: "La sovranità digitale come scelta strategica" La sovranità secondo Aruba.it
L’Italia nel complesso raggiunge comunque 24,9 GWp di potenza totale installata, ovvero il 35% dell’obiettivo PNIEC al 2030. Per raggiungere gli obiettivi PNIEC (71GWp), le installazioni nelle regioni devono più che raddoppiare, arrivando a circa 5,8 GWp all’anno.
Superano i 2,2 GWp le installazioni complessive di impianti fotovoltaici in Italia, con un incremento del 145% rispetto al 2021. A metterlo in evidenza sono gli esperti di EnergRed.com, ESCo impegnata nel sostenere la transizione energetica delle pmi italiane.
A guidare la classifica di EnergRed troviamo la Puglia con 3 GWp di potenza installata, tallonata a breve distanza dalla Lombardia con 2,97 GWp.
Seguono poi altre 3 regioni del Nord: Emilia-Romagna (2,4 GWp), Veneto (2,37 GWp) e Piemonte (1,92 GWp).
La Sicilia —terra dell’«oro energetico»— è invece sesta con 1,7 GWp ed anche altre grandi regioni produttive quali Toscana e Campania sono molto indietro: non raggiungono nemmeno 1GWp di potenza installata.
L’Italia nel compesso raggiunge comunque 24,9 GWp di potenza totale installata, ovvero il 35% dell’obiettivo PNIEC al 2030. Questi i numeri che, basandosi su dati «Terna Italia» e «Forum Italia Solare», hanno elaborato gli analisti di EnergRed Dorina Polinari e Giorgio Mottironi, rispettivamente Solar Energy Manager e Strategy Advisor & CMO dell’azienda.
Per raggiungere gli obiettivi PNIEC (71GWp) —tuttavia— le installazioni devono più che raddoppiare, arrivando a circa 5,8 GWp all’anno. A perdere il treno del fotovoltaico —secondo quanto risulta dai dati raccolti ed elaborati da EnergRed— sono proprio le imprese: nel settore commerciale (dai 20kWp ai 200kWp) si concentra solo l’11,5% della potenza installata, per una taglia media di impianto pari a 65 kWp; e simile è il dato nel settore industriale (dai 200kWp ad 1MWp) dove si concentra il 16,3% della potenza installata, per una taglia media di 470kWp circa.
Molto bene invece il settore residenziale (sotto i 12 kWp) dove si registrano il 93% delle connessioni ed il 40% della potenza totale installata, legata probabilmente alle attività di riqualificazione energetica di condomini e abitazioni mono o pluri-familiari.
«Stiamo quindi assistendo ad un fenomeno sociale molto particolare, in cui una tecnologia —il fotovoltaico— viene scelta per proteggere rapidamente la dimensione personale, mentre quella imprenditoriale viene lasciata indietro» fa notare Giorgio Mottironi, Strategy Advisor & CMO di EnergRed.
«L’Italia —prosegue Mottironi— quest’anno ha compiuto un significativo scatto nello sviluppo delle rinnovabili, e soprattutto del fotovoltaico, ma mancano all’appello dai 40 GWp agli 80 GWp da destinare al consumo (tramite PPA virtuali) o all’auto-consumo (PPA fisici) delle imprese».
«Il fatto che ora però desta preoccupazione seppure —in parte giustificato dall’arrivo della stagione fredda— è l’aumento dei prezzi dell’energia: il PUN è di nuovo oltre i 400 €/MWh negli ultimi giorni» mettono in rilievo gli analisti. Ma l’aumento non si potrà riassorbire, considerando che il momento più difficile arriverà nella prossima estate 2023, quando si attende la ripartenza industriale della Cina che da sola potrebbe assorbire più dell’85% della crescita di capacità di offerta mondiale di Gas Naturale.
La raccolta RAEE latita tanto che Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE, sottolinea come...: “Con questi livelli di raccolta è impossibile ipotizzare investimenti industriali significativi per il riciclo delle Materie Prime Critiche. Così facendo condanniamo il Paese a una dipendenza strutturale dai Paesi terzi, rinunciando di fatto a qualsiasi ambizione di autonomia strategica".
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