: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista
Con lo studio “Edutech: dove sono le scuole di oggi”, Acer for Education offre una panoramica completa dell'integrazione della tecnologia nelle scuole, indagando l'utilizzo dei dispositivi digitali, identificando le aree di miglioramento e analizzando i benefici e i rischi associati, con lo scopo di delineare le tendenze emergenti che plasmeranno il futuro dell'educazione.
Il rapporto Education Policy Outlook 2024 report mette in luce tre sfide che il mondo dell'educazione oggi deve affrontare: la carenza di insegnanti, l'eccessivo tempo che i docenti dedicano a compiti non didattici e il divario di competenze digitali degli studenti.
Il World Economic Forum sottolinea che, entro il 2030, il 39% delle competenze richieste dal mercato del lavoro subirà profonde trasformazioni, mentre le competenze tecnologiche, in particolare l'intelligenza artificiale e l'analisi dei big data, assumeranno un'importanza sempre maggiore. È quindi fondamentale che l'educazione e la tecnologia diventino un binomio inscindibile per ottimizzare il lavoro quotidiano degli insegnanti e, di conseguenza, dotare gli studenti delle competenze digitali necessarie per affrontare le sfide del mercato del lavoro in continua evoluzione.
Con lo studio “Edutech: dove sono le scuole di oggi”, Acer for Education offre una panoramica completa dell'integrazione della tecnologia nelle scuole, indagando l'utilizzo dei dispositivi digitali, identificando le aree di miglioramento e analizzando i benefici e i rischi associati, con lo scopo di delineare le tendenze emergenti che plasmeranno il futuro dell'educazione.
Quasi l'80% degli intervistati considera il laptop il dispositivo più utile in classe, ma solo la metà di essi dispone di un PC assegnato o finanziato dalla scuola. Il 40% deve fare affidamento sul proprio dispositivo personale e l'11% utilizza un notebook condiviso all'interno di diverse aule.
Tra i dispositivi tradizionali, desktop e proiettori sono ampiamente utilizzati nelle scuole (rispettivamente il 58% e il 55%), mentre gli strumenti STEM come la robotica e la stampa 3D sono ancora tra i meno diffusi, con solo il 34% delle scuole che li utilizza, nonostante siano considerati fondamentali per preparare gli studenti alle sfide del futuro.
I dispositivi digitali vengono ancora utilizzati per attività basilari, denotando nella maggior parte dei casi una carenza di competenze digitali tra gli insegnanti. Infatti, gli studenti utilizzano principalmente i laptop all'interno dei laboratori (37%) per accedere a materiali o piattaforme didattiche, svolgere compiti e progetti (35%) o leggere libri in formato digitale (29%). Meno di un quinto degli studenti utilizza i dispositivi digitali per attività che coinvolgono strumenti STEM (19%) o Esport/Gamification (15%).
Gli insegnanti fanno un ampio uso dei dispositivi tecnologici durante le lezioni in classe o in laboratorio (80%), impiegangoli per condividere presentazioni o materiali online con gli studenti, per condurre valutazioni (66%), o semplicemente per aggiornare il registro elettronico (57%) o svolgere attività amministrative (63%).
L'intelligenza artificiale ha fatto il suo ingresso in molti campi, e il settore dell'educazione non fa eccezione. La ricerca dimostra che metà degli insegnanti sta già utilizzando l'IA mentre l'altra metà ne riconosce il potenziale, manifestando interesse e concordando però sul fatto che possa portare molti benefici ma anche alcune preoccupazioni.
L'IA consente agli insegnanti di semplificare la pianificazione delle lezioni (70%), di essere un utile alleato nella preparazione di esercizi (62%), di analizzare il progresso degli studenti (58%) ed eseguire valutazioni automatiche (56%), ma può anche essere vista come uno strumento potente nelle mani degli studenti che potrebbero sfruttarla a proprio vantaggio: copiando durante i compiti a casa (49%) o affidandosi a GenAI per scrivere contenuti (44%), minando così lo sviluppo di competenze autentiche e compromettendo il processo valutativo.
Un ulteriore timore deriva dall'uso eccessivo dei dispositivi digitali, che potrebbe influire negativamente sul benessere fisico degli student, che trascorrono molte ore davanti al computer (come riportato dal 41% degli intervistati), con conseguenze per la postura e la vista. Inoltre, c'è anche la preoccupazione che l'uso eccessivo della tastiera possa portare a una perdita delle competenze di scrittura a mano (segnalato dal 43% degli intervistati).
“La ricerca conferma che la tecnologia è ormai fondamentale nell'educazione moderna, tuttavia è altrettanto evidente che vi siano ancora margini di miglioramento. Emerge chiaramente la necessità, nella maggior parte delle scuole, di incrementare gli investimenti in dispositivi digitali, nell'infrastruttura IT e nella formazione degli insegnanti, al fine di promuovere un uso responsabile della tecnologia, come l'intelligenza artificiale", afferma Cristina Pez, Commercial Director for Education, Acer EMEA. "Acer si impegna costantemente ad ascoltare le esigenze degli insegnanti e ad offrire soluzioni tecnologiche all'avanguardia per supportarli nel loro lavoro quotidiano e per favorire un'esperienza di apprendimento significativa, inclusiva e coinvolgente"
Per ulteriori informazioni su Acer for Education, visita il blog al linkia https://acerforeducation.acer.com/
Il sistema permette di individuare rapidamente il polietilene, polimero non biodegradabile, presente nelle bioplastiche in quantità superiore al limite massimo consentito dalla norma EN 13432, assicurando la qualità del prodotto e contrastando i casi di contraffazione che danneggiano il compost prodotto.
23-01-2026
Plantvoice, la startup altoatesina che "ascolta le piante" affianca ITS Fondazione Pinta, GAL Kroton e partner calabresi nel primo gruppo di lavoro regionale dedicato all'innovazione agritech: AI, sensoristica IoT e droni per trasformare i dati in strategie agronomiche sostenibili.
23-01-2026
Il report “Space Innovation in Italia: un’analisi brevettuale” dell’Osservatorio Innovazione e Brevetti dell’Università LIUC e dell’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano ha analizzato l’attività innovativa degli attori italiani attivi nella Space Economy attraverso l’analisi dei brevetti depositati tra il 2000 e il 2022.
22-01-2026
Queste nuove tendenze sono state spiegate da Wang Zhiwu, President of Huawei Smart Charging Network Domain, nel corso dell'evento "Jointly Charging the Road Ahead". Secondo il manager di Huawei il settore dell’EV Charging sta entrando in una nuova fase, innestando nuove potenzialità per il futuro soprattutto sul tema dell'elettrificazione dei veicoli pesanti.
22-01-2026
Nasce così IMQ Proving Ground, il nuovo polo nazionale per il testing e la certificazione dei veicoli intelligenti del settore Automotive e Aerospace.
La produzione annua attesa è di circa 1,6 milioni di kWh, equivalente al fabbisogno medio di circa 600 famiglie, con una significativa riduzione delle emissioni climalteranti. L’energia condivisa consentirà di decarbonizzare integralmente i consumi elettrici dell’headquarters CUBI.
Per quanto riguarda il settore agroalimentare, l'export tricolore verso i paesi del Mercosur vale circa 489 milioni di euro. L'intesa, oltre all'abbattimento di dazi, prevede anche il riconoscimento di ben 57 Indicazioni Geografiche Tipiche (IGP) italiane. Per quanto concerne i servizi, vale 1,9 miliardi di euro l'anno in termini di export, soprattutto trasporti e turismo, ma anche servizi finanziari, telecomunicazioni e servizi digitali.
Secondo Assolombarda in Italia operano circa 15.300 startup e PMI innovative, con un fatturato complessivo di 12,9 miliardi di euro, ma solo il 3,4% di queste realtà è coinvolto in operazioni strutturate di Corporate Venture Capital; la maggior parte delle imprese privilegia piuttosto modelli più agili, basati su partnership industriali, co-sviluppi tecnologici e collaborazioni commerciali.