Al via la realizzazione di un prototipo che permetterà il riutilizzo del calore prodotto dalle infrastrutture Data Center a beneficio delle comunità locali limitrofe ai siti e ad altri settori industriali.
Data4, operatore e investitore nel mercato europeo dei data center, annuncia la firma dell’accordo di collaborazione con l'Università di Paris-Saclay, la principale università europea e una delle prime 20 nella classifica mondiale di Shanghai, per l’avvio del progetto pilota che ha come obiettivo lo sviluppo del primo Data Center biocircolare al mondo.
Lanciato ad inizio 2024, il programma prevede la collaborazione di un team multidisciplinare e polivalente per l’implementazione di un prototipo che permetterà il riutilizzo del calore prodotto dalle infrastrutture Data Center a beneficio delle comunità locali limitrofe ai siti e ad altri settori industriali.
Con un pool costituito da attori istituzionali - quali gli esperti di Centrale-Supélec, AgroParisTech, INRAE, e il Laboratorio ICMMO dell'Università di Parigi-Saclay - e attori privati, tra cui la Start-Up Blue Planet Ecosystems, il Gruppo Data4 ospiterà nel suo campus data center di Marcoussis, vicino a Parigi, la task force di specialisti in biomassa aumentata, tecnologie digitali, AI, fisica, chimica ed economia, che implementerà il progetto.
Il piano prevede la ricerca, sviluppo e sperimentazione di nuove soluzioni e sistemi innovativi che permettano di evitare la dispersione del calore prodotto dalle infrastrutture Data Center con l’obiettivo di convertirlo ad altre destinazioni d’uso, quali l’alimentazione di industrie agricole operanti in prossimità dei campus o il riscaldamento di abitazioni limitrofe - una soluzione già collaudata, che però riesce a sfruttare, ad oggi, solo il 20% del calore prodotto dai data center. Grazie alla collaborazione con l’Università Paris-Saclay, Data4 studierà quindi soluzioni alternative più efficaci rispetto a quelle esistenti.
Attualmente il Gruppo sta infatti riproducendo nel suo campus di Marcoussis il meccanismo di fotosintesi naturale che permette di utilizzare parte della CO2 prodotta dalle attività dei data center per coltivare alghe e riciclarle in qualità di biomassa capace di creare nuove fonti di energia.
Con il progetto Data Center Biocircolare, la CO2 emessa sarà trattenuta nelle alghe, che vantano un potere di cattura 20 volte superiore a quello degli alberi. Le alghe bloccheranno il carbonio al loro interno producendo nuova energia sostenibile, in forma di biocarburanti o biogas, da utilizzare per la fabbricazione di prodotti bio al servizio di altre industrie (cosmetica, agroalimentare, ecc.).
Il settore agroalimentare affronta una sfida strutturale: gli allevamenti generano 4,3 gigatonnellate di CO₂ (un terzo delle emissioni del sistema agroalimentare globale), con costi ambientali e pressioni crescenti lungo la filiera zootecnica. La mangimistica circolare trasforma questa criticità in opportunità, recuperando surplus alimentari e riducendo drasticamente l’impatto emissivo.
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