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Il Presidente degli Stati Uniti ha bloccato il decreto sull'intelligenza artificiale per evitare norme che potessero frenare la leadership americana rispetto alla Cina.
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio della cerimonia di firma del tanto atteso ordine esecutivo volto a regolamentare l'industria dell'intelligenza artificiale. L'evento, inizialmente programmato per il pomeriggio dello scorso giovedì alla Casa Bianca, è stato congelato all'ultimo momento dal capo dello Stato, il quale ha spiegato ai giornalisti riuniti nello Studio Ovale di aver preso questa decisione perché contrariato da alcuni elementi inseriti nel testo della bozza. L'obiettivo principale di Trump resta quello di tutelare il primato tecnologico degli Stati Uniti rispetto alla Cina e al resto del mondo, evitando l'introduzione di qualsiasi vincolo burocratico o normativo che possa in qualche modo rallentare o ostacolare questa posizione di netto vantaggio competitivo.
Secondo le prime indiscrezioni giornalistiche diffuse dal New York Times, il decreto avrebbe dovuto conferire al governo federale il potere di sottoporre a una valutazione preventiva i nuovi modelli di intelligenza artificiale per identificare tempestivamente eventuali falle di sicurezza. Un approccio che ha subito destato forti preoccupazioni nel Presidente, convinto che lo sviluppo di questi sistemi stia portando enormi benefici e che l'ordine esecutivo, così come formulato dai tecnici, avrebbe potuto trasformarsi in un blocco per l'innovazione. Nonostante il rinvio, la linea dell'amministrazione Trump rimane storicamente favorevole al comparto tecnologico, come dimostra il recente sostegno alle richieste dei colossi della Silicon Valley volute per impedire ai singoli Stati americani di legiferare in autonomia creando un mosaico di regole locali e frammentate.
L'esplosione dei massicci investimenti nell'intelligenza artificiale da parte delle grandi aziende tech continua intanto a trainare la crescita dei mercati azionari mondiali, spingendo le borse verso nuovi record storici pur in un contesto di forte instabilità geopolitica globale segnato dal conflitto in Iran. Sebbene l'amministrazione punti a un mercato deregolamentato, non mancano i tentativi di avviare forme di controllo condivise. Proprio nelle scorse settimane, infatti, il Center for AI Standards and Innovation ha stretto accordi con Google DeepMind, Microsoft e xAI di Elon Musk per ottenere il permesso di esaminare i nuovi software prima del loro rilascio pubblico, a dimostrazione di come la ricerca di un equilibrio tra sicurezza nazionale e massima libertà di impresa rimanga il nodo centrale del dibattito politico americano.
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