: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Sebbene gli edifici in classe A siano in aumento (dal 2,9% al 3,8% tra 2018 e 2025), la prevalenza di immobili (79%) con classe energetica inferiore alla D sottolinea la necessità di riqualificazione per efficienza e risparmio energetico.
Il settore edilizio italiano si trova ad affrontare la sfida legata all’obsolescenza del proprio patrimonio immobiliare: con un tasso di rinnovamento annuo dello 0,85%, contro l’1,7% di Francia e Germania, e l’84,5% degli edifici costruiti prima del 1990, l’Italia presenta il parco edilizio più vetusto d’Europa. Nonostante un aumento degli edifici in classe energetica A (dal 2,9% al 3,8% tra il 2018 e il 2025), con il 79% degli immobili italiani è ancora oggi in una classe energetica inferiore alla D, evidenziando la necessità di interventi di riqualificazione per migliorare l’efficienza energetica e ridurre i consumi.
A questo si aggiungono le stime secondo cui - con emissioni lorde di gas serra pari a 75,5 milioni di tonnellate di CO2 equivalente nel 2021 e considerando l’attuale trend inerziale - il completamento della decarbonizzazione del settore edilizio italiano non si raggiungerebbe prima del 2103, ben oltre il traguardo fissato dal piano europeo Fit for 55, che richiederebbe una riduzione delle emissioni a 12,4 milioni di tonnellate entro il 2050. Un ritardo che ha conseguenze anche sulla spesa delle famiglie per i consumi elettrici e termici degli edifici, che è aumentata del 31% dal 2015 a oggi e ha raggiunto un valore di 54,2 miliardi di euro.
In questo scenario, risulta sempre più urgente la conversione al paradigma di Smart Building. La filiera degli Smart Building genera già oggi 163 miliardi di euro di fatturato e 43 miliardi di euro di Valore Aggiunto, occupando 419 mila addetti1 e con la possibilità di creare ulteriori 200 mila nuovi posti entro il 2030. Sarà però fondamentale formare una nuova generazione di professionisti dotati di competenze green e smart, indispensabili per accelerare la transizione sostenibile e garantire un futuro in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione e innovazione.
A fare il punto è la terza edizione della Community Smart Building di TEHA Group, 1° Think Tank privato e indipendente in Italia, che - con il supporto dei partner ABB, ANCE Lombardia, BTicino, IRSAP, KONE, MCZ Group e Principe Ares - lancia 7 proposte per promuovere la transizione energetica e accelerare l’adozione del paradigma dello Smart Building, contribuendo così alla sostenibilità ambientale, economica e sociale del settore edilizio.
“L’efficientamento smart degli edifici più vetusti porterebbe a una riduzione del 29% dei consumi energetici e del 5% di quelli idrici, con un risparmio netto complessivo di 17-19 miliardi di euro. Per accelerare la diffusione degli Smart Building in Italia e promuovere lo sviluppo della relativa filiera, la Community ha raccolto le 7 proposte individuando tre ambiti di azione chiave”, spiega Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Responsabile della Community Smart Building di TEHA Group. “Il primo riguarda le competenze, per sviluppare programmi di upskilling e reskilling per tutti gli operatori della filiera estesa, come progettisti, contractor, installatori e impiantisti, anche in collaborazione con le ITS Academy. Il secondo ambito è relativo a incentivi e finanziamenti, con la necessità di rivedere il sistema di incentivi per renderlo proporzionale ai risparmi energetici e introdurre un “Libretto della casa”, per la certificazione degli interventi effettuati negli edifici. Infine, si punta sulla consapevolezza, promuovendo una maggiore collaborazione tra pubblico e privato e migliorando il coordinamento tra i diversi stakeholder del settore”.
Le azioni chiave individuate saranno analizzate in occasione del Forum Smart Building che si svolgerà mercoledì 28 maggio a Roma, presso gli Horti Sallustiani. L’evento sarà l’occasione per presentare i risultati del Rapporto Strategico 2025 della Community Smart Building e discutere con i Vertici della business community, i key opinion leader e i rappresentanti delle Istituzioni italiane ed europee le proposte di azione per supportare la trasformazione smart del parco immobiliare italiano, a sostegno della crescita e modernizzazione del Paese.
7 proposte dalla Community Smart Building per accelerare la transizione sostenibile del parco immobiliare italiano
La terza edizione della Community Smart Building di TEHA Group ha individuato 7 proposte concrete per colmare il gap di competenze, promuovere strumenti finanziari innovativi, semplificare l’accesso agli incentivi e rafforzare la cooperazione fra pubblico e privato. Attraverso interventi mirati, come programmi di upskilling, il “Libretto della casa” e modelli di finanziamento green, le proposte intendono favorire la diffusione degli Smart Building, contribuendo a obiettivi di efficienza energetica, innovazione tecnologica e riduzione delle emissioni.
Competenze
1. Sviluppare programmi di upskilling e reskilling - La diffusione degli Smart Building può generare benefici ambientali, economici e sociali e creare occupazione qualificata nell’edilizia, con circa 200mila nuovi posti di lavoro specializzati nel prossimo futuro. Tuttavia, nel 2023 sono state riscontrate difficoltà di reperimento per i nuovi addetti nel 57,6% delle nuove entrate nel settore edilizio, a causa della carenza di candidati e della loro preparazione inadeguata. Per colmare il gap di competenze, la Community Smart Building propone di sviluppare programmi di upskilling e reskilling in materia di Edifici Intelligenti a supporto di tutti gli operatori della filiera estesa, attraverso esperienze concrete e sul campo che prevedano il rilascio di attestati di qualifiche professionali riconosciute a livello nazionale ed europeo.
2. Rafforzare la collaborazione con gli ITS - Le ITS Academy svolgono un ruolo fondamentale nella formazione delle competenze green e smart richieste dal settore. Grazie alla collaborazione tra istruzione e imprese, è possibile colmare il divario di competenze nel settore: tra il 2015 e il 2024, le ITS hanno formato 46.616 studenti attraverso oltre 1.800 percorsi, lavorando con 2.422 imprese e 226 associazioni di imprese. L’87% dei diplomati trova lavoro entro un anno, e il 93,8% in un'area coerente con il proprio percorso di studi.
Per questo, la Community di TEHA Group ribadisce nelle sue proposte l’importanza di rafforzare questa collaborazione, sviluppando percorsi mirati con esperienze pratiche “on the job” per formare professionisti capaci di rispondere alle esigenze del settore degli Smart Building.
3. Potenziare i programmi formativi - La formazione è considerata la leva prioritaria per lo sviluppo del settore dal 65% degli operatori del settore2. In questo senso, la Community Smart Building ha mappato i percorsi formativi necessari per le figure chiave della filiera degli Smart Building, includendo corsi universitari in Ingegneria Edile e Architettura Sostenibile, master in BIM, percorsi ITS su Efficienza Energetica e Sistema Casa, e programmi di Istruzione Professionale per manutenzione, assistenza tecnica e figure come Operatore Edile e Tecnico Elettrico.
Tra le proposte, quindi, la Community evidenzia l'importanza di potenziare questi percorsi, sviluppando competenze tecniche e digitali essenziali per la transizione ecologica e la trasformazione degli edifici.
4. Formazione obbligatoria per appalti pubblici - La Community propone di rendere obbligatoria la formazione per i grandi appalti pubblici di riqualificazione edilizia, introducendo una clausola che vincoli la partecipazione ai bandi al possesso di competenze specifiche in tema di riqualificazione smart. Questa misura garantirebbe standard elevati di professionalità, accelerando la transizione verso edifici più efficienti e tecnologicamente avanzati.
Incentivi e finanziamenti
5. Riformare gli incentivi e agevolare finanziamenti green - Per accelerare la diffusione degli Smart Building in Italia e promuovere lo sviluppo della filiera italiana, la Community Smart Building propone di riformare il sistema di incentivi, introducendo meccanismi proporzionali ai risparmi energetici effettivamente ottenuti e garantendone la stabilità fino al 2030, secondo principi di efficienza energetica e neutralità tecnologica. Parallelamente, serve agevolare l’accesso al credito, incentivando finanziamenti green per utenti finali sia nel settore residenziale che terziario, e promuovere strumenti finanziari alternativi, come gli Energy Performance Contract e il Partenariato Pubblico-Privato, per sostenere interventi di riqualificazione e innovazione.
6. Introdurre il “Libretto della casa” - Tra le proposte della Community emerge l’introduzione di un “Libretto della casa”, strumento di certificazione volontaria pensato per documentare gli interventi effettuati negli edifici, sia di nuova costruzione che in ristrutturazione. Il libretto fornirebbe una mappatura dettagliata delle tecnologie smart installate, evidenziando i benefici ottenuti in termini di risparmio energetico e riduzione delle emissioni; inoltre, faciliterebbe l’accesso a incentivi e benefici fiscali, promuovendo trasparenza e sostenibilità.
Consapevolezza
7. Promuovere maggiore consapevolezza dei cittadini rispetto ai benefici degli Smart Building - L’accelerazione della transizione green e smart del parco immobiliare passa anche da una maggiore conoscenza e consapevolezza sui temi legati agli Smart Building, sia fra i cittadini sia fra le pubbliche amministrazioni. Su questo fronte, la Community propone di sviluppare iniziative a livello nazionale di comunicazione e sensibilizzazione rispetto ai benefici degli Smart Building per coinvolgere la cittadinanza attraverso tutti gli strumenti di comunicazione (radio, tv, social, podcast, ecc.). Allo stesso tempo, è fondamentale promuovere la collaborazione fra pubblico e privato, condividere best practice nazionali e internazionali relative a interventi di riqualificazione edilizia, e aumentare la consapevolezza della PA sugli incentivi disponibili come il Conto Termico 3.0, e sugli strumenti a supporto della riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico, come gli Energy Performance Contract.
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