana Livegreen serviranno per migliorare l'alimentazione degli astronauti nelle missioni spaziali europee
Andranno metaforicamente in orbita le tecnologie food dell’italiana Livegreen. L’azienda sarda ha infatti definito un accordo di collaborazione con SuperGarden, società lituana che sviluppa soluzioni alimentari per gli astronauti in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea. L’obiettivo della partnership è integrare gli ingredienti proteici sostenibili a base di microalghe estratti da Livegreen nella formulazione di snack pensati per le missioni spaziali e l’alimentazione del futuro.
Con sede a Oristano, Livegreen è una delle principali realtà europee nella produzione di microalghe e dei loro derivati. L’azienda ha sviluppato un metodo esclusivo per la produzione di un estratto proteico che contiene il 70% di proteine, non depaupera il suolo in cui vengono coltivate le alghe “materia prima”, non spreca acqua per la produzione, ha la capacità di assorbire fino a 15 volte più CO₂ rispetto agli alberi a parità di superficie occupata.
Questa tecnologia innovativa rappresenta una soluzione sostenibile per il fabbisogno proteico globale e apre nuove possibilità nell’ambito dell’alimentazione funzionale per creare nuovi prodotti alimentari con un ridotto impatto ambientale anche nella parte ingredientistica.

SuperGarden è un’azienda specializzata nello sviluppo di alimenti avanzati per ambienti estremi, tra cui le missioni spaziali supportate dall’ESA. Grazie a questa partnership, le due aziende uniranno competenze e risorse per creare prodotti innovativi che possano rispondere alle esigenze nutrizionali degli astronauti e, in prospettiva, anche dei consumatori sulla Terra.
Questa nuova collaborazione europea permette poi a Livegreen di rafforzare ulteriormente il proprio impegno nella ricerca e sviluppo, consolidando la propria posizione tra le realtà del settore FoodTech e puntando a trovare soluzioni aggiuntive per l'autosufficienza dell'Europa nella produzione di proteine alternative, riducendo la dipendenza dalle importazioni e promuovendo filiere più sostenibili.
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