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Lush presenta in tutti i negozi il nuovo programma Bag Charge a favore del fondo Re:Fund: per ogni sacchetto in carta riciclata sarà chiesto un contributo di 15 centesimi e l’intero ricavato (meno Iva) verrà devoluto a favore di progetti per la rigenerazione ambientale. Già lanciato in alcuni paesi, il programma dal 2018 ad oggi ha permesso di raccogliere £2.4 milioni a favore di gruppi che applicano i principi della progettazione rigenerativa.
Lush, brand di cosmetici freschi e fatti a mano, presenta in tutti i negozi sabato 22 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il nuovo programma di Bag Charge a favore del fondo Re:Fund: per ogni sacchetto in carta riciclata sarà chiesto un contributo di 15 centesimi e l’intero ricavato (meno lva) verrà devoluto a progetti per la rigenerazione ambientale.
Il fondo Re:Fund sostiene organizzazioni che lavorano per la rigenerazione ambientale e sociale in tutto il mondo: finanzia gruppi che applicano ai loro progetti i paradigmi, i principi e i metodi della progettazione rigenerativa. Il concetto di rigenerazione è alla base della mission di Lush “Leave the world Lusher than we found it” (lasciare il mondo un po’ più Lush di come l’abbiamo trovato) e si traduce nella volontà di lasciare le cose meglio di come le abbiamo trovate, un modo per riorganizzare, pianificare ed affrontare le crisi climatiche e sociali che stiamo vivendo.
ROCCIAVIVA: TRA PERMACULTURA E RIFORESTAZIONE
Il primo progetto supportato attraverso il fondo Re:fund è Rocciaviva, un'associazione nata a Matera nel 2016 dall’idea di un piccolo gruppo di amici che, dopo anni di esperienze in Europa e nel mondo, hanno scelto di tornare in Basilicata. Accomunati da un forte senso di appartenenza al territorio, da solidi valori comuni e dalla consapevolezza di poter “fare di più”, operano per diffondere i principi e la conoscenza della permacultura, della salvaguardia dell’ambiente, della riforestazione delle aree di degrado a Matera e in Basilicata. Si battono per la costruzione di una rete sul territorio, con una forte attenzione sia all’aspetto ambientale sia a quello sociale.
LUSH SPRING PRIZE: UN PREMIO PER LA RIGENERAZIONE
L’associazione Rocciaviva è anche tra i progetti finalisti del Lush Spring Prize, un premio biennale promosso da Lush in collaborazione con Ethical Consumer, cooperativa di ricerca e consulenza, volto a devolvere un fondo di £200.000 a favore di progetti di rigenerazione sociale e ambientale in tutto il mondo.
Il prossimo 23 maggio saranno annunciati i vincitori della quinta edizione del premio che celebra il lavoro di chi, ogni giorno, si impegna ad aiutare le comunità e la società a prosperare in armonia, sia con la natura che tra di loro, attraverso la creazione di fondi di sostentamento ed ecosistemi sani e resilienti.
LA PRODUZIONE DI CARTA
Con il progetto Bag Charge, Lush fa un ulteriore passo per superare il concetto di sostenibilità e promuovere una maggiore consapevolezza sul concetto di rigenerazione: lanciato nel 2018 in alcuni paesi del mondo (tra cui Inghilterra e Spagna), ha permesso di devolvere £2.4 milioni a favore di progetti rigenerativi volti a rinforzare la salute deisistemi sociali ed ecologici in cui operano. Ridurre l’uso dei sacchetti di carta è, inoltre,un’azione di grande importanza. Il vantaggio ambientale della busta di carta rispetto a quella di plastica è evidente: la carta non è eterna e, se distrattamente dispersa nell’ambiente, è facilmente biodegradabile. Tuttavia la produzione di carta richiede molte risorse. In Italia, i clienti Lush consumano circa 60.000 sacchetti all’anno, l’equivalente di 18 tonnellate di carta.
Questo corrisponde a:
- energia: 80.000 kWh (come 324 frigoriferi)
- gas serra: 61 tonnellate di Co2 (come 12 automobili)
- acqua: 1.303.000 litri (il consumo annuo delle lavatrici di 248 famiglie)
- trasporto: 3 bilici
Lush utilizza sacchetti di carta 100% riciclata, per cui nessun albero viene abbattuto direttamente. Ciò non di meno è fondamentale ridurre l'impatto ambientale derivante dal riciclo della carta e in generale del consumo effimero usa e getta.
Il trattato fornisce un meccanismo giuridicamente vincolante che consente la designazione di reti di aree marine protette (AMP) in acque internazionali, un passo essenziale verso il raggiungimento dell'obiettivo globale di proteggere il 30% degli oceani entro il 2030. Attualmente poco più dell'1% dell'alto mare è protetto. Il ruolo ambiguo dell'Italia.
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