Il progetto coordinato dal professor Alessio Rovere si aggiudica un prestigioso finanziamento ERC Proof of Concept: nasce un sistema cloud basato su modelli ibridi per proteggere il territorio dagli eventi meteo estremi.
L’Università Ca’ Foscari Venezia compie un passo decisivo verso l’innovazione applicata nella difesa del territorio, ottenendo un finanziamento di 150mila euro attraverso il programma ERC Proof of Concept. Il progetto vincitore, denominato MARINA, è coordinato dal professor Alessio Rovere, docente di Geografia fisica e Geomorfologia, e mira a trasformare anni di ricerca di frontiera in uno strumento operativo concreto per la gestione del rischio di inondazione costiera. Il cuore del sistema sarà una piattaforma in cloud capace di fornire previsioni in tempo quasi reale sulle mareggiate, superando i limiti tecnologici che fino ad oggi hanno frenato l'efficacia delle misure di prevenzione. L’iniziativa rappresenta il naturale sviluppo tecnologico dei risultati maturati durante l’ERC Starting Grant WARMCOASTS, ribaltando il paradigma della ricerca accademica per calarla direttamente nelle esigenze di comuni costieri, protezione civile e gestori del territorio.
La sfida tecnica affrontata da MARINA risiede nella complessità di prevedere il cosiddetto wave runup, ovvero la risalita delle onde sulla spiaggia o sulle strutture artificiali, un fenomeno che può causare danni ingenti a infrastrutture e aree urbane durante gli eventi estremi. Attualmente, i modelli fisici più precisi richiedono una potenza di calcolo eccessiva per utilizzi operativi rapidi, mentre le formule empiriche standard offrono velocità a discapito dell'affidabilità e della capacità di stimare l'incertezza. Il progetto intende colmare questo divario attraverso un approccio ibrido innovativo: utilizzando simulazioni numeriche ad alta fedeltà per calibrare modelli empirici molto più veloci, il sistema sarà in grado di generare previsioni probabilistiche del rischio. Questo significa che, anziché offrire una stima secca, lo strumento indicherà la probabilità che venga superata una specifica soglia critica di allagamento, offrendo ai decisori politici e tecnici un supporto decisionale basato su dati solidi e trasparenti.
Nei diciotto mesi di sviluppo, il team di ricerca si concentrerà sulla validazione del prototipo attraverso test in due siti pilota significativi per le diverse caratteristiche geomorfologiche italiane, uno in Liguria e uno in Veneto. Parallelamente all'implementazione del software, il progetto prevede un articolato percorso di trasferimento tecnologico volto a definire la strategia commerciale più efficace, che potrà spaziare dalla licenza universitaria alla futura creazione di uno spin-off. La collaborazione interdisciplinare tra esperti di informatica, geomorfologia e management, insieme ad attività di design thinking coinvolgenti i potenziali utenti finali, garantirà che il formato delle previsioni, che si tratti di mappe dettagliate o indicatori a semaforo, sia perfettamente rispondente alle necessità operative del campo. Il risultato finale sarà un sistema validato e accessibile, capace di comunicare l'incertezza del rischio in modo tempestivo, fornendo alle comunità costiere uno scudo tecnologico più rapido e adatto a fronteggiare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla frequenza crescente degli eventi estremi.
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